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Scacchi, partite pilotate: puniti quattro giocatori. "Per 200 euro ti faccio vincere"

Il tribunale federale sanziona tre italiani e un grande maestro russo per aver tentato di vendere i match. Ma ora parte il processo bis

Scaccopoli: ecco i protagonisti dell'intrigo Quattro giocatori sono stati sanzionati dal tribunale federale per aver tentato di pilotare le partite di scacchi (montaggio di Stefano Taglione)

LIVORNO. Ci sono dei campioni della scacchiera, un avvocato piombinese e un programmatore che si finge detective. Insieme a loro un pensionato che all’Elba si trasforma in grande accusatore. Non è un thriller, ma poco ci manca. Sono alcuni dei protagonisti di una vicenda che da un anno sta tenendo col fiato sospeso tutto il mondo degli scacchi. Con regine, alfieri e pedoni vittime inconsapevoli dei loro padroni. È un’inchiesta sportiva finita (solo per ora) con quattro sanzioni e un’assoluzione. Partita in tutt’altro modo: con l’accusa – per cinque giocatori deferiti alla procura federale – di comprare e vendere partite per poche centinaia di euro. «200 euro se vuoi la vittoria, 50 per la patta», si legge negli atti.

SCACCOPOLI

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La possiamo chiamare Scaccopoli. Anche se le sanzioni disciplinari – dalle richieste iniziali – si sono sgonfiate: sette mesi di sospensione per il milanese Angelo Damia (32 anni), sei per il Grande maestro russo Igor Naumkin (52 anni), cinque per il ventenne veneto Pier Luigi Basso, una «deplorazione» per il cremonese Andrea Stella (24 anni) e un’assoluzione per il croato Milan Mrdja (63). Cosa hanno fatto? Tutto parte da un torneo organizzato nel Trevigiano, a Montebelluna, dal 3 all’8 gennaio 2017. La mente sarebbe Basso, che non gioca. È una manifestazione a inviti, di sette tornei. Gare così vengono ideate per consentire ai giocatori vicini al titolo di Grande maestro o Maestro internazionale di avere più chance di conquistare l’ambito traguardo: le due più alte onorificenze degli scacchi.

IL MECCANISMO DEI TORNEI "CHIUSI"

Di per sé – senza combine – sarebbe legale: ma è un sistema facilitato. Per passare Grande maestro, infatti, un giocatore deve raggiungere 2.500 punti nella classifica generale degli scacchi (si parte da 1.440 e ogni vittoria, contro un avversario di pari livello, vale in media 10 punti) e realizzare tre “norme”: nove partite da vincere quasi tutte, contro almeno tre Grandi maestri e tre avversari di differenti nazionalità. Non è facile trovare gare che te lo permettano e a questo serviva Montebelluna. Come conferma Basso al Tirreno: «Ho inserito i giocatori all’interno dei vari tornei in modo che potessero ottenere le norme con punteggi più bassi». Ed è stato un “successo”: ben nove norme, un numero insolitamente alto per un solo festival. Con risultati a tratti eclatanti.

IL PROGRAMMATORE "DETECTIVE"

Stella, ad esempio, è passato Grande maestro. Ma la sua condanna – una nota di biasimo, si chiama «deplorazione» – riguarda altro. Qui entra il gioco il “detective”. Si chiama Mirko Trasciatti, 27 anni, di Foligno. È fra i grandi accusatori. «Da appassionato di scacchi e membro di una famiglia di investigatori – dice al procuratore federale, Nicola Paglietti – avevo intrapreso un’azione diretta a smascherare brogli nel mondo degli scacchi». Lo fa così: discutendo se andare o meno a Montebelluna e – via WhatsApp – inchiodando Stella che gli prospettava «2,5 punti su 3 magari con 600 euro». Trasciatti, che non vuole commentare, quel torneo non lo farà mai. «Era uno scherzo – si difende Stella – e non pensavo che andasse dal procuratore. Una mia ipotesi, a posteriori, è che volesse fin dall’inizio tendermi una trappola». Paglietti, contro di lui, non esclude comunque il ricorso.

