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Le prigioni di Schettino un anno dopo: legge, fa sport e sogna l'oceano

Si fa portare acqua di mare e se la rovescia in testa,si comporta come un detenuto modello. Sulla coscienza la morte di 32 persone

ISOLA DEL GIGLIO. Il 12 maggio dell’anno scorso, quando i giudici della Cassazione hanno emesso la sentenza di condanna a 16 anni di carcere , il comandante Francesco Schettino non abbandonò la nave.

Video, la lettura della condanna a 16 anni a Schettino

Concordia, la lettura della sentenza: Schettino condannato in appello a 16 anni L'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni in appello. L'audio della lettura della sentenza da parte della presidente della corte d'appello di Firenze Grazia D'Onofrio. Viene confermata la sentenza di primo grado

Stava aspettando il suo destino in auto, vicino al carcere di Rebibbia: si presentò in guardiola e si consegnò, assumendo su di sé quelle responsabilità che per tutta la durata del processo, in primo, in secondo e in terzo grado, ha tentato di dividere con chi era con lui sulla Costa Concordia la notte del naufragio.

La notte della manovra “scellerata”, con la nave da crociera carica di persone, di feste, musica e gioia, finita sullo scoglio delle Scole. Era venerdì, il 13 gennaio 2012: le lancette dell’orologio, per gli abitanti del Giglio e per i parenti delle trentadue vittime del naufragio, non si sono più mosse dalle 21.47, momento nel quale la nave da crociera è finita su quello scoglio che è sempre stato lì, davanti all’isola. Oggi l’amministrazione si fermerà per ricordare le vittime di quella tragedia: è una cerimonia sobria quella voluta dal sindaco Sergio Ortelli. La prima con il comandante Francesco Schettino in carcere.

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Lontano dall’isola, tranne i pochi sopralluoghi ai quali ha partecipato con i suoi avvocati durante le prime fasi d’indagine della Procura di Grosseto, Schettino c’è sempre stato. Ora però sta scontando la pena nel carcere romano di Rebibbia, dove legge, dove fa meditazione e dove pare che si faccia portare dai suoi familiari una bottiglietta d’acqua di mare che si rovescia sulla testa durante l’ora d’aria. Perché il mare, quello di Meta di Sorrento e quello che ha navigato per tutta la vita da comandante è sempre stato il suo “heimat”, il suo ambiente naturale.

Difeso dagli avvocati Donato Laino e Saverio Sanese, entrambi del foro di Napoli, il comandante che si è meritato anche il soprannome di “capitan codardo” chiederà probabilmente i benefici previsti dalla legge per cercare di lasciarsi alle spalle le porte della cella della sezione G8 del carcere di Rebibbia e non è escluso – come ebbe a dire l’avvocato Sanese subito dopo la conferma della condanna da parte dei giudici della Cassazione – che il comandante possa fare appello alla Corte internazionale per i diritti dell’uomo di Strasburgo. Perché lui è in galera, ormai da sette mesi mentre chi era nella plancia di comando della Concordia, la notte del naufragio, è tornato a solcare il mare dopo aver patteggiato in tribunale.

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A Rebibbia Schettino è arrivato da condannato in via definitiva a 57 anni: il ricordo del “guascone” in total white a una festa a Ischia, mentre l’isola del Giglio doveva fare i conti con le difficili operazioni di rimozione della Concordia che hanno tenuto con il fiato sospeso tutto il mondo.

O quello del comandante che fu invitato a tenere una lezione all’università sulla gestione del panico, o quello che ha scritto il libro-verità sul naufragio insieme alla giornalista Vittoriana Abbate pare non esistere più.

Genova, ciò che resta della Costa Concordia Ciò che resta del relitto della Costa Concordia in porto a Genova (videoservizio di Fabrizio Cerignale)

Il comandante studia, gioca a tennis, a ping pong e a calciobalilla e più volte ha manifestato ai suoi avvocati l’intenzione di iscriversi all’università. Potrebbe farlo, visto che di tempo davanti a sé, prima di poter uscire da Rebibbia, ne ha ancora molto. Cinque anni, un terzo della pena da scontare prima di ottenere permessi, premi o misure alternative. Schettino oggi, mentre al Giglio si celebreranno le trentadue vittime del naufragio, continuerà a comportarsi come un detenuto modello.

Concordia, Schettino si difende su YouTube: "L'onore del marinaio" Francesco Schettino, l'ex comandante della Costa Concordia, condannato a 16 anni per il naufragio all'Isola del Giglio del 13 gennaio 2012, si difende in un video caricato sul suo canale YouTube. Il video, lungo 17 minuti, si intitola "L'onore del marinaio". "E' falso che io abbia abbandonato la nave", dice Schettino. "Sono in grado di provare quello che dico". Racconta di essere rimasto sulla scogliera a coordinare i soccorsi, "così come erano le indicazioni del comando generale delle capitanerie di porto di Roma". Schettino è in attesa del pronunciamento della Cassazione. Ecco un estratto del video


 

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