Quotidiani locali

Tutti in bermuda eccetto il sindaco

Il club nautico organizza la cena della pace per Del Ghingaro Il primo cittadino arriva elegante, saluta ma non partecipa

VIAREGGIO. Tutti in bermuda al Club nautico, ieri sera, per la cena di pace voluta dal presidente Roberto Brunetti a chiudere il caso-bermuda: cena - va detto - alla quale il sindaco Giorgio Del Ghingaro si presenta ma non partecipa. Il caso era scoppiato mercoledì: su Facebook il sindaco di Viareggio racconta di essere stato allontanato (la sera prima) dal ristorante del Club poiché non indossava i pantaloni lunghi, previsti dal regolamento del locale riservato ai soci e a qualche autorità locale. E così ieri sera alla cena in bermuda, si presentano tutti in calzoni al ginocchio tranne lui: il sindaco. Appare vestito di tutto punto - abito scuro, camicia bianca e cravatta - e accompagnato non dalla consorte, ma dalla addetta stampa del Comune.

«Il sindaco può venire quando vuole, in qualsia abbigliamento», sono le parole d’accoglienza di Brunetti, camicia bianca e pantaloni corti, di fronte a cronisti, telecamere e fotografi. Alla cronista che chiede «Dunque toglierà il cartello che obbliga ai pantaloni lunghi?» il presidente del Club - imprenditore dell’edilizia che ha appena acquistato all’asta il Centro Congressi di Viareggio - reagisce afferrandole la mano nel tentativo di toglierle il bloc notes e gridandole che sta «rompendo». Poi la risposta irritata: «È il personale cafone che doveva rendersi conto che a quel tavolo c’era il sindaco della città». Per dire che Del Ghingaro non lo dovevano buttare fuori. Un rimprovero, quello diretta al personale del ristorante gestito da Muzio Scacciati, albergatore e “maestro di casa” del Club Nautico, che Brunetti ripeterà più volte nel corso dell’aperitivo di apertura della cena alla quale Del Ghingaro non si fermerà. «Si sono comportati male - insiste Brunetti, patron della “Tirrena Scavi” - con la persona che è il numero uno di Viareggio».

Alle accuse contro il personale che lo ha allontanato dal locale, il sindaco replica: «Ma no: sono uno dei tanti che ha sbagliato perché non avevo i pantaloni lunghi. Finisce qui». Fino a un certo punto. Alla serata non era presente il vice presidente del Club nautico, Marco Brusco, già comandante delle Capitanerie d’Italia, che è l’anima del Club e che - all’indomani del caso-bermuda - aveva pubblicamente rivendicato, con forza, le regole decise per i soci del Club. Quella della cena per riappacificare - è l’unica frase che Brusco pronuncia sull’argomento - «è stata una decisione solo del presidente Brunetti». Giusto per rimarcare le distanze.

Più di una voce, all’interno del Club nautico si è levata in dissenso alla serata. Vedendo nella scelta del presidente di fare la pace con il sindaco, più la necessità dell’imprenditore che ora dovrà mettere mano alla ristrutturazione del Centro Congressi, che la difesa dell’onore e dell’immagine del Club che, invece, intenderebbe continuare a fregiarsi di esclusività. Club ancora (e per molti) orfano di quel presidente Federigo Landucci, il titolare dell’omonimo cantiere, il quale -
per un’intera vita - sul porto viareggino aveva goduto di una grande influenza. Perché il Club nautico viareggino è sempre stato anche questo: luogo di poteri con tutto il bagaglio di match a braccio di ferro che tutte le situazioni simili portano con sé.

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