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Il retroscena dopo l'alluvione: «L’allarme dato alle 21.39»

Livorno, il funzionario regionale di turno sabato sera: abbiamo avvertito subito il Comune che la situazione stava peggiorando

LIVORNO. Alle 21.39 di sabato sera, due ore e mezzo prima dell’inizio dell’allerta, il Comune di Livorno è stato informato dal Centro funzionale di monitoraggio della Regione che si stava verificando qualcosa di potenzialmente grave. Nelle ore successive lo stesso Centro ha comunicato a palazzo civico e agli altri enti locali coinvolti che la costa livornese sarebbe stata interessata da precipitazioni che avrebbero raggiunto anche i 70-80 millimetri l’ora nella seconda parte della notte.

Lo svela al Tirreno Enzo Di Carlo, ingegnere idraulico e funzionario della Regione, il tecnico che sabato era di guardia al quartier generale del Centro funzionale di monitoraggio, l’ente che pubblica i bollettini di criticità con l’indicazione del grado di allerta, ma che effettua anche attività di sorveglianza degli eventi meteo, idrogeologici e idraulici durante la loro formazione e ha il compito di informare costantemente la protezione civile e i Comuni dell'evolversi della situazione.

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Di Carlo ricostruisce passo per passo la notte tra sabato e domenica e le comunicazioni che dalla Regione sono partite verso il Comune di Livorno e la protezione civile comunale, che - interpellata martedì sera - non ha rilasciato dichiarazioni. «Alle 21.39 abbiamo informato della presenza di un forte sistema temporalesco sulla costa pisana e livornese, rendendo nota la sua formazione fin dall’inizio», racconta il funzionario. La notifica è avvenuta via intranet e attraverso una App in utilizzo ai Comuni e agli enti preposti alla protezione civile: «Si tratta di messaggi che avvertono di situazioni potenzialmente gravi, con le indicazioni di che cosa sta accadendo, con analisi dei dati, previsioni dell’evento e degli effetti», spiega Di Carlo.

«Un altro monitoraggio è stato notificato al Comune alle 23.08. Da lì abbiamo emesso un aggiornamento ogni due ore confermando che la costa livornese sarebbe stata interessata da fenomeni di intensità superiore a 40-50 millimetri l’ora e addirittura 70-80 nella seconda parte della notte. Questi sono gli strumenti che noi mettiamo a disposizione all’ente sul territorio, che poi deve attivarsi e mettere in atto le procedure e le azioni possibili», aggiunge il funzionario della Regione.

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PERCHÈ IL CODICE NON ERA ROSSO? Di Carlo spiega anche perché la Regione non aveva diramato l’allarme rosso. «Perché l’instabilità prevista era associabile ad un codice arancione. Per classificare come allerta rossa un evento di quel tipo, esso avrebbe dovuto avere una persistenza di almeno sei ore, che non ha avuto», sottolinea il tecnico del Centro di monitoraggio. Per trovare un’allerta rossa a Livorno bisogna tornare indietro al 2013, quando fu diramato il massimo allarme, ma per un rischio idraulico sul fiume Cecina, dunque non legato a possibili danni per il capoluogo. Dal 2015 le zone in cui è stata divisa la Toscana sono cambiate e adesso Livorno si trova insieme a Pisa e Rosignano: probabile dunque che in caso di rischio-piena per l’Arno la città verrà nuovamente coinvolta, anche stavolta senza esserlo di fatto.

E allora, si chiede qualcuno in questi giorni, vista l’assenza di fiumi importanti, davvero Livorno dovrà prepararsi a eventi da codice rosso davanti a nuove allerte arancione? «No, - risponde Di Carlo -. Il codice rosso può scattare anche a Livorno nonostante l’assenza di corsi d’acqua maggiori, quando un sistema più organizzato, di dimensioni più grandi rispetto alla formazione di singole celle temporalesche, dovesse andare a coinvolgere un’area molto più estesa di quella di sabato notte e per almeno sei, otto ore».

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QUANDO L’EVENTO INIZIA IL COLORE NON CONTA PIÙ. Ma è chiaro che il sistema delle allerte conta fino al verificarsi dell’evento. «Il codice di allerta ha la funzione di preavvisare gli enti locali in modo che mettano in atto le misure previste - sottolinea il funzionario -. Ma è una fase che nasce da una fase di previsione. Poi c’è il momento dell’evento, che vive di vita propria».

Da quel momento, dal Centro funzionale regionale continua l’aggiornamento in tempo reale agli enti locali coinvolti della situazione meteo e dei possibili sviluppi ed effetti. È quello che è accaduto anche sabato notte, alcune ore prima della tragedia: in tutta la Toscana sono state notificate centinaia di allarmi. «Superamenti di soglie di 20 millimetri in 15 minuti e di 40 millimetri in un’ora sono stati numerosissimi, non solo su Livorno, ma anche a Montopoli o nella zona di Arezzo», racconta il funzionario regionale.

«Fino a pochi anni registravamo i dati con 40 minuti di ritardo, il che era inutile. Ora siamo in grado di farlo in tempo reale e comunicarli immediatamente a chi è sul territorio e deve operare - continua Di Carlo -. Questo permette di attivare durante l’evento fasi operative di più alto livello rispetto a quelle associate ai codici di allerta, che sono il livello minimo di prevenzione da adottare. Nel caso di Livorno fin dalle 21.39 abbiamo registrato e segnalato che si stava verificando qualcosa di potenzialmente grave».


 

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