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In 140mila toscani saltano esami e visite: dove sono i più multati e i "danni" sulle liste d'attesa

A casa il conto dell’Asl: 25 euro a chi non avvisa che rinuncia . Nel 2017 la Regione Toscana potrebbe recuperare 3,5 milioni di euro

LIVORNO. Nulla di clamoroso, certo. Una goccia nel mare dei 7,5 miliardi di euro con cui ogni anno la Toscana alimenta il suo sistema sanitario. Ma i circa 3,5 milioni di multe che Asl e aziende ospedaliere stanno inviando a casa di circa 140.700 mila cittadini suonano soprattutto come un monito, un piccolo richiamo al senso civico e alla collaborazione. Perché i toscani che nel 2017 hanno disertato visite ed esami all’ultimo minuto, senza disdire la prenotazione almeno 48 ore prima dell’appuntamento così come prevede la legge regionale, avrebbero potuto aprire un varco nella rete, allargare (seppur di poco) le maglie strettissime ma lunghissime delle liste di attesa negli ospedali.

CHI DISERTA DI PIÙ

Almeno lo credono all’Asl Centro, dove l’anno scorso hanno tirato un bidone al sistema sanitario 50.029 cittadini. «Non si sono presentati all’appuntamento prenotato - bacchettano dall’Asl guidata da Paolo Morello - e così un gran numero di visite ed esami sono andati perduti. Impossibile, infatti, da parte degli operatori, poter chiamare altri pazienti». Così, su un totale di oltre 3,5 milioni di prestazioni prenotate in tutta l’area, i tira-pacchi della sanità sono stati 10.978 a Empoli (1,7% di chi aveva prenotato in zona), 20.000 (1,3%) a Firenze, 16.451 a Prato (2,2%) e ben 22.600 a Pistoia (3,3%). Non c’è ancora una suddivisione per le vecchie zone sanitarie dell’Asl nord ovest, ma fra Massa, Lucca, Pisa e Livorno sono 18.362 i disertori su 2,6 milioni di prenotazioni (lo 0,7%). Addirittura 60 mila su circa 2 milioni di visite, tac, risonanze, analisi del sangue non eseguite nell’Asl sud est, con i maremmani (4,1%) e gli aretini (4%) a contendersi lo scettro di cittadini più discoli (30mila esami disertati su 750mila appuntamento ad Arezzo, 17 mila su 405 mila a Grosseto).

LE VISITE PIÙ IGNORATE

Non tutte le Asl monitorano in modo uniforme i settori con il più alto tasso di “rinuncia” last minute (l’Asl Toscana nord ovest per farlo ha appena creato una task force). Ma può fare da esempio l’area fiorentina. Lì, su 15 mila appuntamenti saltati senza preavviso, 1.200 riguardavano visite oculistiche (l’8%), 1.000 (il 7%) prime visite o controlli ortopedici, un altro 7% le consulenze cardiologiche, 900 visite dall’otorino, 800 con il dermatologo. Ma una cosa sono le Asl, un’altra i policlinici universitari. È bassissimo il tasso di assenza ingiustificata a Cisanello e Santa Chiara, dove su oltre 3,6 milioni di prestazioni prenotate in un anno si creano poco più di 5.300 “buchi” inattesi in agenda. «Ci sono vari motivi - spiega il direttore amministrativo Carlo Milli - Uno è dovuto al fatto che forniamo prestazioni complesse, per cui è meno frequente che un paziente diserti. Inoltre molte prestazioni riguardano i pazienti oncologici, quasi sempre esentati dal ticket e che, purtroppo, a causa di patologia e cure hanno una valida giustificazione per l’assenza».

SERVE LA GIUSTIFICAZIONE

Tutti i 145 mila toscani che non si sono presentati, infatti, adesso saranno richiamati all’ordine: o forniranno una giustificazione o dovranno pagare una multa pari al ticket non versato (in media la sanzione si aggira intorn ai 25 euro). Così, teoricamente, la Toscana potrebbe elevare sanzioni per circa 3,5-4 milioni di euro ogni anno. «In realtà facciamo molta fatica a recuperarli - ammette Mauro Merli, direttore dei Servizi di prenotazione all’Asl sud est -, sia per ragioni di disorganizzazione interna che per una certa ritrosia a pagare dei cittadini. C’è chi non solo ignora il primo avviso bonario, ma anche i richiami successivi con l’addebito delle spese postali, fino a costringerci a far inviare cartelle esattoriali».

PANACEA PER LE ATTESE?

Ma azzerare il fenomeno farebbe da panacea per le liste d’attesa? «Direi di no - continua Merli - La rinuncia dell’ultimo minuto incide pochissimo sulle agende dei reparti, spesso già compensate dall’overbooking, e cioè la tendenza dei medici a coprire il vuoto lasciato da chi non si presenta con le urgenze interne o un elenco generalmente più corposo rispetto al potenziale di macchine e personale». Del resto in Toscana i disertori sono appena l’1,3% del totale delle prestazioni prenotate. Non solo. Ogni anno si stima che venga annullato circa il 15% di visite ed esami. In pratica, sono 1,5 milioni i cittadini che chiamano almeno 48 prima per annullare un appuntamento, «segno che il senso civico è molto più diffuso di quanto non lo sia la sbadataggine o il menefreghismo, che dieci anni fa toccava invece l’8-10%».

E I BONUS?

Con la delibera che introduceva i “malum”, la Regione pensò soprattutto di responsabilizzare le aziende sanitarie e spingerle a rispettare i tempi di attesa fissati dalla legge. Così, dovrebbero erogare un “bonus” da 25 euro ogni volta che quei tempi non vengono rispettati (la prima visita entro 15 giorni per cardiologia, ginecologia, oculistica, neurologia, dermatologia, ortopedia, otorino-laringoiatra).

Ecco, basti dire che in un anno in tutta la Asl nord ovest sono stati riconosciuti appena 80 bonus. Forse perché sono state solo 80 le visite prenotate in ritardo? Macché. Semplicemente molti cittadini non sanno di poter richiedere il rimborso. E spesso la Asl si guarda bene dall’informarli.

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