Quotidiani locali

Vai alla pagina su Lavoratori sfruttati
Lavora, ma senza paga: «Aspetto da due mesi»

Lavora, ma senza paga: «Aspetto da due mesi»

Michael deve avere poco più di mille euro e non li ha ancora visti dopo un’esperienza da corriere: «Mi hanno detto che saldare con assegno è difficile»

LUCCA. Ormai sono passati più di due mesi. Ma di soldi per ora neanche l’ombra. Michael Bernardini, 23 anni, ha lavorato per un mese per una cooperativa al servizio della Sda di Lucca, la Delivery Service, con sede a Roma. Deve avere 1028 euro. Così gli hanno detto dei colleghi «perché l’azienda non mi ha fatto sapere nulla di ufficiale». Un contratto, il suo, partito il 20 novembre e scaduto il 22 dicembre. Stipendio previsto: 1450 euro.

«Non conosco la cifra esatta perché di ufficiale non so nulla - dice il 23enne - Peraltro gli straordinari non erano previsti quindi immagino che le ore fatte in più non saranno conteggiate». In ogni caso, dello stipendio indicato nel tratto, Michael, nato a Pistoia ma residente a Lamporecchio, ha avuto solo 400 euro, pari alla paga dei 10 giorni che ha lavorato a novembre. È per questo che, dopo varie insistenze, il giovane s’è rivolto al sindacato: ora è la Cgil che si sta occupando della vicenda non solo per Michael. La problematica infatti riguarda anche altri lavoratori.

leggi anche:

L’avventura del 23enne inizia lo scorso autunno. «Mi ero trasferito a Lucca per convivere con la mia fidanzata e ho cercato lavoro lì», racconta Bernardini. Dopo poco spunta la prima occasione e Michael ne è entusiasta: «Mi hanno fatto questo contratto come corriere che scadeva poco prima di Natale: avrei dovuto portare in giro i pacchi per otto ore al giorno. In realtà la mia giornata era più lunga, ma all’inizio questo per me non è stato un problema».

I primi sospetti sono arrivati dopo, quando il giovane ha visto che la busta paga di novembre tardava ad arrivare. «L’ho sollecitata più volte, ma quei 400 euro che mi spettavano per il lavoro di novembre non erano mai pronti - racconta il 23enne - La spiegazione dell’azienda era che non avendo io il conto corrente il pagamento con assegno era più complicato». Arriva il 22 dicembre, ultimo giorno di lavoro. E di soldi neanche l’ombra. Michael si infuria perché vede svenire la sua speranza di riscuotere prima di Natale: «Era mezzogiorno del 22 dicembre quando mi hanno detto che non mi avrebbero dato l’assegno.A quel punto, ho riportato il furgone in sede e sono andato via».

leggi anche:

Il giovane è ancora indignato per la situazione: «I 400 euro me li hanno dati il 28 dicembre e mi hanno trattenuto 50 euro, dicendomi che me li avrebbero restituiti nella busta paga di dicembre che sto ancora aspettando. E sono dovuto andare a Pisa a prendere l’assegno». Ma che spiegazione ha dato l’azienda a Bernardini rispetto al mancato pagamento? «Loro dicono che non hanno disponibilità di soldi e che emettere l’assegno per loro è complicato. Io non ho un conto in banca e non me la sono sentita di aprirlo per un solo mese di lavoro. So però che anche altri colleghi hanno avuto i miei stessi problemi. Quindi immagino che la questione vada oltre la difficoltà legata al mio assegno. Alcuni colleghi sono andati a protestare direttamente alla sede romana della società per capire come poter risolvere la questione».

leggi anche:

Michael invece si rivolge alla Cgil. «Sono andato alla sede di Lucca e ho spiegato la situazione. Il sindacalista che mi ha accolto era a conoscenza della problematica: aveva già seguito casi analoghi di altri lavoratori sempre della stessa società. E nel passato c’era stato anche uno sciopero - racconta Bernardini - Prima aprire una vertenza, la Cgil ha mandato una lettera di avvertimento e di sollecito all’azienda. E ora sto aspettando la risposta». Michael bussa anche alla porta dell’Ispettorato del lavoro di Lucca: «Lì mi hanno chiesto se avessi dei testimoni pronti a confermare il mio periodo lavorativo come corriere alla Delivery, ma purtroppo non sono riuscito a trovare nessuno: i familiari non vanno bene come testimoni e i colleghi non se la sentono. Mi hanno detto tutti di no perché hanno paura di esporsi».

I giorni passano e il giovane è sempre più demoralizzato non solo per i soldi che deve avere, ma anche per la difficilissima ricerca di un lavoro stabile: «Dopo la scuola e un corso di formazione nel settore alberghiero a Montecatini, ho lavorato per tre anni in un ristorante - racconta Michael - Poi non ho più trovato un contratto superiore ai tre mesi. Ho preso la patente per guidare il muletto, poi ho lavorato come magazziniere alla Puccetti a Monte San Quirico (Lucca). Sempre da precario. Mi sono anche riscritto al centro per l’impiego ma niente da fare: mai una proposta. Io vorrei trovare un lavoro fisso non chiedo la luna. Chiedo un contratto serio. E di essere pagato. Tutto qua».

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Premio ilmioesordio, invia il tuo libro