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In Toscana è baby "sboom": meno 4000 neonati nel 2013

Calo è del 15% nei primI nove meni, con punte a Pistoia e Firenze. A Piombino aumentano anche le interruzioni di gravidanza

Si nasce sempre di meno in Toscana. Perché perfino gli extracomunitari fanno meno figli. Prato docet: in un anno i parti delle donne straniere (soprattutto cinesi) sono calati del 5%. E infatti le prime quattro nate nel capoluogo, per la prima volta da molto tempo, sono italiane. Questo primato, però, non basta a modificare il saldo regionale che resta negativo: - 15%, quasi 4mila neonati in meno a ottobre 2013, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E se la popolazione residente non cala - o comunque non in proporzione al crollo delle nascite - è per un solo motivo: l’immigrazione. In tutte le province, dunque, è “baby sboom”.

Il calo più evidente di nascite è  in provincia di Pistoia: quasi un 20% almeno nei primi nove mesi dell’anno. L’Asl, però,  assicura che i 1.493 nati registrati dalla Regione al 30 ottobre 2013 sono diventati 1976, quasi 500 in più, nei tre mesi successivi, con un’impennata di parti tra il nuovo ospedale di Pistoia e il presidio di Pescia, scongiurando qualsiasi pericolo di chiusura dei punti nascita.

Il pericolo, invece, resta a Piombino, dove i neonati sono stati poco più di 300. Non è stata, quindi, raggiunta la soglia dei 500 parti prevista dal piano sanitario regionale per mantenere aperto il reparto di maternità. In realtà, il calo di nascite registrato - 15% - è in linea con la media regionale. Ma assume un aspetto più forte che nel resto della Toscana per l'aumento importante delle interruzioni volontarie di gravidanza che, nel resto del territorio, invece, calano, in alcune zone anche in maniera vistosa.

Il fenomeno appare proprio legato all’area piombinese perché - stando ai dati regionali - nell’area dell’Asl di Livorno - le interruzioni volontarie di gravidanza nei primi 9 mesi del 2013 calano di oltre il 4%. Di pari passo, comunque, calano anche le nascite di quasi il 6%, più o meno la stessa percentuale di Lucca  (-5,9%). Con un dato singolare, però: all’ospedale di Lucca aumenta del 32% circa il numero dei bambini nati da famiglie straniere, provenienti soprattutto da “paesi a forte propensione migratoria” (extracomunitari). Un leggero incremento di bimbi stranieri - +10 rispetto al 2012 - si registra anche all’Asl di Grosseto, a fronte, invece, di un complessivo calo delle nascite (accompagnato, però, anche da una diminuzione degli aborti volontari).

Al contrario, negativo il trend - sia per i neonati italiani che stranieri - in terra di Siena e anche nella zona di Prato. Che merita, però, una riflessione. Infatti, il vero grande China district italiano, conserva - anche nel 2013 - il suo primato toscano: qui continuano a nascere più bambini stranieri (soprattutto da famiglie extracomunitarie) che italiani. A dicembre  i parti di donne straniere sono stati 1363 contro 1255, ma nel 2013 sono scesi del 4,6%. A conferma che non basta più nemmeno la comunità cinese a garantire un saldo naturale attivo alla zona. Semmai, c’è da osservare che le nascite di bambini stranieri calano, in proporzione meno: i parti delle donne italiane, infatti, nell’Asl di Prato in un anno sono diminuiti del 9,9%. Addirittura di più che nella provincia di Massa Carrara: secondo l’azienda sanitaria, a dicembre, infatti, c’è stato un ridimensionamento delle nascite del 7,5%

(un centinaio di parti in meno rispetto al 2012).

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