Montebelluna: la sentenza del tribunale federale by Stefano Taglione on Scribd

IL TESTIMONE CHE SPUNTA ALL'ELBA

Poi c’è un avvocato piombinese. Si chiama Pier Francesco Sica e difende Mrdja e Naumkin. Il primo assolto dall’accusa di aver alterato i risultati sportivi, il secondo condannato a sei mesi di sospensione. Il motivo? Al buffet di presentazione del torneo – dopo «aver mangiato e bevuto oltre misura, rosso in viso e con un bicchiere in mano», sostiene un teste, il pensionato Carlo Traversi – avrebbe offerto all’avversario dell’indomani (Alex Dobboletta, 20 anni) la vittoria per 200 euro o il pareggio per 50. Proposte rifiutate. E denunciate a marzo. «Non ho mai pronunciato quelle parole», sostiene Naumkin. Traversi è diventato teste chiave poco più di due mesi fa, dopo aver parlato col procuratore federale all’Elba, in occasione del campionato italiano seniores svoltosi a settembre.

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Ma Scaccopoli viaggia anche su Facebook, nelle chat. È con queste prove che Basso è stato condannato. Scambiava messaggi con un Gran maestro minorenne, rivelandogli l’esistenza di un mercato delle partite. «Avevo 18 anni, il tono era ironico – dice – ma lo so, ho leso l’immagine del nostro gioco». Poi c’è il maestro milanese, Damia: dovrà rimanere fermo sette mesi (più di tutti). Non per Montebelluna, ma per una vicenda del 2013 emersa nel processo. La sua grande accusatrice è Olga Zimina. Campionessa russa, ora italiana. Sentita come teste, ha detto che quattro anni prima – durante il campionato italiano “lampo”, che decreta il giocatore più forte nelle partite veloci – Damia le propose l’acquisto di una partita. Che Zimina ha poi perso. «Dice il falso – sono le sue parole – e, pur non avendo alcuna prova contro di me, le hanno creduto. Mi ha rovinato. Io vivo di scacchi e fatico ad arrivare a fine mese. Sono la vittima sacrificale di una guerra di Federazione che non mi riguarda». Una guerra – ma quella dinanzi al tribunale federale – che non è ancora finita. Ora, infatti, parte il processo bis: l’appello. E sarà battaglia per lo più su due fronti: sulle presunte omesse denunce e su alcune pene che, dalla procura, sono considerate troppo lievi per i tentati illeciti accertati.

PARLA IL PROCURATORE FEDERALE

«È con grande dolore che abbiamo scoperto ciò che accadeva in una parte del mondo degli scacchi, sempre più isolata, e i giudici lo hanno confermato. L'illecito sportivo non prevede l'ipotesi di tentativo, e questo aspetto della sentenza va a nostro avviso corretto, come sottolineato anche dal procuratore generale dello sport, il generale Enrico Cataldi». Sono le parole di Nicola Paglietti, il procuratore federale che ha avviato l’inchiesta.

L'AVVOCATO "DEGLI SCACCHI" È DI PIOMBINO

«Il disegno della Procura - sostiene invece Pier Francesco Sica, il legale piombinese (con studio a Follonica) che assiste Igor Naumkin e Milan Mrdja, quest'ultimo assolto da ogni accusa - si è rivelato un flop. Un castello di carte che iI tribunale ha completamente demolito. Mi domando piuttosto come sia possibile che il procuratore federale abbia promesso ad alcuni accusatori, cosa che risulta dai verbali, di non procedere nei loro confronti per omessa denuncia nonostante tale illecito sia documentato. La cosa singolare è che si tratta giocatori di punta anche della Nazionale italiana. Ognuno faccia le sue deduzioni. Per quanto ci riguarda dopo aver dimostrato l'inconsistenza di presunte combine rimane il solo episodio del Gran maestro Naumkin con Dobboletta e siamo fiduciosi che la Corte di appello federale ridimensionarà anche questo episodio prosciogliendoci anche da tale accusa». Il legale toscano presenterà appello per conto del campione russo.


 

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