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Profughi in Toscana, Rossi: "Il nostro modello di accoglienza è un esempio"

Il presidente della Regione Toscana all'Istituto universitario europeo di Fiesole per una conferenza sulle politiche per i migranti

FIESOLE. “L’accoglienza in piccoli nuclei di non più di 20-30 persone, inseriti nelle comunità locali, coinvolgendo il ricco tessuto di gruppi di volontariato e associazioni di promozione sociale e culturale esistente sul nostro territorio. È stata un’accoglienza che non ha provocato contrasti e rifiuti fra cittadini toscani e, anzi, ha creato legami di solidarietà, collaborazione e amicizia fra le comunità locali e i migranti”.

Mercoledì primo luglio il modello toscano di accoglienza dei profughi approda all’Istituto universitario europeo di Fiesole. Nel primo pomeriggio, il presidente Enrico Rossi presenta alla conferenza annuale del Migration policy centre la politica della Regione sui rifugiati. Quella inaugurata quattro anni fa, ai tempi della prima crisi del Maghreb, con la prima ondata di migrazione massiccia i tunisini e Nord africani. E poi con le fughe dalla Libia.

In prima battuta, fra aprile 2011 e il febbraio 2013, la Toscana ha accolto circa 1800 migranti in circa oltre 100 centri attivati in tutto il territorio grazie anche alle associazioni di volontariato. Nell’ultimo anno, invece, sono oltre 3000 i migranti arrivati in Toscana. E ancora ne arriveranno in un anno nel quale – come ricorda Rossi nel proprio discorso di saluto alla conferenza – verranno intensificati i rapporti fra Toscana Tunisia e Algeria. Alla fine del Ramadan, dopo la metà di luglio Rossi

sarà in Tunisia, nella regione di Kasserine, dove la Toscana è impegnata in un progetto di ricostruzione e il sostegno della sanità pubblica; formazione politica ed economica delle nuove classi dirigenti; sostegno finanziario a progetti di economia locale; assistenza al processo costituente.

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