Quotidiani locali

Vai alla pagina su Vaccini

Scuola, vaccini: espulsioni e multe rimandate per chi non è in regola

Fino al 30 aprile per dimostrare che i figli sono “protetti”. Invio documenti: lo Stato cancella la scadenza del 10 marzo

FIRENZE. Obbligo vaccinale nelle scuole, si cambia ancora. Con una nota del 27 febbraio il ministero dell’Istruzione (Miur) e il ministero della Salute hanno trasformato il termine del 10 marzo in una “non scadenza”. Tra pochi giorni, infatti, le famiglie dei minori tra 0 e i 16 anni avrebbero dovuto presentare alle scuole i documenti per provare di aver vaccinato i figli. Ora nelle Regioni dove sono state istituite anagrafi vaccinali (la Toscana è tra queste) è prevista una procedura semplificata. E i genitori non dovranno più presentare tale documentazione. Un dietrofront rispetto alla decisione del Garante della privacy di non permettere lo scambio di dati tra scuole e aziende sanitarie. In sostanza, il Garante della Privacy anticipa all’anno in corso la procedura semplificata sulla documentazione delle vaccinazioni prevista per l’anno scolastico 2018/2019. E contemporaneamente slitta al 30 aprile il termine dato alle famiglie per dimostrare alle scuole di essere in regola con le vaccinazioni o per essere sanzionate.

Vaccini, il decalogo anti-bufale Le dieci principali bufale sui vaccini smontate dalla Società Italiana di Pediatria. Un decalogo per fare chiarezza

LO SCAMBIO DEI DATI

La Regione Toscana, recependo l’indicazione dei ministeri, il 28 febbraio ha inviato ai dirigenti scolastici le indicazioni per anticipare la procedura semplificata già all’anno scolastico in corso. Perciò in Toscana sarà possibile lo scambio diretto e reciproco degli elenchi degli iscritti fra scuole e Asl competenti secondo precise modalità: per ogni bimbo cognome e nome, data e Comune di nascita, sesso, codice fiscale e i dati e codici legati alle scuole frequentate. Uno scambio ora permesso dal Garante e che eviterà l’obbligo entro il 10 marzo di presentazione dei documenti da parte delle famiglie.

SCADENZE E REGOLE

I dirigenti scolastici e i responsabili di nidi e materne, dei centri di formazione professionale e di scuole private non paritarie hanno trasmesso alle Asl entro il 2 marzo l’elenco degli iscritti da 0 a 16 anni per l’anno in corso. Per il 2018/2019 avranno tempo fino al 10 marzo. A questo punto entrano in gioco le Asl. Queste, per l’anno scolastico in corso, dovranno restituire gli elenchi alle scuole entro il 10 marzo indicando se il minore non è in regola con gli obblighi vaccinali, non ricade nelle condizioni di esonero, omissione o differimento o non ha presentato formale richiesta di vaccinazione. Il termine ultimo per gli iscritti all’anno scolastico 2018/2019 è il 10 giugno. Qui arriva una differente procedura.

ANNO SCOLASTICO IN CORSO

Per l’anno scolastico in corso, entro il 20 marzo saranno i dirigenti scolastici a invitare le famiglie dei bimbi non in regola a presentare la documentazione necessaria entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione.

ANNO SCOLASTICO 2018/2019

Per il 2018/2019 dovranno essere, entro il 10 luglio 2018, i genitori dei minori non in regola a depositare la documentazione che dimostra l’effettuazione o l’esonero dai vaccini o la formale richiesta di vaccinazione all’Asl. Poi i dirigenti scolastici trasmetteranno questa documentazione alle Asl che solo dopo questo ultima scadenza sanzioneranno le famiglie inadempienti. Quando? Dopo il 30 aprile per l’anno scolastico in corso, praticamente ormai alla fine, entro il 20 luglio 2018 per l’anno scolastico 2018/2019.

GLI OBBLIGHI PER LE FAMIGLIE

Anche se la decisione del Garante della Privacy non è ancora pubblicata sul sito ufficiale, la circolare di Miur e Ministero della Salute prevede, per il corrente anno scolastico, che solo i genitori che all’iscrizione abbiano autocertificato la situazione vaccinale dei figli debbano consegnare la documentazione originale attestante l’avvenuta esecuzione delle vaccinazioni. Chi, invece, ha consegnato la richiesta formale, come previsto dalla legge, per effettuare le vaccinazioni avrà tempo fino alla fine dell’anno scolastico per iniziare la regolarizzazione della situazione vaccinale.

I PROVVEDIMENTI

La circolare ministeriale inviata ai dirigenti scolastici il 28 febbraio semplifica le procedure di presentazione dei documenti per gli obblighi vaccinali. Ma non cambia nulla per la scuola dell’infanzia e i servizi educativi per l’infanzia nell’assolvimento dell’obbligo vaccinale. Questo, infatti, costituisce requisito d’accesso alla scuola.

Ai sensi dell’art. 3, comma 3, del decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”, per le scuole dell’infanzia la presentazione della documentazione di cui all’art. 3, comma 1, del predetto decreto legge costituisce requisito di accesso alla scuola stessa. Nel caso di mancato assolvimento dell’obbligo, pertanto, i bambini non in regola non possono accedere e quindi frequentare la scuola dell’infanzia o l’asilo nido.

Per gli alunni della scuola primaria, della scuola secondaria di primo e secondo grado (sino a 16 anni), l’obbligo vaccinale non costituisce requisito d’accesso, ma i genitori inadempienti vanno incontro ad una multa da 100 a 500 euro.

Da ricordare che le 10 vaccinazioni rese obbligatorie per l’iscrizione ai nidi e alle scuole materne proteggono da altrettante malattie infettive, ma per i bambini si traducono in sole 4 punture e vanno effettuate secondo una precisa tempistica. Le prime 6 vaccinazioni rese obbligatorie sono anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilus influenzae tipo B. Queste sono tutte raggruppate in un unico vaccino esavalente che viene fatto dal 60/mo giorno di vita in 3 dosi: a 3, 5 e 11-12 mesi di vita.

Obbligatori, poi, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella: queste vaccinazioni sono somministrate con un unico vaccino quadrivalente in un’unica dose al 13/mo mese di vita, con un richiamo previsto a 5 anni di età. Non è obbligatoria la vaccinazione da meningococco C o B e da precisare che il vaccino contro la varicella è obbligatorio solo per i nati dal 2017 in poi.

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro