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Caccia: da Panariello a Battiato, tanti no alla legge "uccidi cinghiali"

Presentata una petzione online contro la norma proposta dall'assessore Remaschi per la Regione. Tra i firmatari anche gli scrittori Veronesi, Maraini, Tamaro e Pardini, il pianista Bollani e il cantautore Riondino

FIRENZE. Ci sono anche Giorgio Panariello, Franco Battiato, Sandro Veronesi, Dacia Maraini e Stefano Bollani tra i firmatari di una petizione online che chiede di interrompere l'iter di approvazione della proposta di legge della Toscana, promossa dall'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi, contro l''emergenza ungulati' che prevede un piano triennale di abbattimenti per "250 mila fra cinghiali e caprioli". La raccolta di firme rientra nella campagna "Toscana rossa... di sangue" ed è promossa da realtà e associazioni animaliste insieme alla trasmissione radiofonica "Restiamo animali". Tra i firmatari dell'appello figurano inoltre Susanna Tamaro, Antonio De Marco, David Riondino, Vincenzo Pardini, e Enzo Maiorca.

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L'iniziativa è stata presentata oggi, sabato 16 gennaio, a Firenze. Sempre nel capoluogo toscano, domani alle 12 nella centralissima piazza della Repubblica, all'insegna dello slogan "Fermiamo una inutile strage", è  annunciato un flash mob contro la legge Remaschi ribattezzata stamani "l'ammazzacinghiali".

"La campagna toscana - dicono i firmatari dell'appello - diventerebbe un allevamento a cielo aperto, con libertà di sparo per i cacciatori. Non solo: la legge propone di creare una filiera alimentare ad hoc, così sui banchi dei supermercati si troverebbe carne col marchio della Regione. Insomma, boschi e animali selvatici ridotti a merce, a vantaggio esclusivo dei cacciatori, liberi di fare un'inutile strage. Infatti la riduzione numerica dei cinghiali sarebbe illusoria, solo di breve periodo, perché le leggi dell'etologia e della natura porterebbero a un immediato ripristino della condizione di partenza".

A presentare oggi la campagna Luigi Lombardi Vallauri, filosofo del diritto ed esperto di bioetica, Folco Terzani, scrittore documentarista figlio di Tiziano Terzani, e Marco Vichi, scrittore che ha di recente pubblicato "Il coraggio del cinghialino".

"È assurdo affidare la soluzione del problema a chi lo ha creato, ha detto Marco Vichi in conferenza stampa - fino agli anni Sessanta i cinghiali erano solo in Maremma, sono stati i cacciatori a importare animali più grossi e prolifici dall'est. Con questa legge non potremmo più passeggiare tranquilli ma dovremmo fare attenzione a schivare proiettili di lunga gittata, grandi come una mano. Di recente mi sono trovato a camminare nel Chianti con due amici francesi: a un certo punto siamo incappati in una battuta di caccia al cinghiale, ci siamo dovuti buttare a terra per ripararci. I miei amici mi hanno detto: ma dove ci hai portato?".

"Non sono in assoluto contro la caccia - ha detto Folco Terzani - ma cosa c'è di più bello della natura selvaggia? Se c'è un problema ungulati, la strada migliore è ristabilire l'equilibrio naturale, per esempio reintroducendo predatori e vietando assolutamente il foraggiamento. La Regione sta scegliendo una  modalità retrograda, invece di cercare soluzioni che guardino al futuro".

I firmatari chiedono quindi che l'iter della legge sia sospeso, in modo da affrontare la questione della convivenza con gli animali selvatici fuori dalla logica dell'emergenza e con criteri razionali e non cruenti, basandosi su censimenti accertabili e con gli strumenti non cruenti ormai disponibili e utilizzati in molti paesi europei.
Dobbiamo imparare a convivere con gli animali selvatici. Come dice il biologo Gianni Tamino: "Chiunque creda di poter risolvere il problema della sovrappopolazione con la caccia, o non conosce l’ecologia o è un cacciatore". 
 

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