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La Regione approva il Toscanellum: ecco la nuova legge elettorale

L’ok arriva all’alba dopo maratona causata dall’ostruzionismo di Fdi, un terzo dei consiglieri Pd non l’ha votata. Ci saranno preferenze e ballottaggio

FIRENZE. La Toscana ha una nuova legge elettorale. Ironicamente ribattezzata "Toscanellum" è nata da un accordo tra Pd, Fi e parte della maggioranza di centrosinistra. La commissione si era riunita martedì pomeriggio e solo nella tarda mattinata di giovedì 11 settembre si è raggiunto un accordo: la nuova legge è stata approvata con 33 voti a favore e 12 contrari. Otto consiglieri Pd però non hanno partecipato al voto per protesta: avevano presentato emendamenti, che sono stati poi bocciati.

Ecco le novità:

  • Listino regionale: è composto da tre persone con l’alternanza Uomo- donna – uomo oppure donna – uomo– donna.
  • Preferenze: si possono esprimere una o due preferenze con l’alternanza di genere ma resta anche un listino regionale facoltativo bloccato, che potrà avere un massimo di tre nomi scelti dal partito.
  • Ballottaggio: se nessun candidato alla carica di presidente della Regione raggiunge il 40% più un voto si va al ballottaggio.
  • Premio di maggioranza: chi vince prende il 60% dei seggi se raggiunge il 45% dei voti al primo turno, oppure prende il 57,7% dei seggi se raggiunge il 40 o 45% dei voti validi nel primo turno di votazione.
  • Sbarramenti: 10% per le coalizioni di partito,  5% per le liste non coalizzate  e 3% per le liste all'interno di coalizioni.

Tante le proteste contro la legge. Da sinistra e destra ci sono state ribellioni e caos. Alcuni consiglieri di Fratelli d’Italia si sono presentati in aula con una maschera raffigurante per metà il premier Matteo Renzi e per metà Denis Verdini di Forza Italia. I rappresentati del partito avevano consegnato ben ottomila emendamenti per bloccare il passaggio della legge, ma questo comportamento non ha fermato la votazione.

Tutto si è svolto regolarmente, con la decisione di optare per un super emendamento che ha permesso di bloccare e sostituire il testo di un articolo sulle soglie di sbarramento, facendo decadere molti emendamenti presentati da Fratelli d’Italia e altre forze politiche. Ma restano le polemiche.

Spaccatura nel Pd. Soprattutto sul fronte interno del Pd, con i consiglieri regionali che non hanno partecipato al voto. "La nuova legge elettorale toscana - si legge in una nota firmata da 7 di loro - è stata approvata, senza accettare emendamenti migliorativi che avevamo proposto (tranne sull'articolo 24: eliminazione dell'opzione per gli eletti in più circoscrizioni). Purtroppo dobbiamo constatare che l'accordo con Forza Italia era talmente blindato da impedire modifiche di assoluto buon senso, che avrebbero messo a riparo la legge da vizi di illegittimità costituzionale". 

A compiere questa scelta sono stati i consiglieri "dissidenti" Daniela Lastri, Vanessa Boretti, Aldo Morelli, Gianfranco Venturi, Pier Paolo Tognocchi, Lucia Matergi, Fabrizio Mattei. "Il dato politico - commentano - è che evidentemente i 10 consiglieri di maggioranza (otto consiglieri del Pd, uno di Sel e uno di Cd) che hanno votato gli emendamenti migliorativi, e le critiche che vengono dall'interno del Pd da tante forze politiche e da autorevoli giuristi, sono valsi meno di 10 voti di Forza Italia. Dopo il dibattito consiliare è chiaro a tutti che i voti per fare una legge di gran lunga migliore c'erano". Gli esponenti democratici temono che "adesso si apra un lungo periodo di tribolazioni e di instabilità a cui inevitabilmente la legge sara' sottoposta: contestazioni giuridiche e ricorsi sono dietro l'angolo, mentre presso la Corte costituzionale sono in essere ben due giudizi sulle soglie di sbarramento di leggi statali (elezioni europee) e regionali (Calabria)". "Diciamo queste cose con dispiacere - concludono - ma anche con la tranquillità di chi ha fatto il possibile per evitarlo, con pochi ma importanti emendamenti migliorativi presentati: l'abolizione del listino regionale bloccato e l'introduzione di soglie di sbarramento al 3%".

Le reazioni. “Il testo finale ha visto la convergenza di più della metà dei consiglieri di opposizione - spiega il capogruppo Pd in Consiglio regionale Ivan Ferrucci - la discussione è stata caratterizzata da un ostruzionismo che ha di fatto condizionato l'andamento dei lavori, impedendo molto spesso di avere un confronto di merito, con il solo scopo di rimandare l'approvazione della legge, ma siamo comunque riusciti nel nostro obiettivo, rispettando una promessa fatta ai nostri elettori e approdando a una riforma che ridà ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti".

"Nella legge elettorale toscana - commenta la senatrice Laura Cantini della direzione Pd - entrano finalmente le pari opportunità, non solo nella composizione delle liste ma anche con la doppia preferenza. È un risultato importante che dovrà essere recepito anche nell'Italicum". "Un sistema che finalmente supera il Porcellum e che restituisce ai cittadini la possibilità di scegliere. Risulta incomprensibile la scelta di otto consiglieri del Pd di non votare la legge”, commenta la Cantini.

Critiche dal Ncd in particolare dal cordinatore toscano Gabriele Toccafondi :" Si è davvero persa un'ottima occasione  per ridare in mano ai cittadini la possibilità di scegliere i propri consiglieri e per fare una legge realmente rappresentativa". " Una legge incostituzionale. Infatti i cittadini toscani si troveranno di fronte a una doppia modalità di voto a seconda del partito che sceglieranno, dato che ogni partito può scegliere se utilizzare le preferenze oppure il listino bloccato e le doppie candidature. Allo stesso tempo si sono volute mantenere soglie di sbarramento doppie e alte, nonostante sia già presente un ampio premio di maggioranza" .

Positive invece le parole di Marroni del Pd: " Il Porcellum in questi anni non ha fatto altro che aumentare il distacco tra rappresentanti e rappresentati, deresponsabilizzando gli eletti nei confronti dei territori alimentando  il fenomeno della casta. Una vera riforma del sistema elettorale 

non può quindi prescindere dalla reintroduzione della possibilità per gli elettori di selezionare direttamente i membri del Parlamento. Apprezzabile infine- conclude-  la decisione del PD toscano di non ricorrere all'utilizzo del listino bloccato alle prossime elezioni regionali".

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