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L'esperto: dietro gli annunci fasulli si può nascondere il reato di “caporalato”

L'esperto: dietro gli annunci fasulli si può nascondere il reato di “caporalato”

Il giuslavorista Albi: «Illecito dire di cercare personale per conto di aziende che non hanno dato mandato» solo per attirare più persone

PISA. In casi estremi si può arrivare anche al reato di caporalato. Inserito nel codice penale pochi anni fa con l’articolo 603-bis. Utilizzare, infatti, lavoratori a basso costo anche se per brevi periodi ma in maniera irregolare viola le più basilari normative della disciplina sul lavoro. Abbiamo provato a capire, con Pasqualino Albi, professore ordinario di diritto del lavoro del dipartimento di giurispudenza dell’Università di Pisa e avvocato giuslavorista, come una persona in cerca di impiego attirata con una “falsa” promessa di lavoro e poi spedita a fare vendite porta a porta possa difendersi.

È regolare offrire un lavoro di vendita porta a porta se l’annuncio prevede altro?

«Nel caso specifico in un primo colloquio di lavoro viene offerto un tipo di impiego full time. Lo si dice chiaramente: 8 ore di lavoro al giorno dal lunedì al venerdì. Questo tipo di offerta presuppone un tipo di lavoro subordinato e non da lavoratore autonomo. Non è tanto la promessa di un lavoro per un altro a essere illecita, quanto la tipologia contrattuale a violare la legge. Non posso fare il commesso in un bar ed essere libero professionista, lo stesso discorso vale per chi poi deve vendere contratti casa per casa. Il profilo illecito, però, non riguarda solo la parte di ispettorato del lavoro»

Violazioni fiscali e di sicurezza sul lavoro?

«Esattamente queste. Un datore di lavoro che utilizza personale ma non lo inquadra come dipendente va incontro a un notevole risparmio dal punto di vista fiscale. E questa è un’altra irregolarità. Non solo, a livello assicurativo e di infortuni al lavoro ne possiamo rilevare un’altra tutt’altro che trascurabile».

Anche un giorno di prova deve essere regolarizzato?

«Tutto ciò che è lavoro non può essere gratuito, altrimenti è volontariato. La regola generale è che il lavoro deve essere retribuito e quindi avere tutte le garanzie del caso, anche se soltanto per un giorno. Tutto ciò che è diverso da questo è un’ipotesi completamente fuori dalla legge».

E in quali casi si può parlare di caporalato?

«Lo schema illecito ha varie gradazioni prima di arrivare al caporalato. Il punto comune è l’interposizione illecita di manodopera. Per semplificare può cercare personale o direttamente l’azienda o un altro soggetto autorizzato dalla prima. In molti casi, millantando rapporti di lavoro, molte agenzie o società diventano soggetti terzi non previsti dalla legge. Illecita, infatti, è la mera interposizione attuata da soggetto non autorizzato, irregolare in quanto posta in essere al di fuori dei limiti e delle condizioni previste dalla legge, e/o fraudolenta, in quanto elusiva delle norme inderogabili di legge e di contratto collettivo a tutela dei lavoratori. In altre parole se un agente che dice di essere affidatario di contratti per Vodafone, Enel o Samsung lo fa senza mandato e autorizzazione di queste aziende commente un illecito».

Come si possono difendere i lavoratori?

«L’ente primario

che fa vigilanza può inviare segnalazioni all’ispettorato del lavoro territoriale. Quello è il primo baluardo contro eventuali irregolarità. Ma anche Inps, Inail e Asl sono, per i rispettivi campi di influenza, soggetti ai quali il lavoratore può rivolgersi per poi effettuare dei controlli».

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