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Marina di Castagneto, le ruspe abbattono le capanne e le tettoie dei "vip" - Video

Iniziata la demolizione delle strutture di nobili e vip tra la spiaggia di Marina di Castagneto e Marina di Bibbona. Comune e Sovrintendenza: erano solo abusive, nessun pregio per il paesaggio

Oasi di Bolgheri: la demolizione delle capanne dei nobili sulla spiaggia Le baracche e tettoie sono quelle storiche dei nobili di Bolgheri – gli Incisa, gli Antinori, gli Zileri, i de Banfield, i Lawley – che sulla spiaggia aprono le loro ville al mare Ora saranno tutte demolite (Video Manolo Morandini) - L'ARTICOLO

CASTAGNETO CARDUCCI. Il legno cede alla pressione della pala meccanica. Il motore ruggisce. Fanno eco trattori e motoseghe. Cadono pareti. Crollano tetti. L’orizzonte si libera poco alla volta. L’ombra privilegiata di tettoie e capanni abusivi sulla spiaggia tra Marina di Castagneto e Marina di Bibbona viene cancellata. Ancora qualche giornata di lavoro e dei 16 anni di carte bollate tra Comune di Castagneto Carducci e le famiglie nobili, che con le loro proprietà affacciano su questo tratto di litorale selvaggio, non resterà che un ricordo. Il ripristino dei luoghi si porta via spazi anche di memoria. Luoghi di incontri. Fortezze di legno sul mare aperto per chi da bambino vi è cresciuto. E sicuramente, la prossima estate, porterà di che parlare sotto l’ombrellone per tutti quegli occhi da anni abituati a vedere quelle nicchie di tintarella esclusiva.

LE BARACCHE DI NOBILI E VIP

Le baracche e tettoie sono quelle storiche dei nobili di Bolgheri – gli Incisa, gli Antinori, gli Zileri, i de Banfield, i Lawley – che sulla spiaggia aprono le loro ville al mare. Alcune di quelle strutture sono lì dai primi del Novecento. Un tempo di uso privato, con l’avvento del turismo il loro utilizzo si è allargato agli ospiti paganti. E ai fortunati possessori di pass, residenti e lavoratori delle aziende di famiglia. Mescolati a celebrità come Harrison Ford, Johnny Depp, Sting, Carlo Tullio Altan, il maestro Karajan, Sarah Ferguson e Carolina di Monaco.

Tutto cancellato per effetto di ordinanze emesse il 4 aprile dal Comune di Castagneto Carducci. La giustizia amministrativa ha messo un punto: le strutture sul demanio marittimo sono abusive. La Sovrintendenza di Pisa e Livorno ha sciolto le ultime riserve: non c’è alcun valore paesaggistico o storico da tutelare. Va tutto smantellato: 34 manufatti lungo 3 chilometri di litorale. Un’altra ventina sulla spiaggia che corre a sud di Marina di Castagneto, verso San Vincenzo. Ma di queste conosciute come le baracche dei poveri o dei pescatori negli anni mai nessuno si è assunto la paternità, nonostante molte abbiano continuato a essere manutenute. Le spese per il ripristino dei luoghi qui saranno a carico del Comune.

Oasi di Bolgheri: dove sono le capanne dei "vip" Le baracche sulla spiaggia, che ora dovranno essere demolite, sono quelle storiche dei nobili di Bolgheri - gli Incisa, gli Antinori, i della Gherardesca, gli Zileri - che sulla spiaggia tra il Seggio e il comune di Bibbona aprono le loro ville al mare - L'ARTICOLO


LA SCAZZOTTATA DEL DECLINO

Spazi esclusivi. Su spiagge a parte. Lontani dal mare di tutti. Si cammina a piedi, lungo la riva. Per chilometri. Ed è l’unico modo per arrivare alle capanne tollerate sul demanio. A quegli spazi teatro di polemiche estive. Capaci di mettere in soggezione chi arriva da fuori. Ma anche di innescare liti e polemiche tra quei bagnanti più arditi che provando a occuparle alla prima rimostranza di chi accampa diritti battono in ritirata. Celebre la scazzottata nell’agosto 2001, quando un avvocato milanese litigò furiosamente con un turista fiorentino per l’utilizzo di una baracca. Intervenne la polizia municipale. Il manufatto in legno e saggina che l’avvocato rivendicava come suo risultò abusivo. E di quelle strutture ce n’erano tante. I controlli vennero estesi a tutto il litorale castagnetano. Fino alle ordinanze di demolizione nel 2002 accompagnate alla contestazione di occupazione di area demaniale per circa mille metri quadrati.

OPERE ABUSIVE

La sindaca di Castagneto Carducci chiosa: «È una storia senza vincitori o vinti. Il Comune deve garantire la legittimità dei propri atti. Che quelle opere fossero abusive è chiaro». Eppure in scia a una vicenda che arriva a un punto restano anni in cui tutto è precipitato in un cono d’ombra. Il Consiglio di Stato aveva restituito al popolo nel 2011 quelle strutture. Anzi, andavano demolite. Salvo lo stop nel 2012 deciso dal Comune sulla scia di una lettera di un funzionario della Soprintendenza che ne metteva in luce il valore paesaggistico. Chi poteva decidere non lo ha fatto. Il vincolo non è arrivato. Poi la svolta di fine marzo. A richiesta del Comune la Sovrintendenza ha chiarito e tirato un tratto di penna su argomentazioni messe nero su bianco a partire dal 2002 e sottolineate nel 2012. Il soprintendente Andrea Muzzi della Soprintendenza di Pisa e Livorno non ha dubbi e va alla sostanza della vicenda: «Questi oggetti non possono assolutamente essere tutelati, anzi la zona deve essere libera da qualsiasi costruzione e intervento . Tra l’altro dalle foto ricevute dal Comune ci sono addirittura indicazioni numeriche come se fossero un riferimento di proprietà o pertinenza. Conservarle e tutelarle sarebbe contro tutte le evidenze di legge».
 

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