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Andrea Bocelli: Lajatico, dolce schiavitù. Più parto, più ritorno

Andrea Bocelli: "Lajatico, dolce schiavitù. Più parto, più ritorno"

"La mia indole è stanziale: amo accogliere il mondo nella mia casa, in Valdera". "Che gioia i titoli del Tirreno su di me che mi leggevano al bar"

«Nonostante la vita che conduco, d’indole non sarei un viaggiatore, tutt’altro. E più che girare il mondo, preferisco accogliere il mondo a casa, in Valdera. Il Teatro del Silenzio realizza questo mio slancio, chiamando annualmente visitatori da ogni angolo del globo (una platea per la quale provo sincera gratitudine ed affetto): sono “ricercatori di bellezza”, nell’arte e nel paesaggio, aumentano ad ogni edizione e puntualmente ritornano. Con le campagne di Lajatico, con il mio rifugio dello spirito, anche loro instaurano un legame affettivo, attraverso un’esperienza concepita, fin dal principio, come una sorta di Woodstock gentile, dedicata al belcanto ed aperta alle più diverse esperienze artistiche”.

Andrea Bocelli, diventato famoso inizialmente come cantante di musica leggera è oggi uno dei tenori più seguiti in tutto il mondo. Due figli avuti dal primo matrimonio, uno dei quali Matteo sta seguendo le orme paterne, la moglie Veronica Berti e la figlia Virginia, sono per lui, non perde occasione per dirlo, un fondamentale punto di riferimento. Orgoglio dell’Italia e della sua terra, Lajatico e la Valdera, Bocelli ricambia con dedizione e impegno. E quest’anno il Teatro del Silenzio, oltre al concerto del 3 agosto, ospiterà il “ Concerto del sole” dove, oltre alla presenza del musicista Goran Bregović, e il concerto del 29 luglio, che accoglierà “Zerovskij...solo per amore”, il grande progetto di “teatro totale”, concepito da Renato Zero per i suoi cinquant’anni di carriera.
Impegni di lavoro, l’amore per la sua terra, e la filantropia. Il tenore si racconta al Tirreno

Il teatro del silenzio a Lajatico
Il teatro del silenzio a Lajatico


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Dopo l’esperienza di Lajatico quali sono i programmi di “Celebrity Fight Night 2017?” Si parla di un concerto al Colosseo con Elton John?

“Dopo tre edizioni toscane, la prossima Celebrity Fight Night dirotterà su Roma e, tra gli eventi previsti, quello mediaticamente più importante sarà in effetti il concerto che, insieme ad Elton John e tanti altri amici artisti, abbiamo concepito all’interno del monumento italiano più famoso nel mondo. Goethe scrisse, di Roma: “In questo luogo si riallaccia l’intera storia del mondo, ed io conto di essere nato una seconda volta, il giorno in cui vi ho messo piede”. È un augurio di rinnovamento che facciamo nostro, certi d’essere sempre in numero crescente, a ritenere che la solidarietà è l’unico antidoto concreto, possibile, urgente, alle diseguaglianze. Con questa fiducia, stiamo mettendo a punto i dettagli della prossima maratona benefica che, attiva dal 2014, ha già raccolto oltre 22 milioni di dollari, destinati ai progetti della Andrea Bocelli Foundation e del Muhammad Ali Parkinson Center”.

Il “Canto della terra”, tema dello spettacolo del 3 agosto è un omaggio alle tradizioni culturali nel mondo? Cosa ci possiamo aspettare?
Sarà un viaggio, un’esperienza sinestetica alla ricerca della terra e dei suoi frutti, nelle multiformi tradizioni culturali che rappresentano una incommensurabile ricchezza (e fonte d’ispirazione) per l’intero genere umano. Tante, le sorprese (che non posso svelare, perché non sarebbero più tali). Posso però anticipare che canteranno con me i sessanta giovani coristi di “Voices of Haiti”, il coro di voci bianche espressione di un progetto educativo concepito e portato avanti dalla Andrea Bocelli Foundation. I bimbi, provenienti dalle baraccopoli di Port-au-Prince, forti di una preparazione didattica stabile e strutturata, attraverso la musica possono valorizzare il proprio talento e fruire di opportunità educative, culturali, esistenziali, preziose per il loro futuro... Credo fermamente nella musica quale strumento di sviluppo dell’animo umano, ritengo che l’arte sia fatalmente connessa al bene, perché ha l’impagabile capacità di incidere sulla coscienza, contribuendo alla nostra evoluzione spirituale.

Negli ultimi anni è sempre più impegnato per valorizzare la sua terra, recentemente ha aperto le Officine Bocelli (ristorante-museo). Che cosa significa per lei tornare a casa?
Più vado lontano, più sento il bisogno di ritornare nella mia Toscana, lontano dal clamore, nella campagna dove sono cresciuto. Mi sento un prodotto della mia terra, la somma delle mie esperienze, del mio passato, dei miei ricordi di bambino. Quanto alle “Officine”, mi piace l’idea che abbiano riacquistato vita quelle pietre, quegli spazi che i miei avi acquistarono centocinquanta anni fa e nei quali vissero e lavorarono fino a dopo la prima guerra mondiale.

