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Siccità, parla il rabdomante: «Sotto di noi c’è acqua per tutti»  

Maurizio Armanetti da Pontremoli propone di scavare pozzi artesiani di 200 metri. "Sono un professionista e vivo del mio lavoro, non sono un ciarlatano"

PONTREMOLI. «Sotto i nostri piedi c’è una delle più grandi riserve d’acqua del mondo, ma forse ancora non ce ne siamo resi conto. Per trovarla basta scavare dei pozzi artesiani: 40-200 metri e abbiamo risolto tutti i problemi di approvvigionamento idrico». Maurizio Armanetti, di Pontremoli, è un rabdomante. «Ma non sono un ciarlatano come quelli, folkloristici, che vanno in giro per le campagne – puntualizza – visto che vivo solo del mio lavoro. Sono un professionista».

Armanetti – che è anche docente alla Libera università degli studi esoterici di Lecce – ne è convinto: siamo pieni d’acqua. Basta trovarla. «Se ci affidiamo solamente alle sorgenti e alle falde freatiche superficiali – continua il rabdomante – è chiaro che quest’estate, come del resto è successo anche nel 2003, soffriamo tanto la siccità. È evidente che dal passato non abbiamo imparato proprio nulla. Bisogna trovare le falde artesiane, andando ancora più in profondità. Il nostro sottosuolo è in grande parte inesplorato. L’acqua c’è anche nel deserto. Negli Emirati Arabi Uniti, ad esempio, ci hanno costruito una grande ricchezza. Ma noi, rispetto a loro, ne abbiamo molto di più».

Trovare il punto esatto dove scavare – secondo l’esperto toscano – è anche questione di sensibilità. Di sesto senso. «Io credo nella rabdomanzia, non nei rabdomanti – sottolinea Armanetti – perché la rabdomanzia è qualcosa di concreto e dimostrato scientificamente. Se una persona dice che sotto un terreno c’è acqua, e non è vero, viene subito sbugiardata». Durante la sua vita professionale il rabdomante della Lunigiana ha svolto importanti lavori in Italia e all’estero.

Così recita il curriculum che ha pubblicato sul suo sito, www.armanettimaurizio.net . Presto, fra l’altro, per lavoro dovrà ancora una volta varcare i confini del nostro Paese. «In questi giorni di siccità – rivela Armanetti, che è presidente della società Luni Ricerche – io e la mia collega siamo stati subissati dalle richieste. Ma la

risposta che diamo è sempre la stessa: molti metri sotto i nostri piedi ci sono degli enormi bacini idrici che basteranno perfino per i nostri pronipoti. C’è solo da capire dove bucare con certezza. Esplorarli deve essere una scelta obbligata per non ritrovarci in questa stessa situazione».

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