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Macchiarini, da mago del bisturi alle accuse di truffa alla comunità

Il caso del chirurgo che Rossi chiamò a Careggi ha superato i confini nazionali con lo scandalo in Svezia. I suoi trapianti di trachea avrebbero causato morti. E in Scandinavia dimissioni nel tempio del Nobel

FIRENZE. Dalle luci della ribalta newyorkese alla grigia penombra degli uffici dei tribunali. Da “mago della trachea”, come lo chiamavano sino a poco tempo fa giornali e tv statunitensi ed europee, a “presunto luminare” inseguito dalle accuse dei pazienti e dai dubbi della comunità scientifica. Il chirurgo viareggino Paolo Macchiarini, 57 anni, non è finito soltanto al centro di un caso giudiziario lungo e spinoso per una serie di presunti reati che vanno dalla truffa al falso ideologico, dal peculato all'abuso di ufficio, ma è egli stesso diventato un caso.

Psicodramma internazionale. Il “caso Maccharini” adesso ha varcato i confini regionali e nazionali e sta spargendo veleno a livello internazionale. A cominciare dalla Svezia, dove un vero e proprio psicodramma si sta abbattendo sul prestigiosissimo Karolinska Institute di Stoccolma, il tempio della scienza in cui ogni anno vengono decisi i premi Nobel, tra i più moderni centri di ricerca avanzata di medicina rigenerativa al mondo. Ebbene, il motore di questo psicodramma che sta facendo il giro del mondo è proprio il chirurgo viareggino, giunto in Scandinavia nel 2010. A caldeggiare la sua assunzione al Karolinska fu Urban Lendahl, noto genetista nonché segretario generale dell’Assemblea Nobel. Che giorni fa ha deciso di fare un passo indietro e dimettersi a causa dello scandalo che ha travolto - anche in Svezia - Macchiarini. Uno scandalo emerso grazie a un’inchiesta di Vanity Fair Usa e poi grazie a un documentario della tv nazionale svedese un mese fa. Lì Macchiarini viene accusato di truffa, falso ideologico, cattiva condotta e violazioni etiche. E sarebbe indagato addirittura per omicidio colposo e lesioni personali.

Il professore detective. Il prestigioso Istituto dei Nobel, va da sé, è non poco imbarazzato per la vicenda. E sta iniziando a far “cadere le prime teste”: oltre a Macchiarini e Lendhal, rischia anche Anders Hamsten, rettore del Karolinska. Nel 2014, all’esito di un’indagine interna di cui fu incaricato Bengt Gerdin, professore dell’Università di Uppsala, Hamsten decise infatti di confermare Macchiarini («non ha commesso alcun reato scientifico» disse), nonostante Gerdin avesse scoperto che il chirurgo viareggino celebrato nel mondo perché nel 2008 a Barcellona effettuò il primo trapianto di trachea al mondo, aveva falsificato i dati da lui pubblicati in merito ai suoi trapianti. E che le operazioni svolte non erano state affatto un successo.

Due sopravvissuti su otto. Ma c’è dell'altro: secondo il documentario svedese, Macchiarini avrebbe fuorviato alcuni pazienti. Non solo: degli otto malati che avevano ricevuto il trapianto di trachea biotech, solo due sono sopravvissuti. Alla fine, con una lettera inviata alla prestigiosa rivista scientifica Science, il Karolinska Institute ha fatto sapere: «Macchiarini ha approfittato della nostra affiliazione nel suo lavoro. Il suo lavoro ha intaccato la fiducia che i pazienti hanno nei confronti della nostra struttura». E l’ha definitivamente allontanato, nonostante la sua tecnica di trapianto che comprende anche l’utilizzo di cellule staminali sia effettivamente rivoluzionaria e abbia conquistato le copertine delle più importanti riviste scientifiche mondiali.

Lo strano caso delle nozze con Obama e il papa. A complicare la vita - privata, oltre che pubblica - a Macchiarini, nel frattempo, ci si è messa anche una giornalista della televisione della Nbc, Benita Alezander. Alla rivista Vanity Fair, la giornalista ha raccontato come lo specialista le avrebbe promesso un matrimonio a Castel Gandolfo con papa Francesco, alla presenza dei coniugi Obama e Clinton, pur essendo già sposato.
Le accuse svedesi nei confronti di Macchiarini - ancora tutte da valutare a livello strettamente giudiziario - non sono poi così dissimili da quelle che la procura di Firenze gli sta rivolgendo con riferimento al suo operato all’ospedale di Careggi. Anzi, a ben vedere ne sembrano una replica. Con la differenza che qui, in Toscana, nessuno si è dimesso o ha perlomeno manifestato la volontà di dimettersi, in attesa dei pronunciamenti dei tribunali su questo “genio della chirurgia” o “millantatore produttore di falsi curricula”.

Quando Rossi lo scelse. Fatto sta che a volere a ogni costo il “chirurgo dalle mani d'oro” a Firenze, fu nel febbraio 2009 (con contratto triennale) l’allora assessore alla Sanità regionale, e adesso governatore, Enrico Rossi. Il 57enne viareggino, a quell’epoca, era alle stelle, non alle stalle. Sull’altare, non nella polvere. Paolo Macchiarini, laureato a Pisa in chirurgia toracica e ormai famoso in tutto il mondo, sembrava l’uomo giusto per ridare lustro a Careggi e innalzare così l’ospedale del capoluogo nelle classifiche delle strutture sanitarie, da cui dipendono fondi e finanziamenti. «Sono scappato da Pisa - disse Macchiarini - per non finire costretto nel gioco delle raccomandazioni». Per quanto non gli piacesse Pisa, una cattedra di professore ordinario all’Università di Firenze però non gli sarebbe dispiaciuta affatto, anzi. Proprio per questo Macchiarini iniziò, sin quasi da subito, una vera e propria diatriba con il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze, Gianfranco Gensini. Diatriba che nel luglio 2010, dopo altri importanti interventi su pazienti con tumore alla trachea o affetti da altre patologie, avrebbe portato Macchiarini ad annunciare la sua partenza dall'Italia, alla volta della Svezia.

È in Russia? La comunità scientifica locale, però, nel frattempo aveva già cominciato a mormorare su quell’arrivo che a qualcuno era parso calato dall’alto. E dopo i colleghi di Macchiarini, che adesso pare essersi trasferito addirittura in Russia, a partire dal 2009 cominciarono a mormorare anche alcuni pazienti. Il mago della trachea - accusavano - consigliava di farci operare in privato, a pagamento (anche 150mila euro) così da non impantanarci nelle liste d’attesa della sanità pubblica. Le accuse, sempre più precise, portarono prima all’apertura di un

fascicolo su Macchiarini, quindi al suo arresto ad opera del Nas, nel 2010. Infine alla sua imputazione. Il processo vero al chirurgo, tuttavia, deve ancora cominciare. Sia a Stoccolma che a Firenze. Anche la fine di questa storia è ancora tutta da scrivere: genio o truffatore?
 

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