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Un legame speciale: il saluto dell'editore

Un legame speciale: il saluto dell'editore

C’è un legame speciale tra Il Tirreno e il Gruppo Espresso. Il Tirreno fu infatti nel 1978 il primo giornale, con cui Carlo Caracciolo e poi il sottoscritto hanno voluto costituire il più grande circuito di informazione locale nel nostro Paese

C’è un legame speciale tra Il Tirreno e il Gruppo Espresso. Il Tirreno fu infatti nel 1978 il primo giornale, con cui Carlo Caracciolo e poi il sottoscritto hanno voluto costituire il più grande circuito di informazione locale nel nostro Paese. Un circuito che, forte delle sinergie di un Gruppo, ha consentito di far crescere una rete di giornali — dalla lunga storia ma anche fondati ex novo — che hanno rafforzato o costruito uno straordinario radicamento territoriale. Diventando, dentro un mondo di valori fatto di rispetto, progresso, solidarietà, dei testimoni assolutamente liberi e autorevoli della vita delle comunità.

Fondato da un garibaldino, Giuseppe Bandi, il 29 aprile del 1877 Il Tirreno — o Telegrafo come si chiamò alla sua nascita, nome che è ritornato in un paio di occasioni fino all’acquisto da parte del Gruppo Espresso — ha avuto dalla sua nascita questo spirito di giornale libero e battagliero di Livorno e poi, dagli anni Ottanta quando ha ampliato i suoi confini geografici, di tutta la Toscana della costa e dell’immediato entroterra. Battagliero e innovativo. Prima su carta, con la costruzione di un modello di radicamento iperlocale, città per città, mai così sviluppato prima nell’editoria italiana. Un sistema informativo che ha dato strumenti di conoscenza, rappresentanza, controllo delle istituzioni anche alle comunità più piccole.

Poi l’innovazione sul digitale: tanto da festeggiare in autunno anche i 20 anni della nascita del proprio sito, che ne fanno con La Repubblica uno dei primi in Italia. Grazie ai direttori che si sono succeduti nel tempo — e che hanno poi avuto ulteriori importanti incarichi nel Gruppo — a una redazione appassionata e orgogliosa della propria appartenenza, a una struttura poligrafica e amministrativa di qualità, Il Tirreno si è conquistato il ruolo di giornale di riferimento della nostra catena. Con la capacità di cavalcare tanto i momenti di espansione che di gestire quelli oggettivamente difficili che l’editoria mondiale sta vivendo.

Ed è un ruolo importante che manterrà all’interno delle scelte che il Gruppo L’Espresso ha compiuto e che si coronano proprio in questi giorni: mi riferisco alla recente conclusione dell’accordo con Itedi, Fca ed Exor che corona un vecchio sogno di Carlo Caracciolo e una trattativa iniziata già qualche anno

fa. Con questa operazione, che vede aggiungersi alla catena dei nostri giornali nazionali e locali due prestigiose testate quali La Stampa e Il Secolo XIX, il nostro Gruppo — che da ieri ha una nuova denominazione, Gedi — assume una più forte leadership nel settore dei quotidiani in Italia.

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