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Roberta, la iger di Livorno: Sono più brava di Belen

Roberta, la iger di Livorno: "Sono più brava di Belen"

Maestra d’asilo e fotografa da telefonino, è la prima Iger a gestire il nostro account ufficiale

LIVORNO. Roberta Bancale è una maestra d’asilo con i superpoteri speciali. Il primo è il senso dell’umorismo che mixa le origini irpine all’inconfondibile livornesità. I lettori di Livorno conoscono la sua verve attraverso la rubrica “Il dé nel deserto” che tiene su queste pagine. Roberta fa la maestra d’asilo, «precarissima». E qui sfoggia un altro superpotere, l’acutezza di pensiero dietro a quelle lenti che si sporcano a volte di tempera e pasta di sale: riesce a instillare leggerezza dentro a concetti importanti, come quando dice che «fare la maestra è una professione difficile perché hai tra le mani le menti dei bambini e commettere errori è un attimo».

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Quando torna a casa lava le lenti: le servono per il terzo superpotere, l’occhio fotografico che le fa scattare momenti e emozioni da condividere su Instagram. Roberta infatti è la local manager di @igerslivorno, la comunità degli instagramers livornesi. Noi del Tirreno, con un po’ d’incoscienza, da oggi le affidiamo le chiavi del nostro account Instagram: sarà la prima di dieci igers che si avvicenderanno con una staffetta fotografica sulla “toscanità”: il progetto si chiama #betuscan (ne parliamo nella pagina a parte).

Roberta, cominciamo dalle tue foto. Usi "solo" il telefonino e Instagram o sei fotografa anche fuori dai social?

«Fotografo principalmente con l'iPhone ma ho anche una macchina fotografica che mi piacerebbe imparare a usare meglio. Le mie foto finiscono principalmente in camera mia, su Twitter e Instagram dove, però, non inserisco i tag (le parole chiave che permetterebbero alla foto di girare per l'internet) per cui è difficile che oltre ai miei followers le veda qualcun altro. Sono timida, ma nessuno ci crede».

Timida ma anche molto diretta e verace. Sei una popolana chic. Ti ci ritrovi?

«Coltivo il gusto del volgare nel senso del "vulgus" (senti lì che paroloni!), la lingua del popolo, quella verace come le vongole, mi garba tanto e, la parolaccia, messa nel punto giusto, è come il gorgonzola sulla pizza, la sigaretta dopo il caffè alla quale non rinuncio. No, non mi ritengo una popolana chic (chic è un termine davvero poco chic!)».

Se potessi organizzare un raduno di Instagramers a Livorno, dove sarebbe?

«Sceglierei le biciclette del bikesharing (arrugginito) e le piste ciclabili sul Viale Italia, tipo quelle tra il Cantiere Orlando e la Chiesa di San Jacopo. Partirei da Piazza Cavour per fare il lungomare e tornerei indietro fino al quartiere La Venezia per un giro in battello lungo i canali. Poi un aperitivo come degna conclusione sui muretti della Venezia».

#Betuscan. Cos’è essere toscani, un'attitudine, uno stile di vita, un modo di vedere?

«#Betuscan, questo progetto, è un modo interessante per far conoscere la Toscana e le sue province. I toscani non vedono il mondo diversamente, ma hanno un loro modo di ruzzare che, spesso, a dir la verità, non è neanche così simpatico. Non bisognerebbe mai abusarne, ma tant'è».

Livorno, al di là della geografia, "è" Toscana?

Beh, dai, ma che volete? I livornesi hanno una marcia in più. Anche per le cose negative. Ad esempio sono i più bravi der mondo in ogni cosa che fanno e che faranno. Questo riguarda tutta la loro stirpe, eh: "Perché il mi' bimbo è il più...". Belli dé».

Anche chi non padroneggia una cultura fotografica tradizionale può diventare seguitissimo.

«Instagram non è un social per sentirsi fotografi con 3 foto di tramonti, 2 selfie e 4 gatti. È vero, molti hanno un folto séguito pur non padroneggiando nozioni di fotografia, sono persone creative che trovano il modo migliore di raccontare qualcosa, bravi! Ad esempio, io non ho nozioni di fotografia e ho solo 1166 followers eppure sono bravissima! Non capisco perché Belen debba avere più followers di me, boh. Forse fotografa tramonti più belli dei miei».

L'INIZIATIVA: L'account del Tirreno lo gestiscono gli igers

Cos’è per te essere iger?

«Mi diverte andare agli Istameet, raccontare la città attraverso il mio account e quello di @igerslivorno. Lo faccio volentieri. Mi garba dire quel che penso e prendere bonariamente in giro sul blog di Instagramersitalia. Se questo è essere "iger", allora dé, lo sono».

Da oggi per una settimana gestirai l’account del Tirreno.

«È una possibilità per raccontare Livorno a modo mio. Ammé mi garba un sacco Livorno, coi suoi pregi e i suoi difetti, con la sua gente venuta qui da tutto il mondo. Servirà a far conoscere meglio #igerslivorno, #igersToscana e #igersItalia. Ed essere in tanti al prossimo Instameet a Livorno!».

 

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