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I cinghiali arrivano in città:lontano dai cacciatori, qui trovano facilmente il cibo

Avvistati vicino a ristoranti e supermercati. A Livorno cercano l'uomo per farsi dare da mangiare e a Lucca verranno posizionate le trappole

LIVORNO. Hanno capito che in città possono trovare da mangiare senza il rischio di essere impallinati da un cacciatore. I cinghiali – una specie che in Toscana è da anni in sovrannumero – non vivono solo nei boschi, non si limitano alle scorribande nelle aree agricole, distruggendo coltivazioni e piante di ogni sorta. Ora vanno a spasso per le strade trafficate. L'immagine simbolo arriva da Genova, dove prima dell'estate gli ungulati sono stati pizzicati ad attraversare le strisce pedonali di Corso Firenze (ad appena un chilometro e mezzo dal porto e dell'acquario) e recentemente in altri quartieri della città.

Ma anche in Toscana gli avvistamenti si stanno moltiplicando. A Lucca, ad esempio, scorrazzano nel popoloso quartiere di Sant’Anna . Dietro alla Coop, per la precisione, tanto che il presidente del locale Ambito territoriale di caccia, Paolo Mario Giovannetti, in questi giorni farà posizionare delle trappole proprio vicino alle abitazioni. «Quella, come le zone di Sant’Alessio, Carignano e del Capannorese – spiega – sono zone critiche». A Siena, invece, vanno a spasso in mezzo ai negozi e ristoranti della strada Massetana, a circa due chilometri da piazza del Campo. Pistoia non fa eccezione. Anche qui gli ungulati si mescolano ai tanti abitanti della periferia. In Maremma, fra Grosseto e Marina, ce ne sono a valanghe, mentre ad Arezzo alcune foto li ritraggono nel parco cittadino di Villa Severi.

A LIVORNO L'INCONTRO RAVVICINATO CON I CINGHIALI

A Livorno l'incontro ravvicinato con i cinghiali Ogni sera, verso l’ora di cena, i cinghiali escono allo scoperto vicino a Livorno, fuori dal ristorante “La baracchina verde”, lungo la strada che collega Quercianella a Castellaccio. Non hanno paura dell’uomo e cercano da mangiare. Sono diventati appuntamento fisso per grandi e piccini. E c’è chi dà loro perfino le baguette. (Video di Stefano Taglione)

Ma come mai gli ungulati, oramai, hanno sconfinato fino in città? Secondo l’ambientalista Fulco Pratesi – fondatore e presidente onorario del Wwf Italia – «perché non hanno più paura dell'uomo». «Spesso le famiglie danno loro da mangiare, quindi non ci riconoscono più come nemici – spiega l’ex presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – e sanno bene che in città i cacciatori non sparano e c’è da mangiare. Sono molto intelligenti. Non a caso, nelle campagne, di giorno i cinghiali raramente si fanno vedere. Troppo alto il rischio di morire». Le trappole – che in questi giorni verranno posizionate a Lucca nel quartiere di Sant’Anna – sono ormai un classico anche nei campi agricoli. «Generalmente misurano due metri per due – racconta Pratesi – e al suo interno il contadino inserisce del granturco. Gli ungulati, attratti dal cibo, rimangono chiusi dentro. Nell’oasi del lago di Burano, a Capalbio, grazie alle gabbie ne vengono catturati un centinaio. Poi, magari, possono essere liberati in zone dove ce ne sono pochi».

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Quella contro i cinghiali è senz’altro una battaglia molto difficile da affrontare. Perché – come ricorda anche l’ambientalista Fulco Pratesi – siamo di fronte ad animali molto intelligenti. Che sanno dove si spara e dove, al contrario, le doppiette sono bandite. Come in città, ma anche all’interno delle tante aree protette presenti in tutta la Toscana. All’Elba, ad esempio, ben prima dell’istituzione del Parco (attivo dal 1996) dalle pubblicazioni dell’epoca emerge che i cacciatori finanziarono un ripopolamento con esemplari provenienti dal centro Europa, negli anni Settanta, che oggi vengono chiamati “manghiali”, un incrocio fra un cinghiale e un maiale. Rispetto alla specie autoctona sono più grandi, pericolosi (per chi li incontra nel bosco e per i conducenti delle auto che possono trovarseli in mezzo alla strada) e si riproducono molto più rapidamente. Così, negli ultimi decenni, anche la perla dell’Arcipelago toscano è stata invasa dagli ungulati, che negli ultimi giorni hanno perfino visitato la spiaggia dell’Acquaviva, facendo il bagno in mezzo ai bagnanti, a Portoferraio. Ma di solito i cinghiali si rintanano nelle aree protette. Dove – non potrebbe essere altrimenti – è vietata la caccia. E loro, evidentemente, lo sanno. «Dall’inizio dell’anno – afferma il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, Giampiero Sammuri – ne sono stati abbattuti 847, di cui 266 solo ad agosto. La maggior parte li abbiamo catturati grazie alle trappole posizionate nella vegetazione. In tutto lo scorso anno ne abbiamo invece uccisi 1.154». La battaglia, insomma, è solo all’inizio.

VIDEO, I RACCONTI E GLI AVVISTAMENTI DEI NOSTRI LETTORI

Eccoli in città, i cinghiali in mezzo a noi Nei parchi, in acqua e addirittura in edicola: aumentano gli avvistamenti dei cinghiali. Ecco i racconti dei nostri lettori - L'ARTICOLO

 

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