Quotidiani locali

Londra cuore d'Italia

I figli della nostra inadeguatezza e delle nostre incoerenze  Stiamo perdendo una generazione condannandola alla precarietà, a lavoretti arrangiati, a paghe indecorose. Gloria Trevisan e le sue ultime parole nella Grenfell Tower

Le ultime parole pronunciate da Gloria sono una preghiera universale: «Mamma, grazie per quello che hai fatto per me». La Grenfell Tower sta bruciando nella notte di Londra; Gloria Trevisan abbracciata al suo Marco Gottardi fa ciò che migliaia di ragazzi suoi coetanei fanno quando sono in difficoltà.

Contatta casa col cellulare: «Mamma, mi sono resa conto che sto morendo». Le ultime sue parole. Una strage provocata dall’incuria e dall’avidità. Secondo la stampa inglese bastavano seimila sterline per proteggere dal fuoco il grattacielo con gli affitti a basso prezzo.
La perdita prematura di un figlio è per i genitori una condanna a vita al dolore e al senso di colpa. Una dimensione privata. Oscurata alla vista altrui. Ma alla tragica fine di Gloria e Marco non è estraneo un dolore collettivo. I loro volti puliti e sorridenti si aggiungono alle immagini di Valeria Solesin, di Giulio Regeni, di Fabrizia Di Lorenzo, di Elena Maestrini.

Un mosaico di storie individuali e di ambizioni collettive: andare all’estero per studiare, conoscere, crescere. E costruirsi finalmente quella dimensione professionale che l’Italia delle consorterie e del familismo amorale non riconosce a tanti, troppi giovani. Via da qui, all’estero, perché da noi il merito non è un valore: quanti genitori con figli poco più che maggiorenni hanno dovuto affrontare la più difficile delle loro discussioni politiche sentendosi dire queste parole. «Mamma, papà, ma perché in Italia mi devo accontentare del meno peggio? ». Sono figli purtroppo dell’inadeguatezza e delle incoerenze nostre. Stiamo perdendo una generazione condannandola alla precarietà, a lavoretti arrangiati, a paghe indecorose. In un mondo globalizzato

la libera circolazione dei “cervelli” sarebbe più che normale. Ma qui da noi c’è l’aggravante dello stato di bisogno. È una fuga senza ritorno.
Quel «grazie mamma» di Gloria Trevisan ci commuove dunque. E ci sgomenta. Più forte di una protesta. Buona domenica.
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PROMOZIONI PER GLI AUTORI, NOVITA' ESTATE 2017

Pubblicare un libro, ecco come risparmiare