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Il lavoro beffa, ora l'Ispettorato indaga sugli annunci truffa

Un controllo di un ispettore del lavoro

L'inchiesta del Tirreno sulle offerte fasulle fa scattare le verifiche in Toscana. Il direttore nazionale: "Solo con le denunce possiamo controllare le agenzie"

LIVORNO. Le segnalazioni sono sul tavolo del capo dell’ispettorato del lavoro. Dopo il colloquio truffa al quale abbiamo partecipato nei giorni scorsi a Livorno con un’agenzia che ci proponeva un impiego da magazziniere per poi “spedirci” a vendere contratti porta a porta, al Tirreno sono arrivate centinaia di storie. Tutte simili a quella raccontata da noi. Le abbiamo raccolte e le abbiamo girate a Roma. All’Ispettorato generale del Lavoro. Che ha aperto un’indagine.

Il Tirreno ha preso i da ...

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LIVORNO. Le segnalazioni sono sul tavolo del capo dell’ispettorato del lavoro. Dopo il colloquio truffa al quale abbiamo partecipato nei giorni scorsi a Livorno con un’agenzia che ci proponeva un impiego da magazziniere per poi “spedirci” a vendere contratti porta a porta, al Tirreno sono arrivate centinaia di storie. Tutte simili a quella raccontata da noi. Le abbiamo raccolte e le abbiamo girate a Roma. All’Ispettorato generale del Lavoro. Che ha aperto un’indagine.

Il Tirreno ha preso i dati delle aziende che propongono questi annunci ingannevoli e millantano collaborazioni inesistenti con multinazionali. Li ha inviati a Paolo Pennesi, dal 2013 al 2015 segretario del ministero del Lavoro prima di ricoprire l’attuale incarico di direttore dell’Ispettorato nazionale del Lavoro. Il funzionario ci ha dato consigli utili e spiegato a quali reati vanno incontro queste agenzie.

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Perché denunciare abusi è sempre giusto?

"Bisogna denunciare, sempre, per bloccare questi meccanismi. Queste aziende fanno pubblicità ingannevole e per loro si può configurare il reato di intermediazione illecita. Si parla di reati piuttosto gravi. Si tratta di sfruttamento del lavoro come delitti contro la persona e contro la libertà individuale. Punito nei casi più gravi con la reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1000 a 2000 euro per ciascun lavoratore reclutato. E in questi casi la normativa parla di sistematica retribuzione in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali di lavoro e comunque sproporzionato rispetto alla quantità e alla qualità del lavoro prestato".

Paolo Pennesi, direttore nazionale dell'Ispettorato del lavoro


Avete ricevuto molte segnalazioni di annunci truffa?

"Per poter effettuare le nostre verifiche è fondamentale che i lavoratori o gli aspiranti tali si rivolgano agli uffici territoriali di competenza. Per quanto riguarda la zona nella quale operano le aziende da voi segnalate, quindi su Livorno e Pisa, come ispettorato abbiamo circa 1300 denunce all’anno (700 su Livorno e 600 su Pisa ndr). Ma di questo tipo non abbiamo molte richieste di interventi o verifiche, la maggior parte sono da parte di lavoratori non pagati, pagati in ritardo, in nero e casi simili".

Più di tre denunce al giorno ma nessuna per questo reato. Perché?

"C’è una deframmentazione del rapporto di lavoro. Sempre più precarizzato, con prestazioni difficilmente inquadrabili. Per le organizzazioni sindacali è diventato complesso organizzarsi e seguire ogni singolo lavoratore. E molti imprenditori, con necessità di reclutare forza lavoro, propongono contratti che non sono regolari. E i giovani, quelli maggiormente sfruttati per lavori “usa e getta” spesso rinunciano a denunciare casi di sfruttamento".

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Rivolgendosi all’ispettorato fanno la scelta giusta?

"Abbiamo su tutto il territorio nazionale un corpo ispettivo di circa 4000 uomini e tra Pisa e Livorno siamo sulle 35 unità. Queste devono gestire più di tre denunce al giorno. Un lavoro enorme, anche perché fare indagini ispettive precise e poi successive verifiche direttamente in azienda è un lavoro importante e che parte, vista l’enorme mole di lavoro, da precise denunce da parte dei lavoratori. Si tratta di una vera e propria indagine di polizia amministrativa e come tale parte dalle segnalazioni".

Come segnalare le aziende irregolari?

"Ci sono due diverse modalità con le quali il lavoratore può agire. Può farlo anche singolarmente, cercando di fornirci tutte le informazioni del caso per verificare se l’azienda, poi, lavora nella legalità o meno. I nostri ispettori prendono la loro valigetta e vanno direttamente a capire se l’agenzia sta agendo nella legalità o meno".



Il caso di Livorno sarà oggetto di indagine?

"Le verifiche e i controlli possono scattare anche da inchieste giornalistiche, esattamente come la vostra. Per questo attiveremo l’ufficio territoriale per capire se ci sono state delle irregolarità. Questa pubblicità ingannevole a monte porta a un non rispetto delle garanzie di ogni lavoratore che possono essere molto gravi. E per questo controlleremo e segnaleremo, insieme agli altri organi competenti, eventuali abusi".

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