Amatrice, piano e voce tra le macerie: l'Ave Maria di Bocelli per le vittime del sisma Un pianoforte e una voce di fronte la zona rossa di Amatrice. E' andato in scena l'omaggio di Andrea Bocelli davanti le macerie della città reatina distrutta dal terremoto del 24 agosto scorso. L'Ave Maria di Schubert ha risuonato tra i cuori dei cittadini presentidi Cristina Pantaleoni/AGF


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Visto che parliamo di centoquaranta anni di vita del Tirreno. Quali sono secondo lei i musicisti che hanno segnato la storia?

Dato che la testata è storicamente connessa con la mia regione, mi limito ai compositori toscani... Penso al sommo Giacomo Puccini, ma anche al pressoché coevo Alfredo Catalani, a Pietro Mascagni, a Francesco Geminiani, a Luigi Boccherini... E poi, la Toscana è terra di voci eccezionali, che hanno segnato la storia dell’interpretazione, da Mario Del Monaco ad Ettore Bastianini, da Gagliano Masini a Mario Filippeschi. E l’elenco potrebbe continuare.

Come è cambiata la musica e la sua fruizione nel tempo?
Siamo testimoni di un periodo di transizione, dovuto allo sviluppo continuo e rapido di nuove tecnologie e nuove forme di comunicazione. Tutto è destinato ad evolversi, ed anche l’industria culturale dovrà affrontare trasformazioni, anche radicali, e nuove sfide. Resto però ottimista, anche sulla musica classica: credo resisterà, continuerà a trovare estimatori anche tra le prossime generazioni. A dispetto d’ogni crisi, come la storia ci ha ampiamente dimostrato, la buona musica non morirà mai.

Parlando di comunicazione quale è il suo rapporto con i giornali e la televisione? Lei come utente, o chi le sta vicino avete mai conservato un giornale, un ritaglio di quando magari era più giovane, dei primi concerti e dei successi all’inizio della carriera?
Erano soprattutto i miei genitori (e talvolta i miei amici di sempre), a ritagliare e conservare i primi titoli sulla mia persona... E quando – come nel caso del Tirreno – erano i giornali con cui avevamo maggiore familiarità, quelli che la mattina si sfogliavano anche sui tavolini dei bar delle nostre terre, ne andavano ancora più fieri. Quanto alle critiche, positive e negative che siano, apparse negli anni sui giornali di tutto il mondo, le ho accolte generalmente con attenzione e gratitudine, a patto naturalmente che fossero redatte con i requisiti minimi e necessari: cioè con onestà intellettuale e con propositività.

Stanno girando un film sulla sua vita? Come si sente ad essere al centro di questo progetto?
Talvolta mi sembra ai limiti del paradossale, che la mia esistenza possa essere considerata interessante al punto da farne un film... Confesso che, al pensiero della prima proiezione privata, che avrà luogo tra pochi giorni, tremo: non so proprio come reagirò, ritrovando sullo schermo una parte importante della mia vita, la mia gioventù. Comunque tengo a dire che sono molto contento del pool di artisti che questo progetto ha riunito, dagli attori (Toby Sebastian, Antonio Banderas e molti altri) al regista, Michael Radford, già artefice di capolavori quali “Il postino – The postman”, alla sceneggiatrice Anna Pavignano.

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New York: Bocelli, "live" a sorpresa per i senzatetto a Times Square Uno spettacolo improvvisato a Times Square dopo aver ascoltato le dure condizioni nelle quali sono costretti a vivere i senzatetto della città di New York. E' quanto ha fatto Andrea Bocelli, che si è esibito in un mini "live" solo con una chitarra acustica, raccogliendo in pochi minuti 500 dollari, che ha poi donato a un membro della comunità dei senzatetto, insieme ad una donazione personale

Mi piacerebbe rivolgerle una domanda sulla disabilità. Secondo lei è vissuta meglio dalla società con il passare degli anni? C’è maggiore sensibilità? Lei che ha la possibilità di andare in vari Paesi del mondo, trova situazioni migliori o peggiori? Che cosa si può fare?
Il mondo propone realtà assai variegate. In generale credo siano stati fatti molti passi avanti. Credo sia importante comprendere, a livello globale, che in un certo senso siamo, tutti, diversamente abili. Tutti abbiamo degli ostacoli da superare, dei limiti da sfidare. La cosiddetta disabilità ritengo vada vissuta come un’esperienza di vita che può arricchire l’essere umano. Ogni persona dovrebbe avvicinarsi agli strumenti meravigliosi che Dio gli ha donato, accogliendoli e facendo sì che esprimano al massimo le loro potenzialità. Perché i limiti posso tramutarsi in opportunità di crescita.

Ha ancora un sogno da realizzare?
Avere il privilegio e la gioia di assistere alla vita adulta dei miei figli ed alla loro realizzazione, poter tenere in braccio i figli dei loro figli, poter invecchiare insieme a mia moglie. Poter continuare a cantare fino a quando il buon Dio vorrà; poter proseguire, insieme alla fondazione che porta il mio nome ed ai tanti amici che la supportano, ad offrire il mio piccolo contributo per fare del mondo un luogo migliore.

Andrea Bocelli canta l'inno d'Italia per la finale di hockey su pista Prima della finale di hockey su pista di Coppa Cers che si è disputata al Palasport di Forte ei Marmi, tra i veneti del Breganze e gli spagnoli del Noia, Andrea Bocelli che abita a Forte dei Marmi ha cantato l'inno di Mameli. È stato un momento di grande emozione con tutto il pubblico che lo ha acclamato al termine della sua esibizione. (Video dal profilo Facebook di Sara Del Prete)

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