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Sfruttati per contratto. Lavoratori pagati meno di 5 euro all’ora

Nelle pulizie si può assumere anche per 15 minuti al giorno. E a ogni cambio di appalto si trattano ore e salario. Al ribasso. Il viaggio nella giungla di chi va avanti con impieghi regolari: portieri per 4,28 euro all’ora netti e facchini per 5,14

LIVORNO. Lavoratori sfruttati con contratti a nero, ore non pagate, stage mascherati. Ma lo sfruttamento non è solo questo ci sono lavoratori che sfruttati lo sono, per contratto: addetti alle pulizie e portieri al primo posto. Ma anche facchini e, a sorpresa, dipendenti delle agenzie immobiliari. Mansioni che storicamente hanno contratti molto deboli con salari orari modesti e che oggi pagano la contrazione del lavoro con l’applicazione di contratti, regolarissimi, anche di mezz’ora al giorno. E non stiamo a sforzarci di capire se si tratta di lavoro a chiamata, voucher o interinali: stiamo parlando di classici contratti a tempo indeterminato ma ad orario ridotto. Forse non tutti sanno infatti che un ufficio postale può essere pulito in un tempo compreso tra i 15 e i 45 minuti al giorno e che per questo spesso c’è una persona, regolarmente assunta a tempo indeterminato da una cooperativa o da un’azienda di pulizie, che lavora per un quarto d’ora o mezz’ora al giorno. Non un minuto di più.

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Salari che, tra l’altro cambiano, con gli scatti di anzianità. Ma al ribasso. Sì, perché nella giungla degli appalti quando cambia si cambia si va quasi automaticamente a ridiscutere anche lo stipendio dei lavoratori o più spesso le ore necessarie per “tirare a lucido” l’azienda o l’ufficio committente con le buste paga che negli anni hanno subito bruschi cali. Un addetto alle pulizie che lavora per una banca in genere lavora 45 minuti per tre volte alla settimana. Ogni ora viene pagato 7, 34 euro lordi all’ora (tolti versamenti Inps e il 23% di Irpef, lo scaglione più basso si arriva a 5,86 euro netti) per uno stipendio mensile quindi di meno di 100 euro. Se l’addetto lavora in un condominio, la classica operatrice che fa i vetri e le scale per intenderci, e il proprio datore è una piccola azienda le cose vanno ancora peggio: il contratto nazionale prevede una paga oraria di 6,54 euro lordi (4,53 euro netti ).

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Verrà da dire che il lavoro è poco pagato ma aumentando le ore di lavoro la situazione migliora. Neanche per sogno. Almeno a quanto riferiscono i sindacati «Le ore negli anni si sono ridotte al minimo», spiegano Stefano Nicoli e Nunzio Martino, della Filcams Cgil. «Con la logica degli appalti si diminuiscono le ore impiegate e da un impiego medio che 6-7 anni fa si aggirava sulle 5-6 ore al giorno per lavoratore adesso si è scesi alle 2-3 ore. Una stretta continua».
In Toscana il contratto delle pulizie è applicato a un esercito di 50.000 persone. Va da sè che la gran parte non può vivere con lo stipendio regolare e arrotonda con le pulizie dai privati al nero. Tra i 50.000 ci sono però anche coloro che fanno le pulizie industriali: addetti alla verniciatura e alla pulizia di depositi a cui viene applicato il contratto per puliziedell’industria, quello da 7,34 euro all’ora. E anche in questo caso, tutto a norma di legge: lo prevede il contratto.

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Se gli addetti alle pulizie se la passano male va peggio ai portieri, uno dei lavori più sottopagati in assoluto: per loro 6,18 euro lordi all’ora. La differenza è che in questo caso ancora si fanno almeno otto ore anche se il vitto e l’alloggio (che spiega tale cifra oraria) non è più garantito e fare il portiere non significa più solamente occuparsi di vigilare un condominio ma anche fare front office per grandi aziende che così possono appaltare il servizio all’esterno spendendo molto meno e garantendosi la possibilità di trattare a ogni rinnovo. Trattative non previste invece per i facchini che per i primi tre anni dall’assunzione si devono accontentare di 6,18 euro lordi all’ora (il lavoro usurante non è evidentemente pagato) e i corrieri che a fronte dei 9,04 euro lordi all’ora raramente sono pagati per le 12 ore effettivamente lavorate. Ma in questo ultimo caso - e solo in questo - lo sfruttamente non è compreso nel contratto nazionale che le ore lavorate - prevede - siano tutte pagate ». ù

Una “povertà” che per Franco Martini, responsabile nazionale per la contrattazione della Cgil ha una spiegazione teorica ma non è destinata a migliorare. «La situazione attuale di questi contratti – spiega – è dovuta a tre motivi fondamentali: il primo è strutturale, negli anni storicamente i settori più poveri hanno ottenuto salari più bassi; il secondo dovuto alla crisi che ha fatto sì che le aziende non in grado di produrre valore aggiunto abbiano cercato di risparmiare sul costo del lavoro, il terzo legato alla scarsa forza contrattuale di questi settori per una mancata o scarsa rappresentanza sindacale dovuta alla frammentazione di queste imprese e lavoratori». «In Italia si può pagare ancora meno di quanto previsto dai contratti nazionali - dice - a cui, ricordo, si può derogare. E sta accadendo: stanno nascendo sindacati aziendali ad hoc per firmare nuovi contratti da applicare a singole aziende che prevedono salari ancora più bassi. Oggi in Italia abbiamo 1.000 contratti, 250 in più rispetto all’anno passato. Di questi Cgil, Cisl e Uil non ne hanno firmati che un terzo».

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