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Folle inseguimento in auto: morto il giovane travolto - Video

Firenze: scontro fra famiglie rom e folle corsa con spari. Duccio Dini, 29 anni, era arrivato in ospedale in condizioni disperate. Momenti di tensione al corteo organizzato da Fratelli d'Italia che si sta avvicinando al campo nomadi del Poderaccio

Firenze. Folle inseguimento tra due auto, travolto uno scooterista: le immagini Morto il 29enne travolto da una delle auto coinvolte nell'inseguimento avvenuto in via Canova, nella zona dell'Isolotto a Firenze, mentre era fermo a un semaforo a bordo del suo scooter. Il giovane, Duccio Dini, aveva riportato numerosi traumi ed era statp ricoverato nella rianimazione dell'ospedale di Careggi in prognosi riservata. Tutto era iniziato dopo una lite tra famiglie rom - L'ARTICOLO

FIRENZE. È morto Duccio Dini, il 29enne travolto da una delle auto coinvolte nell'inseguimento avvenuto il 10 giugno in via Canova, nella zona dell'Isolotto a Firenze, mentre era fermo a un semaforo a bordo del suo scooter. Il giovane era stato ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Careggi.

Il corteo in omaggio del ragazzo organizzato da Fratelli d'Italia che si stava svolgendo nei pressi del luogo dove è avvenuta la tragedia, al quale hanno preso parte oltre 350 persone, era ignaro della morte del giovane. Una volta arrivata la notizia una parte del corteo si è staccata e si è avvicinata al campo rom del Poderaccio mentre sono stati scanditi slogan contro i nomadi e per il suo smantellamento.

Il campo è presidiato da un cordone di forze dell'ordine. Al momento i manifestanti stanno fronteggiando il cordone mentre continuano ad affluire altre persone. Qualche momento di tensione con alcuni manifestanti che hanno cercato di entrare. Poco prima tanti fiori erano stati deposti sul luogo dove Duccio è stato colpito, all'angolo tra via Canova e via Simone Martini.

Duccio Dini, 29 anni, è morto il...
Duccio Dini, 29 anni, è morto il giorno dopo essere travolto da due auto lanciate in un folle inseguimento

IL FATTO

Un inseguimento ad alta velocità, spari di pistola in aria, poi una delle auto travolge un giovane fermo a un semaforo in sella al suo scooter: ricoverato in ospedale, le sue condizioni erano molto gravi.

È successo a Firenze, poco dopo mezzogiorno, in una strada dell’Isolotto. Tutto sarebbe nato dalla lite fra due famiglie di etnia rom, iniziata in un parcheggio adiacente al supermercato Esselunga, in via Canova. Le due famiglie, del campo nomadi del Poderaccio, si incontrano per un chiarimento, perché uno dei membri, 58 anni, avrebbe lasciato la moglie e i parenti di lei vogliono capire cosa sia accaduto. Pare una discussione familiare, ma ben presto degenera, tanto che il marito sotto accusa fugge a bordo di un'auto ma viene inseguito da altre due vetture, con a bordo i componenti dell’altra famiglia. Dalle auto che inseguono partono dei colpi di pistola.

Sono le 12,30 del 10 giugno. La corsa a folle velocità è fra via Simone Martini e via Canova. Al semaforo di quest’ultima un ragazzo con lo scooter, 29 anni, fiorentino, è fermo accanto a un'auto con una donna a bordo e viene travolto. Soccorso poco dopo, è stato trasportato a Careggi. Una delle auto tampona anche una macchina con a bordo un uomo con due bambini, di 6 e 8 anni, rimasti per fortuna illesi. Alla fine saranno cinque le auto coinvolte, oltre allo scooter completamente distrutto, una è anche andata a fuoco, dopo essere finita in una siepe.

Sul posto, oltre ai carabinieri, il pm di turno Tommaso Coletta. Uno dei feriti, il nomade che era sull’auto incendiata, è stato portato all’ospedale Torregalli e piantonato. Sono quattro in tutto le persone fermate: due di loro, dopo l’interrogatorio, sono finite agli arresti un uomo di 65 anni e uno di 36. Si tratta del conducente e del passeggero di una Volvo 960, Amet Remzi, e Mustafa Dehran.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri tutto è iniziato intorno alle 12.20 quando una Lancia Lybra condotta da un 44enne di etnia rom, e la moglie seduta a fianco, nel parcheggio del supermercato Esselunga di via Canova ha speronato a marcia indietro un’Opel Zafira grigia, condotta da un 43enne della medesima etnia. La scena è stata notata da un maresciallo dell'Arma che, libero dal servizio, ha cercato di bloccare la Lancia che invece si messa all'inseguimento dell'Opel Zafira.

Dietro le prime due vetture si lanciata anche una Volvo 960, condotta da un 65enne di etnia rom (padre del conducente della Lybra) e con a bordo un nipote 29enne. Le immagini delle telecamere mostrano l'inseguimento a folle velocità con tentativi di speronamento. All'altezza dell'incrocio con via Simone Martini la Volvo ha urtato la Zafira mandandola fuori strada (il mezzo si incendiato, ma il conducente è riuscito a uscirne), mentre la Volvo ha ruotato vorticosamente su se stessa andando a impattare con estrema violenza contro una Hyundai e uno scooter Honda, fermi al semaforo, e contro una Volvo V40 che aveva appena svoltato da via Martini immettendosi in via Canova. Il passeggero della Volvo è sceso dal mezzo, dopo l'impatto, brandendo una mazza da baseball per cercare di andare ad aggredire il conducente della Opel Zafira. Poi l'arrivo dei carabinieri e il fermo delle quattro persone ascoltate dal pm. Per due di loro è poi scattato l'arresto.

LE REAZIONI

Sulla vicenda era intervenuto il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, fiorentino: «Queste sono ore di preoccupazione – ha scritto su Facebook – In un inseguimento con sparatoria in via Canova, nella mia Firenze, è stato ferito gravemente un giovane di neanche trent'anni. È stato travolto mentre viaggiava su uno scooter. I carabinieri hanno già fermato 4 persone. La magistratura è già al lavoro. Ho sentito il prefetto per informarmi delle condizioni del giovane: alla sua famiglia esprimo tutta la mia vicinanza in queste ore difficili».

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha espresso cordoglio alla famiglia di Duccio Dini. "Sarò presto a Firenze - annuncia il ministro - per affrontare la questione della sicurezza e per porre un argine alla criminalità diffusa in alcune zone della città".

Firenze, Nardella dopo lo scontro dei Rom: "Pretendo che i responsabili paghino fino in fondo" Il sindaco all'ospedale di Careggi vicino ai familiari del ragazzo travolto sullo scooter. "Il governo non ci lasci soli a decidere lo sgombero dei campi nomadi". Video di Michele Bocci


"Duccio non ce l'ha fatta, la sua battaglia per la vita  finita tra le braccia della sua splendida famiglia e dei suoi amici. A loro va il profondo cordoglio di tutta Firenze. Per questo ho deciso di proclamare il lutto cittadino per Duccio come ho appena comunicato ai suoi genitori, che ringrazio anche per la decisione di donare gli organi, un bellissimo gesto di amore e di altruismo". Lo annuncia su facebook il sindaco di Firenze Dario Nardella. "Duccio su facebook aveva una splendida foto con scritto 'Viva la vida' - ha aggiunto Nardella -. Credo non ci sia frase pi bella per unirci insieme nel suo ricordo. Ciao Duccio".

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