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«Vi daremo un Erasmus sicuro»

Promessa del governo in memoria delle ragazze toscane morte in Spagna. I genitori incontrano il Papa

È passato un anno. Era l’alba del 20 marzo 2016 quando una telefonata annunciava la tragedia appena avvenuta sull’autostrada AP 7, in Spagna: un autobus, che stava riportando a Barcellona ragazze che avevano partecipato alla Festa delle Luci, a Valencia, aveva sbandato, finendo nella corsia opposta fino a schiantarsi. Tredici le vittime, tra i 19 e i 25 anni. Tutte studentesse Erasmus. Tra di loro, anche Elena Maestrini, di Bagno di Gavorrano.

Da allora, sono state spese molte parole, soprattutto sulla maggior sicurezza. Altre ieri, a Roma: le sette famiglie italiane coinvolte nella tragedia, a tu per tu con la ministra all’Istruzione Valeria Fedeli. «È imperativo creare un Erasmus sicuro - dice la ministra - e il governo si impegna a prendere in considerazione le vostre proposte legate a sicurezza e controllo». Primo appuntamento a Firenze, il 7-9 maggio, per gli Stati Europei dell’Erasmus.

Un primo passo in questo anno senza processo che forse non si celebrerà mai. Le famiglie italiane, riunite nell’associazione “Genitori Erasmus 2.0 Per Non Dimenticare” non mollano. Chiedono garanzie su sicurezza e controllo da parte dei soggetti para universitari che accompagnano l’esperienza Erasmus, che organizzano iniziative a basso costo ma anche di scarsa sicurezza. «I nostri ragazzi devono stare al sicuro durante questa meravigliosa esperienza - dice Gabriele Maestrini, il padre di Elena - Come associazione chiediamo misure legislative che mirino ad assicurare la sicurezza degli studenti». L’appello viene ripetuto a Valeria Fedeli. Che già aveva inoltrato una lettera deigenitori con queste richieste al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale avrebbe intenzione di partecipare agli Stati Generali dell’Erasmus a Firenze, proprio per farsi carico di queste misure.

Per ora c’è la promessa. Invece, stamani, per il primo anniversario della tragedia, i genitori delle vittime dell’Erasmus alle 6,30 sono state invitate da Papa Francesco a partecipare alla messa nella parrocchia Santa Chiara, a Roma. Nel pomeriggio, arriveranno a Firenze, al polo universitario di Novoli, dove verrà scoperta un’opera che ricorda le ragazze scomparse. In un incidente senza colpevoli. L’unico accusato di omicidio plurimo e lesioni - l’autista 62enne del bus - non è mai stato processato. È stato interrogato dalla magistratura iberica a inizio 2017 e il 10 marzo il suo avvocato ha chiesto di nuovo l’archiviazione del procedimento penale, riaperto

a novembre (dopo una prima archiviazione). «Il giudice deve notificare la decisione alle parti ma ancora non sappiamo niente - dice Maestrini - e siamo preoccupati: temiamo che ci sia la volontà di far passare questi giorni dell’anniversario, per poi arrivare a una decisione a noi sfavorevole».

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