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Meningite in Toscana, ora si teme l'epidemia

Meningite in Toscana, ora si teme l'epidemia

Dopo i 3 casi in un giorno torna l'emergenza. L'intensa campagna di vaccinazione che la Regione ha esteso fino a giugno 2016 sembra non bastare

I NUMERI DELLA MENINGITE IN TOSCANA

  • 43 i casi di meningite dall’inizio del 2015 a oggi (34 C, 6 B, 2 W/Y, 1 non tipizzato)
  • 229.373 le persone vaccinate in Toscana al 31 dicembre 2015
  • 120.272 le persone vaccinate gratuitamente in Toscana nella fascia di età compresa fra gli 11 e i 20 anni
  • 109.101 le persone vaccinate gratuitamente in Toscana nella fascia di età compresa fra  20 e 45 anni
  • 65,6% i medici di medicina generale che aderiscono alla campagna di vaccinazione
  • 72,8% i pediatri di famiglia che aderiscono alla campagna di vaccinazione

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Tre casi in un giorno e in Toscana è di nuovo emergenza meningite. Prato, Chiesina Uzzanese e Arezzo: due pazienti contagiati da batterio C e uno probabilmente da batterio di tipo W/Y. Dall’inizio dell’anno, sono già cinque casi se si esclude la studentessa universitaria di Grosseto che studia a Bologna. La malattia si manifesta con un ritmo che finora non ha uguali in Italia. Ma soprattutto - dice l’Istituto superiore di sanità - non ha precedenti quanto a durata e persistenza.

La situazione è allarmante: 43 casi in un anno o poco più. E ancora non è arrivato il freddo, atteso per l’inizio della prossima settimana. Con il freddo - teme l’Istituto superiore di sanità - la malattia potrebbe raggiungere nuovi picchi, considerando che la trasmissione è favorita dal contatto in luoghi chiusi. Ma anche senza previsioni pessimistiche, il quadro è preoccupante.

LE STRATEGIE DELLA REGIONE

Nonostante un’intensa campagna di vaccinazione che la Regione ha appena esteso fino a giugno 2016 con altri 3 milioni di euro, a Prato, mercoledì sera viene ricoverata una ragazza di 27 anni. Nel pomeriggio di giovedì, la conferma dell’Asl Centro: è meningite di ceppo C, quello che in Toscana solo nel 2015 ha aggredito 31 persone. La donna, del resto, non si è sottoposta a vaccinazione, pur rientrando nelle fasce più a rischio, secondo la letteratura medica. Non a caso la Toscana, dall’anno scorso, garantisce la vaccinazione gratuita a tutti i (potenziali) pazienti da 11 a 45 anni. Ma non è escluso che vengano adottate anche altre misure, già oggi nella riunione della commissione regionale per le strategie vaccinali e la prevenzione delle patologie infettive.

La Toscana, infatti, non può sottovalutare il rischio di contagio. E, infatti, le campagne di profilassi sono aggressive almeno quanto quelle di vaccinazione che, però, non sempre sono efficaci come dovrebbero: basta pensare, ad esempio, che ad Arezzo, la vaccinazione nella popolazione 21-45 anni non arriva neppure al 16%.

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Per il caso di Prato, ad esempio, la profilassi antibiotica potrebbe riguardare centinaia di persone, oltre al compagno e a un’amica baciata nella rosticceria dove la paziente lavora: infatti - secondo quanto elenca l’Asl - la ragazza è stata alla discoteca Naif di Prato la sera fra il 5 e il 6 gennaio; poi alla discoteca Momà all’Osmannoro la sera fra sabato 9 e domenica 10. Inoltre, ha frequentato la palestra Universo di Prato (il 5 gennaio e probabilmente anche l’11). Per cui chi ha avuto stretti contatti con lei «è tenuto a prendere gli antibiotici, anche se si è vaccinato contro la meningite». ( IL CASO DI PRATO: QUI PER APPROFONDIRE )

Provvedimenti analoghi dovranno essere adottati per chi è entrato in contatto con il trentenne ricoverato a Lucca, ma residente a Chiesina Uzzanese, in provincia di Pistoia. Il giovane, originario di Pisa, si è presentato con un malessere al pronto soccorso dell’ospedale di Pescia, ma appena è insorto il sospetto che il suo fosse un caso di meningite è stato trasferito al reparto di malattie infettive del San Luca di Lucca. Qui è arrivata la conferma: contagio da meningococco C. Il secondo caso dell’anno, il numero 33 dall’inizio del 2015.

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Quando è stato accertato il contagio, l’Asl ha messo in moto le attività di profilassi che potrebbero investire centinaia di persone, visto che il ragazzo ha partecipato a vari eventi e serate. Negli ultimi giorni è stato al ristorante giapponese Oshii di Lucca (il 12 gennaio), al bar Condicio di Montecatini (il 10), al cinema Excelsior di Montecantini allo spettacolo delle 22,30 per il film di Checco Zalone “Quo Vado”. Deve pensare alla profilassi antibiotica anche chi ha frequentato la discoteca Attic Club di Montecatini (venerdì 8), il bar Noir Bella Vita di Montecatini (sabato 9), la Grotta Maona di Montecatini (la sera fra il 5 e il 6 gennaio) e una palestra di Altopascio. ( IL CASO DI LUCCA: QUI PER APPROFONDIRE )

Infine, la meningite colpisce anche ad Arezzo. E lo fa per la seconda volta in meno di due settimane: nessuno dei due pazienti, però, è stato contagiato da meningococco C. Un bambino di 5 anni è stato colpito da batterio di tipo B e la donna ricoverata l’altra notte probabilmente ha una meningite di tipo W/Y.

La donna, disoccupata, ha dichiarato di effettuare solo lavori saltuari: comunque l’Asl ha avviato le procedure per la profilassi fra parenti, amici e le persone che sono entrate in contatto con lei dal 3 gennaio. Le sue condizioni non sono gravi. A preoccupare, piuttosto, è il fatto che si tratta di una paziente fuori dalle fasce tradizionalmente a rischio. Ma in Toscana, rivela anche l’Istituto superiore di Sanità, la malattia sta aggredendo anche pazienti più “attempati”. Come nel caso del professionista di 58 anni ricoverato pochi giorni fa a Empoli. E anche questa è un’altra anomalia toscana. Dalla quale, però, ci si può difendere vaccinandosi.

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