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La sua casa venduta all'asta, ex imprenditrice si taglia le vene in tribunale

Siena: a compiere il gesto una donna, maremmana d'adozione, disabile dopo un incidente sul lavoro nel 2010 che gli avrebbe anche compromesso la capacità di pagare il mutuo

SIENA. Ha tentato il suicidio tagliandosi le vene al tribunale civile di Siena al momento in cui è giunta un'offerta di acquisto per la sua casa finita all'asta giudiziaria per l'insolvenza di un mutuo. A compiere il gesto Sandra Pelosi - senese di 56 anni e maremmana d'adozione - rimasta disabile dopo un incidente sul lavoro nel 2010. Incidente che gli avrebbe anche compromesso la capacità di pagare il mutuo da 500mila euro contratto con una banca per la sua attivitò lavorativa. Immediatamente soccorsa e trasportata al pronto soccorso dell'ospedale di Siena, non è in pericolo di vita. 

La storia e la battaglia di questa ex imprenditrice è stata raccontata dal Tirreno nel marzo 2015: un calvario il suo che l'ha ridotta sulla sedia a rotelle. Pelosi, malata terminale, da anni combatte anche in tribunale a Grosseto per cercare di vedersi riconosciuti quelli che ritiene essere i suoi diritti nei confronti di assicurazioni e banche. È andata anche in tv per parlare del suo caso.

​Sull'episodio

in tribunale dice: 
"È un'ingiustizia, non può finire così, mi sento umiliata e non si può ridurre una persona così". "Me lo sentivo che questa mattina qualcuno avrebbe presentato un'offerta e per questo mi ero portata dietro una lametta".

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