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Occhio al ministro realista - L'editoriale

Da quando al Viminale si è insediato Marco Minniti, con Gentiloni a Palazzo Chigi al posto di Renzi, è stato invece raggiunto un risultato mai ottenuto negli ultimi due-tre anni: gli sbarchi sono diminuiti

Ha qualcosa di surreale il dibattito politico sull’immigrazione. Per mesi gli sbarchi di migliaia di disperati sulle nostre coste sono stati presentati come la più grave tra le emergenze italiane. Mentre leghisti e raggruppamenti neofascisti hanno lucrato voti sulla paura dei ceti popolari più esposti agli effetti del fenomeno migratorio, la sinistra di governo si è affidata ai prefetti sovrapponendo la confusione alle soluzioni. Dal ministero dell’Interno, regnando Angelino Alfano, molte parole e pochi fatti.

Da quando al Viminale si è insediato Marco Minniti, con Gentiloni a Palazzo Chigi al posto di Renzi, è stato invece raggiunto un risultato mai ottenuto negli ultimi due-tre anni: gli sbarchi sono diminuiti. Ciò che sembrava impossibile - e che ci aveva trasformato in una periferia dell’Europa più egoista – sta stupendo anche i nostri partner, quelli delle frontiere chiuse e dei carri armati al Brennero. Un ministro come Minniti, dunque, poca apparenza (come insegnava la vecchia scuola Pci da cui proviene), dovrebbe essere considerato un cardine del governo.

Con Gentiloni l’intesa è totale, ma con altri ministri e il suo stesso partito, il Pd, la tensione è continua. Prima perché ha deciso di regolamentare l’azione delle organizzazioni umanitarie con le loro navi salva-vite, tirandole fuori dalle secche delle ambiguità sollevate da alcune inchieste della magistratura. Poi perché ha detto una frase che in tanti hanno pensato in questi mesi al veleno: “Ad un certo momento ho temuto – ha detto Minniti - ci fosse un rischio per la tenuta democratica del Paese”.

Un linguaggio di destra, secondo i custodi dell’ortodossia di sinistra, incuranti

della vandea razzista montante. Incapaci di dare sollievo a un disagio vero, percepibile anche qui, nella civile e accogliente Toscana. Di fronte alla carenza di senso della realtà, dunque, è giusto aiutarli a casa loro. No, non i migranti. Ma chi è fuori dal mondo reale. Buona domenica.

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