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Stop alla violenza sulle donne: una firma per i braccialetti anti-aggressione

Stop alla violenza sulle donne: una firma per i braccialetti anti-aggressione

Fermiamo la "strage delle innocenti". Il Tirreno lancia petizione on line per sbloccare la sorveglianza a distanza degli uomini violenti. Lo Stato da anni ne ha già 20 ma non li utilizza

Le donne uccise in Italia in dieci anni da uomini violenti sono 1.740: 99 in Toscana. I braccialetti elettronici per i detenuti agli arresti domiciliari sono circa 2000. Per gli stalker ce ne sono solo 20. Finora ne è stato usato uno solo, il 25 gennaio 2017. La legge consente che vengano utilizzati dal 2013. La Turchia lo fa, l’Italia no. Per Il Tirreno questo non è accettabile. Non quando ci sono quasi 16mila donne in Toscana che dal 2009 si sono rivolte ai centri anti-violenza, in cerca di aiuto, perché vittime di violenze ripetute.

Non abbiamo una soluzione. Probabilmente non esiste una soluzione che passi solo dalla via giudiziaria e repressiva. Però, abbiamo un suggerimento: esiste uno strumento che in altri Paesi ha funzionato. Il braccialetto elettronico in Spagna si è rivelato un deterrente importante. Lo stesso in Portogallo e in altri Paesi anglosassoni.

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Per questo lanciamo una petizione sul nostro sito - www.iltirreno.it - e sulla piattaforma change.org . La petizione Basta violenza sulle donne punta a far sbloccare l’utilizzo dei braccialetti elettronici anti-stalker in Italia. Non è, lo ripetiamo, la soluzione. Ma è un primo passo per garantire un po’ più di sicurezza alle donne che trovano il coraggio di denunciare gli uomini violenti e di aspettare i tempi (lunghi) della giustizia.

Firmare la petizione, significa dire: basta alle scarpette rosse. Fermiamo la violenza prima che accada. Questo il messaggio che vogliamo portare al Parlamento, alla commissione di inchiesta del Senato sul femminicidio, al ministero della Giustizia, al ministero dell’Interno. Che non spiega perché in Italia non si usino i braccialetti anti-stalker.

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Oltretutto in Italia paghiamo per l’uso di questi braccialetti da almeno due anni. Ora stiamo per fare peggio: il ministero dell’Interno sta per concludere una maxi-gara per una nuova fornitura. Proprio così: pur senza averli sperimentati, ha intenzione di acquistare nuovi braccialetti elettronici anche anti-stalker senza sapere se quelli che ha funzionano. Anzi, secondo una relazione del 2015 del Departimento dell’Amministrazione penitenziaria avrebbero qualche problema di tecnologia. Eppure il ministero dell’Interno il 6 dicembre pubblica un bando europeo «con aggiudicazione sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa per un importo complessivo a base di gara di 45.280.300 euro di cui 37.115.000 per fornitura, installazione e attivazione mensile di dispositivi elettronici, per un arco temporale di 27 mesi».

Pistoia, piazza Duomo donne in rosso Centinaia di donne di tutte l'età al flash mob contro la violenza (Video Lorenzo Enrico Gori)

La pubblicazione del bando di gara - precisa il ministero - ha avuto luogo «a seguito del positivo assenso ad assumere l'impegno pluriennale formalizzato in data 6/7/2016 dal competente Ministero delle Finanze a seguito di apposita istanza formulata da questo Dicastero il 14 gennaio 2016». Le offerte delle aziende sono pervenute entro il 2 febbraio 2017 per le successive valutazioni di carattere tecnico economico e l'inizio delle attività è previsto per il 1° giugno 2017». Quindi fra 4 mesi avremo altri braccialetti anti-stalker, ma quelli vecchi nessuno li avrà uati. A meno che noi non lo pretendiamo.

 


 

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