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Si rifiuta di fare sesso e la scaraventa dalla finestra: resta paralizzata a 23 anni

Si rifiuta di fare sesso e la scaraventa dalla finestra: resta paralizzata a 23 anni

Firenze, resta paralizzata a 23 anni. Il padrone di casa: «Ha tentato il suicidio». Per costringerla a ritrattare l’uomo mette in piedi un rito vudù contro la famiglia

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FIRENZE. Ha 23 anni. Ed è paraplegica. Da qualche mese. Da quando è sopravvissuta a un femminicidio. Non ha voluto fare sesso con il padrone di casa e lui l’ha buttata dalla finestra. Da mercoledì 14, lui è in carcere. Lei sulla sedia a rotelle tutta la vita.

Si sintetizza così la storia di una ragazza di 23 anni vittima di violenza. Così emerge dalle indagini della squadra mobile di Firenze, che ha arrestato un quarantatreenne nigeriano, Daniel Chukwuka, addetto alla sicurezza nei locali fiorentini, con l'accusa di tentato omicidio. L’arresto pochi giorni fa, appunto. Ma la vicenda risale ad alcuni mesi fa.

HA TENTATO IL SUICIDIO

Inizia la sera del 26 luglio quando Chukwuka getta la giovane giù dalla finestra della sua abitazione, al secondo piano di un condominio nella zona delle Cure a Firenze. Lo fa “accecato dalla rabbia”- è la giustificazione che dà, perché lei dice di no alle sue avances. Come se avesse diritto di essere arrabbiato per il rifiuto della donna. L’aspetto ancora più grave della vicenda è che l’uomo alla polizia a luglio racconta che la ragazza si era buttata da sola. E sul momento la tesi viene ritenuta più probabile anche dagli inquirenti. Le cose cambiano quando, due giorni dopo, la ventitreenne si sveglia dal coma e racconta tutto. È a questo punto che il tentato suicidio si trasforma in un caso di tentato femminicidio.

LE MOLESTIE

La giovane è arrivata da pochi mesi in Italia, dopo un viaggio della speranza, l'arrivo a Lampedusa, il trasferimento in un campo profughi da clandestina. È vulnerabile, non ha un lavoro fisso, passa la vita mendicando e facendo l'ambulante per strada. È una giovanissima donna di fede cattolica evangelica, frequenta una comunità religiosa in provincia di Firenze. Trova un tetto a casa del 43enne grazie ad alcuni connazionali. Qui, dove oltre all'uomo vivono un altro connazionale e la sua fidanzata, affitta una stanza. Ma il clima si fa presto pesante. Daniel Chukwuca le chiede continuamente di fare sesso, in alcuni casi arriva a palpeggiarla. Lei resiste. Non se ne va, perché non saprebbe dove andare. Ha un fidanzato nigeriano che vive a Firenze, ma non può ospitarla.

VIDEO. Femminicidi e i vuoti normativi

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REGISTRARE LA VIOLENZA

La sera del 26 luglio la giovane e il proprietario di casa erano soli. Lei sta nella sua stanza, guarda un film sul cellulare, seduta sul letto. Non c'è nessuna che possa difenderla. Chukwuca non è andato a lavoro, è malato. Entra nella camera senza bussare, a petto nudo. Le si siede accanto, si abbassa gli slip e le chiede di stare con lui. Lei risponde decisa di no, cerca anche di registrare la conversazione col telefono per mandarla al fidanzato. Chukwuka se e accorge e perde la testa. Le strappa il telefono dalle mani, la schiaffeggia, la minaccia con un bastone di ferro, poi la fa uscire dalla camera. Nel frattempo a casa torna anche l'amico, che cerca di calmarlo. Si spostano tutti in cucina, la giovane indietreggia e si trova con la schiena contro la finestra, aperta. Daniel Chukwuka la spinge, lei cade. Un volo di nove metri. «È caduta, da sola» ripete più volte l'uomo al telefono col 118, e poi alla polizia.

L’OMERTÀ DEI COINQUILINI

Si è buttata dopo una telefonata con la famiglia, dice. Era nervosa, racconta, perché loro in Nigeria volevano soldi e lei non ne aveva, così ha cercato di uccidersi. Tentato suicidio, pensano tutti. Ma il 28 luglio la giovane si sveglia dal coma e chiarisce come stanno le cose facendo scattare gli accertamenti. La sua vita non sarà più quella di prima. Il responso dei medici non lascia scampo: frattura alle vertebre con deficit agli arti inferiori. Non camminerà più. La caduta le ha provocato anche varie fratture alle caviglie, ai talloni, allo sterno. La verità viene a galla perché lei trova la forza di raccontare, superando il muro di omertà di chi, vedi l'amico di Chukwuka e la fidanzata, ha assistito al fatto ma non ha avuto il coraggio di smentire il quarantatreenne. Le indagini confermano il suo racconto.

MINACCE CON IL VUDÙ

Nel tentativo di farle ritrattare le sue dichiarazioni, il 43enne chiamò anche la famiglia in Nigeria per organizzare un rito vudù. Il terribile epilogo della serata del 26 luglio, scrive il gip Paola Belsito disponendo la custodia cautelare in carcere per il nigeriano, «trova una spiegazione nelle reiterate, insistenti, assillanti pretese di natura sessuale» dell'arrestato. «L'evento matura in un clima di vero e proprio stalking, di assillanti richieste di natura sessuale con offerte di denaro e toccamenti, carezze rubate, approfittamento della situazione di difficoltà della giovane».

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