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 Al Tirreno il meglio dei sapori toscani con chef e vignaioli: ecco i protagonisti - Foto

Al Tirreno il meglio dei sapori toscani con chef e vignaioli: ecco i protagonisti - Foto

Una degustazione speciale in occasione della presentazione della Guida 2018 ai sapori e ai piaceri di Repubblica

LIVORNO. Un bacio romantico, anni Quaranta, quello dei nonni che si promettono amore eterno. Sullo sfondo un formaggio indimenticabile che si chiamerà Bagiolo, Bacio appunto, specialità del Caseificio di Romina Marovelli , terza generazione dell’omonima azienda della Garfagnana. Poi c’è il profumo di baccalà che tinge di bianco la pappa al pomodoro, realizzata con il pancotto: così la faceva la nonna di Luciano Zazzeri, chef stellato della Pineta di Marina di Bibbona , che la reinterpreta con la sua maestria, ma anche con l’affetto di nipote. E che dire del “vinaccio” del contadino, nonno di Giovanni Raimondi, anima della delegazione livornese della Fisar : «Il primo vino che ho assaggiato lo faceva mio nonno – racconta il giovane sommelier – Era così cattivo che mi è venuta voglia di entrare nella Fisar per conoscere meglio questo mondo...».

Storie e passione si intrecciano nel salone delle conferenze del Tirreno a Livorno, che ieri pomeriggio ha ospitato una degustazione enogastronomica molto speciale, in occasione della presentazione della “Guida ai sapori e ai piaceri della regione” di Repubblica. A fare gli onori di casa il direttore del nostro giornale Luigi Vicinanza, ospite d’onore Giuseppe Cerasa, direttore della guida. Presenti il consigliere preposto del Tirreno, Raffaele Serrao, e il capo della concessionaria di pubblicità Manzoni, Massimo Bartorelli. «Nella nostra pubblicazione abbiamo preferito far parlare le persone e i loro prodotti, evitando di dare votazioni specifiche: chi siamo noi per farlo? – spiega Cerasa – Preferiamo invece raccontare storie e soprattutto il territorio, con le sue eccellenze. Speriamo così di invogliare la gente a girare, a dormire nei luoghi più belli del nostro Paese, della Toscana in particolare. È per questo che dal prossimo anno usciremo all’inizio e non alla fine dell’estate, così da intercettare anche il pubblico dei turisti». Tra le novità dell’edizione 2018, interventi di insoliti testimonial come Cesara Buonamici, Roberto Cavalli, Simone Lenzi e Marco Masini.

E a proposito di ricette di famiglia: che dire dei crostini toscani della nonna, riproposti dal giovane chef Omar Barsacchi dell’osteria La Magona di Bolgheri , “mago della ciccia”, come l’ha ribattezzato il super cuoco stellato Zazzeri? «Il piatto che ho portato è esattamente quello che faceva mia nonna Adua», dice commosso Barsacchi. Impossibile resistere ai suoi crostini, serviti su coreografici taglieri.

Dal cibo al vino: sulla passerella del Tirreno sfila il meglio del territorio livornese e non solo. Principe della serata, è il Gorgona di Frescobaldi , seguito personalmente dal direttore dei Vigneti di Nugola Federico Falossi e dal “babbo” degli enologi della Frescobaldi, Nicolò D’Afflitto, entrambi presenti in sala. «È un vino fatto con amore in cui si respira l’aria del mare. Ed è un messaggio di libertà che viene fuori dal lavoro dei detenuti, che così trovano una grande gratificazione. Invito tutti a visitare l’isola e a toccare con mano una realtà difficile, quanto entusiasmante e affascinante».

Punta su un seduttivo paragone tra il bello classico, la moda e il terroir Nicolò D’Afflitto: «Le nostre bottiglie sono un’arte, proprio come le borse di Gucci e Louis Vuitton. Oggi in degustazione abbiamo i nostri due vini estremi: Gorgona, realizzato sul mare, e Leonia, fatto a 600 metri sul mare». Un’altitudine che si sente tutta nel calice. «La freschezza e la struttura di Leonia sono l’espressione più elegante del terreno di Pomino», sottolinea l’enologa Livia Le Divelec.

Se si parla di eccellenze del territorio non può mancare Bolgheri, rappresentato da una delle migliori aziende della zona, Poggio al Tesoro del Gruppo Allegrini , presente al Tirreno con il suo Sondraia. «Quando si lavora nel vino, si vorrebbe sempre un prodotto più “perfetto” di quello che poi viene fuori – dice il direttore Marrico Toni, presente con la responsabile per la comunicazione di Poggio al Tesoro Elena Mazzuoli – Ma questo Sondraia 2013 è speciale soprattutto per l’annata, così bella da permetterci di essere veri ambasciatori del territorio bolgherese».

Vicina di casa di Poggio al Tesoro, ecco una talentuosa produttrice: Elena Pozzolini di Sette Cieli , che sorprende tutti con il suo Indaco, taglio bolgherese con il Malbec: «Coltivato a Monteverdi, in collina, questo vitigno sprigiona dei profumi e una freschezza inediti». Il gran finale, dolcissimo, è a base di Oro di Caiarossa . A presentarlo la responsabile della comunicazione dell’azienda, Roberta Palma: «Più che una produzione è un cruccio: ne facciamo pochissimo, con dieci filari di Petit Manseng. È squisito, provatelo! ».

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