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Donna di 40 anni uccisa a Ravenna, fermato il marito a Firenze

La vittima è stata trovata con il cranio fracassato nello scantinato della villa di famiglia. L'uomo, un medico dermatologo, è sospettato di essere l'autore del delitto

RAVENNA. Il cadavere di una donna è stato ritrovato nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 settembre all'interno di un'abitazione di Ravenna. La vittima si chiamava Giulia Ballestri, ravennate di 40 anni.

La Polizia ha fermato il marito della donna, Matteo Cagnoni, 51 anni e noto dermatologo di Firenze, dove, dopo il delitto, è rientrato insieme ai tre figli, tra i 6 e gli 11 anni. Quando però, domenica notte, 18 settembre, la polizia si è presentata nella villa dei genitori di Cagnoni, il medico è fuggito uscendo da una finestra al pieno terra. Raggiunto l'argine del torrente Mugnone, è stato prima bloccato e poi è riuscito a scappare e a far perdere le sue tracce. Rientrato un paio di ore dopo a casa dei genitori, convinto che non ci fossero più i poliziotti, è stato fermato dalla squadra mobile.

L'uomo avrebbe giustificato la fuga dicendo di essersi impaurito alla vista della polizia, senza fare alcun riferimento a quanto accaduto alla moglie. Gli investigatori non escludono che l'uomo potesse avere l'intenzione di andare all'estero insieme ai tre figli, che aveva portato con sè a Firenze. Nella villa dei genitori, infatti, gli agenti hanno sequestrato una cifra importante in denaro contante, soldi trovati in una giacca di Cagnoni, il suo passaporto e quelli dei figli.

L'omicidio. A dare l'allarme sono stati i familiari di Giulia, che non avevano sue notizie da un paio di giorni. Il corpo è stato trovato nello scantinato di una villa di famiglia in via Padre Genocchi, sulle colline fiorentine. Non ci sono dubbi che si tratti di un omicidio, la donna aveva il cranio fracassato mentre l'arma del delitto sarebbe un bastone di legno, recuperato dagli inquirenti e sporco di sangue.

Anche nella villa, che al momento non era abitata, sono presenti tracce di sangue in varie stanze, soprattutto nello scatinato dove è stato rinvenuto il cadavere della donna, che addosso aveva solo il reggiseno. Gli inquirenti hanno ipotizzato che la donna possa essere stata colpita, trascinata giù per le scale battendo la testa sui gradini e finita nello scantinato. Il suo omicida ha infierito con più colpi in testa: la morte risalirebbe a circa 72 ore prime del ritrovamento del corpo.

Il movente potrebbe essere d'origine passionale: i due coniugi, sebbe ancora convivessero, si stavano separando e la donna sembrava intenzionata a chiedere

il divorzio.

Sul luogo dell'omicidio, oltre alla squadra Mobile, alle Volanti e alla Scientifica, è intervenuto il procuratore capo Alessandro Mancini, che coordinerà l'inchiesta assieme al pm di turno Cristina D'Aniello.

 

 

 

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