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Caccia, 150.000 cinghiali da abbattere in Toscana

La Regione vara una legge straordinaria per contenere il numero degli ungulati, quattro volte superiore alla media nazionale

FIRENZE. Una legge obiettivo straordinaria, la prima del genere in Italia, che avrà una durata di tre anni, per diminuire la densità di cinghiali, caprioli, daini e cervi sul territorio toscano, dove la diffusione dei cosiddetti ungulati  la più alta d'Europa, pari a circa 500 mila capi stimati, con forti danni all'agricoltura e non solo. E arrivare a riportarli dentro la media nazionale di quattro volte inferiore a quella toscana. Questo vuol dire che in tre anni potrebbero essere abbattuti o catturati 150.000 degli attuali 200.000 cinghiali. E' il piano illustrato oggi, lunedì 2 novembre, dall'assessore toscano all'agricoltura Marco Remaschi insieme al sottosegretario all'ambiente Silvia Velo.

La proposta di legge sarà domani, mercoledì 3 novembre, all'attenzione della Giunta toscana per poi passare all'esame del Consiglio per la sua definitiva approvazione. "Lo spirito della legge - ha detto Remaschi -  quello di tutelare concretamente l'agricoltura e l'equilibrio ambientale del nostro territorio. I danni alle coltivazioni agricole provocate dalla presenza sovradimensionata degli ungulati non sono più tollerabili. Non solo: gli ungulati sono i responsabili in Toscana di quasi mille incidenti stradali solo quest'anno, in alcuni casi mortali". Un fenomeno in crescita: gli incidenti erano stati 350 nel 2013 e 700 nel 2014. Per questo, ha aggiunto l'assessore, "la proposta di legge che abbiamo scritto si pone a monte di un'azione programmata che dovrà essere seria, ben regolamentata e limitata nel tempo. La legge sarà continuamente monitorata sia perché possa essere applicata nel migliore dei modi sia per limitare al massimo gli effetti indesiderati".

La Toscana ha una densità record per il numero di ungulati ogni chilometro quadrato, che ne fanno la regione europea con il maggior numero di ungulati, inferiore solo ad alcune zone dell'Austria. Sono stimati nella nostra regione infatti circa 200.000 caprioli, altrettanti cinghiali, 8.000 daini e 4.000 cervi. Ciò è dovuto anche alla particolare conformazione del territorio, coperto da boschi e foreste per il 60%, nonché dalla qualità ambientale particolarmente favorevole per la fauna e in particolare per gli ungulati.

L'abbattimento e la selezione degli ungulati sarà consentito ai cacciatori e agli agricoltori autorizzati. I controlli saranno effettuati dalle guardie provinciali e dal corpo dei forestali, anche se rientrano nell'incognità del piano di riordino delle Province. L'autorizzazione sarà data dal ministero dell'Ambiente e dall'Ispra che indicherà i numeri, la densità e i danni. E ci sarà un monitoraggio anno per anno del programma di ridimensionamento degli ungulati che potrà essere modificato anche in corso d'opera.

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La legge introdurrà una revisione generale della normativa vigente e, nell'ambito di questa, delle aree vocate e di quelle non vocate (come quelle dove si svolge attività agricola). All'interno di queste ultime si collocheranno le aree considerate più problematiche. Sarà possibile cacciare gli ungulati, ha ricordato ancora Remaschi, "anche nelle aree protette, come già oggi avviene, se si superassero determinate densità in modo da riportare la popolazione nella media".

E' previsto anche un allungamento del calendario della caccia di selezione che potrà essere esteso fino a 12 mesi, ben oltre l'attuale periodo di caccia agli ungulati (1° ottobre-1° gennaio), permettendo gli interventi di "braccata" con squadre di cacciatori e la cattura con le gabbie autorizzate da Atc provinciali.

Sarà prevista anche una serie di azioni di valorizzazione delle carni selvatiche: la legge creerà i presupposti per la creazione di una filiera per la commercializzazione di una parte almeno delle carni di selvatici, molto richieste dal mercato. La carne, frutto dell'attività di selezione, sarà utilizzata anche per azioni di solidarietà sociale.

Il commento del sottosegretario Velo. "Presentiamo una legge per affrontare l'emergenza ungulati in Toscana, dove la concentrazione di cinghiali ė quattro volte superiore alla media nazionale - ha detto il sottosegretario all'Ambiente Silvia Velo - con l'obiettivo di tutelare la sicurezza delle persone, salvaguardare la produzione agricola e, soprattutto, di preservare la biodiversità. C'è, infatti, un tema ambientale da affrontare perché un'alta concentrazione di ungulati ha come effetto un danno agli ecosistemi, mettendo a rischio la sopravvivenza di altre specie".

"Il Ministero dell'Ambiente - ha continuato Velo - ha supportato la Regione Toscana da un lato attraverso il lavoro dell'ufficio legislativo e della Direzione Protezione Natura verificando la congruità della norma regionale rispetto a quelle nazionali e comunitarie. Dall'altro, abbiamo messo a disposizione le competenze scientifiche e le professionalità di Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che, tra le altre cose, supporterà la Regione durante la fase importantissima dei monitoraggi per verificare l'efficacia degli interventi.
Si tratta - ha concluso il Sottosegretario Velo - di un provvedimento frutto della collaborazione tra Governo e Regione, una buona pratica che può essere estesa alle altre Regioni che si trovano ad affrontare problemi analoghi".

L'Enpa: "Legge sbagliata e pericolosa". "Una legge sbagliata, pericolosa, che tenta di scardinare la normativa nazionale; una legge che, come è stata presentata dall'assessore, sembra essere davvero un provvedimento di deregulation con un regime venatorio abnorme sugli ungulati, ponendo a rischio la stessa sicurezza dei cittadini". Lo afferma il presidente del Consiglio nazionale Enpa, nonché coordinatore regionale Enpa per la Toscana, Marco Bravi, sulla proposta di legge toscana per contenere gli ungulati. Ad avviso di Enpa, "la Toscana, le sue campagne, i suoi boschi, rischiano di divenire zona franca per le squadre dei cinghialai, per i sanguinosi riti delle braccate, per le micidiali armi impiegate nella caccia al cinghiale, che da tanto tempo già mietono morti e feriti tra le persone. E' questa l'immagine 'in tuta mimetica' che vuol dare al mondo una delle regioni più belle d'Italia?".

 

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