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livorno piange otto morti 

L’amore tra Simone e Glenda, il sorriso del piccolo Filippo

LIVORNO. Killer dell’amore. Famiglie distrutte, relazioni violate, scene di vita quotidiana trasformate in flash che sembrano lontani ricordi. Nove vittime e una ferita sempre più aperta

Nubifragio a Livorno, i volti e le storie delle vittime Livorno piange le vittime dell'alluvione del 10 settembre. Nelle immagini i volti e le storie di chi ha perso la vita a causa del maltempo (video a cura di Yuri Rosati) - L'ARTICOLO

LIVORNO. Killer dell’amore. Famiglie distrutte, relazioni violate, scene di vita quotidiana trasformate in flash che sembrano lontani ricordi. Otto vittime, un disperso e una ferita sempre più aperta. L’alluvione, che nella notte tra sabato e domenica ha messo in ginocchio Livorno, ha spazzato via una famiglia che faceva del sentimento e dell’intesa il suo baluardo: Simone Ramacciotti, 37 anni, e Glenda Garzelli, 36. Stavano insieme praticamente da sempre, e insieme se ne sono andati, con il piccolo Filippo, 4 anni appena, simbolo per eccellenza del legame che li univa. La sua tenera infanzia, i suoi occhioni scuri, il sorriso furbetto che esibiva in ogni occasione, oggi sventolano su una città sconvolta e silente. Ne rappresentano la sofferenza, ma anche la voglia di ricominciare.

Glenda Garzelli e Simone Ramacciotti
Glenda Garzelli e Simone Ramacciotti

Nel tentare di salvare il piccino dall’onda di fango che ha travolto la villetta di famiglia in viale Nazario Sauro, a due passi dal mare, ha perso la vita anche nonno Roberto Ramacciotti. S’è salvata solo la piccola Camilla, 3 anni compiuti a primavera. La vita ha scelto per lei. E ora la nonna, anche lei scampata all’alluvione, tirerà avanti per crescerla. Una famiglia molto conosciuta, quella dei Ramacciotti, e non solo a Livorno: Glenda lavorava in uno studio di commercialisti. Babbo Roberto e figlio Simone, invece, tutte le mattine ormai da sette anni, andavano ad Empoli dove gestivano un’agenzia assicurativa delle Generali con dieci dipendenti e 25 agenti. Uniti nell’affetto, nel lavoro e nella passione sportiva: bici il primo, corsa il secondo. Simone amava pedalare nel weekend e a volte la sera, soprattutto d’estate, Roberto invece si stava allenando per partecipare alla mezza maratona. Ed è per questo che avevano scelto di abitare insieme. Simone e Glenda, sposi dal 2011, avevano ristrutturato la casa al piano terra della villetta proprio per stare vicino ai propri cari. Chi mai avrebbe immaginato che quel nido d’amore si sarebbe trasformato in una trappola fatale. Un torrente, in parte interrato, che passa proprio accanto alla casa, è esondato trasformandosi una piena di morte.



Il nubifragio ha spezzato il futuro anche di altri due innamorati: Filippo Meschini, 30 anni, e Martina Bechini, 34. Il corpo di lei è stato trovato senza vita ieri pomeriggio nel quartiere livornese ai Tre Ponti. Lui, invece, è sopravvissuto dopo esser stato trascinato per quasi un chilometro dalla corrente che ha invaso le strade della città, tra Collinaia e Ardenza. Ora si trova in ospedale e lotta per sopravvivere. Erano sposati da meno di due mesi. Fino all’ultimo la speranza che Martina fosse sopravvissuta ha scandito le ore di attesa dei suoi familiari. Ma così non è stato.

Martina Bechini aveva 34 anni
Martina Bechini aveva 34 anni

E ora le vittime dell’alluvione del 10 settembre sono salite a otto. Divisa in due, senza pietà, anche un’altra coppia: Roberto Vestuti, 74 anni, era in casa con sua moglie, nel quartiere di Monterotondo, in via di Sant’Alò. Nel cuore della notte ha sentito un rumore ed è sceso nella taverna per vedere che cosa fosse successo. Un televisore era caduto, ma lui ha fatto appena in tempo ad accorgersene. Un’onda l’ha travolto e ucciso sul colpo. La moglie, Luisa Matteini, ignara, è rimasta al piano superiore e per questo s’è salvata. Meccanico specializzato in pensione e originario di Carrara, Vestuti viveva a Livorno ormai da tanti anni.

Roberto Vestuti
Roberto Vestuti

Analoga sorte per Raimondo Frattali, 70 anni. Il fango, che ha invaso la sua casa in via della Fontanella, non distante da via di Sant’Alò, non gli ha dato scampo, ma ha risparmiato sua moglie e sua figlia. Le due donne sono salite sul tetto dell’abitazione, lui non ce l’ha fatta.

Raimondo Frattali
Raimondo Frattali


C’è un’altra famiglia che piange un suo caro: la vittima è un giovane di 22 anni, morto domenica alle 7.50 in un incidente stradale favorito dal suolo scivoloso per la pioggia incessante della nottata nera. Matteo Nigiotti, livornese, è deceduto lungo la via Emilia tra Collesalvetti e Cecina. Alla guida della sua auto, s’è scontrato frontalmente con un’altra vettura su cui viaggiavano padre e figlio di 13 anni, rimasti feriti. Per il 22enne non c’è stato nulla da fare.



Nel tragico bilancio dell’alluvione è morto anche Gianfranco Tampucci, 67 anni, portato via dalla piena mentre tentava di salvare il suo cane in via di Sant’Alò. Il suo copro è stato trovato martedì 12 settembre mattina in via Garzelli a Collinaia. Lunedì 11 settembre il medico legale Damiano Marra ha eseguito gli esami esterni sui corpi delle vittime: la morte di tutte le vittime sarebbe avvenuta per annegamento.

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La villetta della morte in viale N....
La villetta della morte in viale N. Sauro a Livorno (Marzi/Pentafoto)

 

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