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A 17 anni è l’amico dei lupi e lo Stato lo premia - Video

Cecina, Leonardo Filiaci e i suoi compagni di classe incantano con il progetto di convivenza fra predatori, pecore e agnelli

Leonardo, l'amico dei lupi che sarà premiato da Mattarella Da Bibbona al Quirinale per diventare alfiere della Repubblica: Leonardo Filiaci, 17 anni, è il portabandiera del gruppo di studenti ambientalisti dell'istituto agrario di Cecina. Qui è insieme alla sua insegnante Pierisa Giacopazzi: lei ha iniziato, in collaborazione con Wwf Italia, il progetto "Attenti al lupo" che ha coinvolto 20 studenti tra i 17 e i 19 anni tra i quali proprio Filiaci (video Alessandro Bientinesi)

BIBBONA . I capelli biondi a incorniciare un sorriso che non nasconde mai. La passione per lo sport, la natura e gli animali. Ragazzo di poche parole. Ma con le idee chiarissime. Una su tutte: permettere al lupo di convivere pacificamente con gli allevatori. Una missione quasi impossibile ma che non spaventa Leonardo Filiaci. Uno studente dell’istituto agrario “Cattaneo” di Cecina all’apparenza come tanti altri coetanei, ma il cui impegno costante a difesa dei lupi gli permetterà di ricevere dalle mani del presidente Sergio Mattarella l’attestato d’onore di Alfiere della Repubblica.

Il 17enne, che vive a Bibbona in provincia di Livorno, sarà uno dei 29 studenti, tutti minorenni, che al Quirinale il prossimo 12 marzo si vedrà conferito il prestigioso titolo. Riservato a chi evidenzia comportamenti ispirati ad altruismo e solidarietà nel campo dello studio, della cultura, della scienza, dell’arte, dello sport e del volontariato. Un premio che ha un valore speciale: a soli 10 anni Leonardo ha iniziato a lottare contro la leucemia. La famiglia e gli amici gli sono sempre stati vicini nella lunga battaglia contro la malattia. Vinta da Leonardo tornando in campo con la sua squadra di calcio, il Palazzi Monteverdi, e segnando un gol che aveva il sapore della liberazione. Il tutto con lo stesso impegno e la voglia di vivere che adesso lo hanno trasformato nell’amico dei lupi. «Il premio andrà a me ma in realtà è frutto di un lavoro di un gruppo del quale faccio parte dal novembre 2016 – racconta Leonardo, sottolineando l’importanza, come in un branco, del reciproco sostegno tra i suoi membri –. Il progetto si chiama “Attenti al lupo, living together”, ed è seguito una ventina studenti tra i 17 e i 19 anni. Il riconoscimento è anche per tutti loro, io sarò soltanto un rappresentante di quel “branco”».


Proprio così perché il gruppo, fondato dall’insegnante Pierisa Giacopazzi, si fa chiamare il “Branco del Cattaneo”. L’idea, nata con il sostegno del dirigente scolastico Marco Benucci, è semplice e difficile allo stesso tempo: far convivere gli allevamenti con la presenza dei lupi. «Con l’aiuto del Wwf siamo riusciti a dare basi scientifiche a questa idea – spiega ancora il futuro Alfiere della Repubblica –. Prima trascorrendo alcuni giorni con gli esperti del Wac, Wolf Appennine Center, nel parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Poi sviluppando un progetto di informazione sul territorio sui metodi di difesa alternativa agli abbattimenti». Il tutto per evitare l’avvio di campagne di eliminazione dei lupi.

«I sistemi di prevenzione agli attacchi non mancano – spiega lo studente bibbonese – L’utilizzo dei cane pastore, delle reti mobili fino ai recinti elettrici e gli ultrasuoni». L’abbattimento, dunque, si può evitare e la forza del “Branco del Cattaneo” e dei suoi professori è quello di fare informazione direttamente nelle aziende del territorio che hanno subito attacchi. L’argomento è delicato in Toscana: molti allevatori sono sul piede di guerra. Esasperazione che ha portato a casi estremi, al limite dell’orrore, come il lupo scuoiato e appeso a un cartello stradale a Suvereto. «Siamo andati anche nelle scuole primarie, cercando di fare informazione con strumenti nuovi – spiega Leonardo – Uno di questi è il gioco del lupo. Una versione riveduta e corretta del classico gioco dell’oca». E poi video, convegni e iniziative di divulgazione scientifica. Il prossimo ci sarà domani al palazzetto dei congressi di Cecina, con l’intervento alle 11 di Giuseppe Festa, uno dei massimi esperti in tema di lupi. Quali sono state, però, le motivazioni per le quali Leonardo Filiaci è stato segnalato trai 29 meritevoli di ricevere il premio? Si è «impegnato nella difesa del lupo, specie simbolo nel nostro Paese, la cui sopravvivenza è minacciata, tra l’altro, da una difficile convivenza degli allevatori – si legge nel comunicato ufficiale del Quirinale –. Insieme al gruppo interclasse ha fondato il “Branco del Cattaneo” che si è reso protagonista di concrete azioni antibracconaggio. Studia zootecnia e svolge attività formative con i bambini della scuola primaria per far crescere la cultura della legalità ambientale». «Perché sono stato scelto io di tutto il gruppo? Sono il più piccolo e, forse, quello al quale la cravatta starà meglio», dice sorridendo con modestia Leonardo. Il capo del branco di studenti cecinesi che vuole salvare il lupo e allo stesso tempo difendere gli allevamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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