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Delitto di Parma, Solomon confessa: "Ho ucciso io la mamma e mia sorella"

L'ex calciatore del Tuttocuoio le ha colpite più volte con un coltello e una mannaia, ma agli inquirenti non ha spiegato il motivo del duplice omicidio

PARMA. Decine di fendenti con un coltello. Poi ha infierito anche con una mannaia. Prima la mamma, poi la sorellina di 11 anni. Le ha uccise entrambe. Lo confessa a Milano, dove arriva in treno ore dopo la mattanza. Più che un femminicidio. «Le ho uccise io» dice Solomon Nyantakyi, 21 anni, ghanese, una promessa infranta del calcio, con un passato anche nel Tuttocuoio, squadra toscana, di Ponte a Egola (San Miniato), provincia di Pisa.

Per tutto il pomeriggio resta negli uffici della Polizia ferroviaria di Milano. Parma sembra lontana una vita. Lo è. È lontana due vite: quella della mamma Nfum Patience, 43 anni, quella della sorellina Magdalene. Le ha trovate morte, straziate, il fratello più grande, Raymond, martedì sera intorno alle 21, quando è rientrato dal lavoro nell’appartamento nel quartiere etnico di San Lorenzo, non lontano dalla stazione.L’assassinio risaliva al pomeriggio. Forse intorno alle 14 quando una vicina avrebbe sentito le grida di aiuto della bambina. «Mamma, mamma». Poi il silenzio, irreale. E Salomon che lascia la casa. L’arrivo in stazione a Parma. Il primo errore, fatale: le telecamere che lo riprendono mentre sale sul treno per Milano.

Solomon  Nyantakyi in una formazione...
Solomon Nyantakyi in una formazione del Tuttocuoio (foto Andrea Vignoli)

Già in serata martedì è il sospettato principale. È irreperibile, il cellulare spento. La sua foto viene spedita dal comandante della Polfer di Parma a tutte le stazioni che si trovano sulla tratta Parma-Milano. Quando il ragazzo arriva nel capoluogo lombardo gli serve a poco tentare di nascondere il viso Viene quasi subito riconosciuto e fermato. Mercoledì in mattinata confessa davanti agli agenti della Polfer. Ma non rivela il movente. «Ha sofferto di depressione. Si vedeva che aveva dei problemi. Però mai, mai, mai l'ho visto alzare la voce, litigare con qualcuno, avere una reazione scomposta», dice Cristiano Lucarelli, che di Solomon è stato allenatore nelle giovanili del Parma e nel Tuttocuoio.

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Il ragazzo, secondo il Procuratore capo di Parma Antonio Salvatore Rustico, avrebbe agito da solo. Nell'appartamento di via San Leonardo «non sono stati trovati elementi che facciano pensare alla presenza di altre persone al momento del delitto». Dopo aver ucciso la mamma e la sorellina avrebbe anche tentato di ripulire le armi utilizzate e avrebbe messo a soqquadro la casa. Forse per cercare denaro che non avrebbe trovato (in tasca a Milano gli sono stati trovati pochi spiccioli) . O magari per depistare le indagini e far credere a un omicidio per rapina, da parte di un estraneo.

Comunque, queste sono solo ipotesi. Solo Solomon potrà spiegare le ragioni di questo delitto compiuto mentre il padre era a Londra per trovare un lavoro che gli consentisse di trasferire tutta la famiglia. Magari potrebbe decidere di dire qualcosa durante l’interrogatorio di garanzia. Per ora non parla. Ma appare tranquilo. Almeno così sembra. Anche ieri sera, poco dopo le 20 quando dalla stazione di Milano è stato trasferito al carcere di San Vittore. È uscito dagli uffici della Polfer - dove era arrivata anche la Scientifica per i rilievi, scortato da una decina di agenti fino al furgone diretto alla casa circondariale. Con indosso una camicia a righe bianca e blu e un paio di jeans, era all'apparenza tranquillo. Si è guardato intorno senza mai abbassare lo sguardo fino a quando è entrato nel mezzo.
 

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