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"Qui si mangia male". Il ristorante dei toscani contro l'impero di Yelp

Davide livornese mette in crisi il "Golia" americano del web. Il social network è accusato di punire chi non compra pubblicità? I due ristoratori rispondono chiedendo giudizi negativi. La strategia funziona, trionfa sui media, arriva all'Onu e interessa i produttori di cinema

Due ristoratori toscani sono diventati famosi negli Stati Uniti a colpi di recensioni negative. Uno chef livornese, insieme al suo socio fiorentino, è ora il simbolo di una rivoluzione culturale che si fa largo in tutta l'America. Una battaglia, come sottolinea lo stesso Davide Cerretini, di un ristorante di dieci tavoli contro una multinazionale da dieci miliardi, portata avanti con le tipiche armi del buon toscanaccio: ironia e genuinità, unite alla caparbietà di chi non si vuole arrendere alla dittatura delle piattaforme web che influenzano l'opinione pubblica con i sistemi di commenti positivi o negativi. Una guerra che in poco tempo ha attirato l'interesse dei media a stelle e strisce, tanto da scomodare persino il popolare e irriverente cartoon “South Park” nonché registi e produttori di lungometraggi e film-documentari.

Il piano messo in atto dai proprietari del Botto Bistro , trattoria-pizzeria di Richmond, in California, risale a un paio di anni fa. Davide, 46enne livornese che ha aperto il locale nel 2010 insieme allo chef fiorentino Michele Massimo, lancia un'iniziativa che suona più o meno così: «Se vi siete trovati bene nel nostro ristorante, lasciate un commento negativo su Internet». Non è uno scherzo, ma la risposta goliardica e al contempo decisa a Yelp, social network che mette in contatto gli internauti con le attività presenti sul territorio: qui gli utenti si scambiano pareri e consigli, positivi e negativi, su alberghi e ristoranti, negozi e luoghi di ritrovo. «Il problema - spiegava Davide al Tirreno già nel 2014 - è che l'iscrizione è automatica: non puoi fare nulla per impedirlo. Poi la stessa società ti chiede con insistenza di fare pubblicità con Yelp: guarda caso, chi accetta vede sparire le recensioni negative, mentre chi rifiuta finisce col perdere punti nel ranking».

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Molte attività in passato avevano provato a dimostrare che Yelp si basa sul “ricatto” della pubblicità, ma senza riuscirci. Così Davide sceglie un'altra strada: far diventare il suo Botto Bistro il ristorante con il punteggio più basso su Yelp, per dimostrare che i voti negativi non hanno alcun impatto sulla attività, mettendo in crisi il sistema di affidabilità della piattaforma. E la strategia funziona: nel giro di un paio di mesi il giudizio del locale italiano scende a una stella e mezzo su cinque. Gli affari però non diminuiscono. Anzi aumentano, perché tutti vogliono andare a mangiare nel “peggiore ristorante degli Stati Uniti”.

Lo staff del Botto Bistro riunito...
Lo staff del Botto Bistro riunito davanti al ristorante per un servizio tv

La battaglia di Davide e Massimo (che ricompensano col 50% di sconto sulla pizza chi lascia un commento negativo su Yelp) diventa una questione nazionale. La lotta a colpi di feedback spopola in tutta America e suscita l'interesse dei media: da Usa Today a Time, dalla Abc alla Cbs. «Yelp - racconta oggi Cerretini - sperava che i nostri dieci minuti di fama finissero presto. Ma non è andata così. Negli ultimi mesi - rivela - siamo stati ospitati nelle principali radio e talk show televisivi del Paese. Il Botto Bistro è comparso in decine di articoli e persino in studi nelle università di Berkeley e Stanford. In un congresso in Europa delle Nazioni Unite hanno persino usato la vicenda del nostro ristorante come esempio di strategia per contrastare la propaganda terroristica sui social media».

Non solo: nell'ottobre scorso, il famoso cartone satirico “South Park” ha dedicato al fenomeno Yelp un episodio che in larga parte è dedicato proprio all'iniziativa di Cerretini e Massimo. «Nella puntata - rivela con il sorriso lo chef livornese - i personaggi del cartoon ridicolizzano Yelp e i suoi seguaci». Il protagonista dell'episodio è un piccolo ristoratore di origini italiane, che non parla bene americano e che combatte la legione di “yelpers”. Il suo nome? David, ovviamente.

Cerretini racconta la battaglia del Botto Bistro "Così stiamo sfidando il colosso Yelp. La nostra strategia ha conquistato l'opinione pubblica e ora anche i media" (Video di Giorgio Carlini) L'ARTICOLO

Non è tutto. «L'anno scorso - ricorda Cerretini - sono stato contattato da Kailey Milliken, produttore cinematografico che si era innamorato della nostra storia. Mi ha chiesto se avessi voluto partecipare al film documentario che stava realizzando su Yelp. Ho accettato e il Botto Bistro, che intanto è diventato un cult restaurant, ha la parte più importante in questo lavoro, che mostra il successo della nostra campagna contro Yelp, ottenuto nella maniera più buffa, ridicola e semplice possibile». Il docufilm si intitola “Billion Dollar Bully”: « Il trailer ha avuto un impatto forte e sta riscuotendo enorme interesse, tanto che al progetto si stanno aggregando cinematografi e agenti del mondo dello spettacolo. Uscirà a marzo e parteciperà a festival di primo piano a San Francisco e a Los Angeles».

La battaglia dei due chef toscani continua ancora oggi: Davide e Michele invitano sempre i loro clienti a lasciare recensioni negative su Yelp. Nel frattempo, sorridono con un pizzico di orgoglio e molta sorpresa alla popolarità che la loro iniziativa, a base della tipica irriverenza e originalità toscana, ha ottenuto in tutti gli Stati Uniti. «Chissà - conclude Cerretini - magari non riceverò un Oscar come miglior attore, ma se c'è un premio per il più grande vaffanculo dato da una piccola compagnia a una delle più grandi corporazioni mondiali, allora lo vinciamo noi di sicuro».

Così in America parlano di Botto Bistro


 

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