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Concordia: tribunale, la nuova perizia sarà a bordo della nave

Il sopralluogo sarà effettuato appena la nave sarà in sicurezza. L'accertamento era stato chiesto dalla difesa di Schettino

e dalle parti civili tra cui il Codacons. L'associazione dei consumatori in aula ha mostrato una nuova simulazione - VIDEO

Mentre all'Isola del Giglio sono riprese le ricerche dei due dispersi del naufragio della Costa Concordia, Russel Rebello e Maria Grazia Trecarichi, al Teatro Moderno di Grosseto è stata un'altra giornata di udienze.

Il tribunale di Grosseto ha deciso di svolgere una perizia supplementare su apparati della Costa Concordia, previo sopralluogo a bordo, appena il relitto della nave sarà in condizioni di sicurezza. Lo ha comunicato il presidente Giovanni Puliatti. Lo avevano chiesto la difesa di Schettino e parti civili tra cui il Codacons. Il tribunale ha anche deciso la restituzione del passaporto e degli altri documenti a Francesco Schettino.

Il processo sul disastro della nave Costa Concordia, con imputato Francesco Schettino, è stato rinviato dal collegio del tribunale al prossimo 7 ottobre, quando si terrà la prossima udienza. Il collegio lo ha deciso dopo aver disposto perizie supplementari che comportano un sopralluogo a bordo della nave al Giglio. Pertanto non si terranno le udienze previste nel calendario del processo per questa settimana fino al 27 settembre.

Ecco la cronaca dell'udienza al Teatro Moderno:

TRIBUNALE, LA NUOVA PERIZIA SARA' A BORDO DELLA NAVE
Il tribunale di Grosseto ha deciso di svolgere una perizia supplementare sugli apparati della Costa Concordia, previo sopralluogo a bordo, appena il relitto della nave sarà in condizioni di sicurezza. Lo ha comunicato il presidente Giovanni Puliatti. Lo avevano chiesto la difesa di Schettino e parti civili tra cui il Codacons.

Il presidente Puliatti ha specificato che il sopralluogo a bordo, da cui seguirà il supplemento di perizia, si svolgerà quando il relitto all'isola del Giglio sarà ''in condizioni di sicurezza'' e di ''galleggiabilità''. La perizia verterà, fra l'altro, sugli ascensori e su apparati informatici. Il presidente Puliatti ha anche comunicato che verrà svolto un supplemento di perizia sulle centraline degli ascensori, materiali che sono già disponibili per essere esaminati. Il tribunale ha poi pure deciso di autorizzare la rimozione delle eliche e dei timoni della Costa Concordia così come richiesto dall'avvocato Marco De Luca della Compagnia Costa Crociere Spa, richiesta fatta rispetto alle operazioni di rimozione in corso all'isola del Giglio e alla necessità di assettare la nave anche togliendo tonnellate di peso da bordo.

I PERITI, ENTRARONO 1,2 MILIONI DI MC D'ACQUA: POMPE INUTILI
Le pompe di sentina della Costa Concordia avevano una capacità di espellere acqua per circa 1.000 metri cubi all'ora. Ma l'acqua entrata nella falla - lunga circa 60 metri - dopo l'urto contro gli scogli del Giglio, fu pari a 1,2 milioni di metri cubi in un'ora: impossibile liberare i vani motori, e poi sulla nave quasi subito si verificarono le più gravi avarie agli apparati. Così i periti del gip hanno chiarito la questione della efficienza delle pompe di sentina durante il processo a Grosseto, quesito posto nel dibattimento dal presidente Giovanni Puliatti per acquisire ulteriori chiarimenti tecnici. Inoltre, è stato sottolineato che delle quattro pompe di emergenza ne poteva essere funzionante solo una da 240 mc all'ora: ma il mancato funzionamento del generatore di emergenza, che avrebbe dovuta alimentarla di energia, visti i motori andati prestissimo ko, rese inutilizzabile anche questa possibilità. I periti hanno anche stimato che in teoria, se questa unica pompa avesse funzionato, sarebbero servite tra 5.500 e 6.000 ore per evacuare i comparti allagati.

CODANCONS, L'IMPATTO SI POTEVA EVITARE (Ore 14,50)
Cosa sarebbe potuto avvenire se gli ordini di Francesco Schettino fossero stati compiutamente eseguiti? Difficile dirlo con esattezza matematica, ma secondo Codacons – parte civile al processo contro il comandante della Concordia – l'impatto con lo scoglio delle Scole si sarebbe potuto evitare. L'associazione dei consumatori se ne è convinta dopo aver realizzato una simulazione, proiettata in aula, in cui ha sovrapposto la rotta effettivamente seguita e quella che la nave avrebbe seguito qualora il timoniere avesse dato seguito ai comandi di Schettino. Vi si vede la nave che lascia dietro a sé lo scoglio senza impattare. L'audio è quello originale. I timoni sono ingranditi rispetto alla realtà. Il professor Bruno Neri dell'Università di Pisa, che ha curato la realizzazione dell'animazione per conto di Codacons, spiega di essersi basato sui dati della scatola nera e di aver testato l'attendibilità delle manovre per una settimana, ricavandone errori di pochi metri, meno di 7. L'esperto, di fronte alle contestazioni della Procura, riconosce che non vi è certezza matematica e che l'animazione è semplificata ma Codacons ritiene il lavoro un contributo concreto all'accertamento della verità sulla notte del 13 gennaio. (Nel video la simulazione di Codacons)

IL TRIBUNALE ORDINA L'ESAME DEI VIDEO DI BORDO INEDITI (Ore 13,37)
Il tribunale ha ordinato una perizia per visionare inediti video di bordo della nave sequestrati dalla capitaneria di Livorno e custoditi agli atti delle indagini della procura: nessuno finora li ha visti, neanche gli investigatori. Il presidente Puliatti ha indicato la visione completa dalle ore 21.10 fino al termine delle immagini, riprese dalle telecamere di sorveglianza.

Le immagini sono nastri Vhs recuperati dalle telecamere di bordo. Secondo quanto emerge, si dovrebbero vedere varie fasi, sia la vita di bordo prima dell'urto, sia gli eventi seguenti all'impatto e poi nella gestione dell'emergenza e non è escluso che potrebbe ricavarsi cosa fecero Schettino e gli altri ufficiali nei movimenti di bordo, dove si spostarono e quando, per esempio, si organizzava l'evacuazione dei passeggeri. La perizia - per l'effettuazione di una copia forense dei video di bordo della Costa Concordia - inizierà il 2 ottobre con l'acquisizione formale dei materiali da parte del perito. Poi il collegio del tribunale ha stabilito che dopo 60 giorni si proceda al deposito in cancelleria (5 dicembre): quindi la perizia approderà in aula nell'udienza del 10 dicembre.

PERITI GIP, ULTIMA MANOVA VIRATA A DESTRA POI KO (Ore13)
L'ultima manovra eseguita dalla plancia della Costa Concordia fu una virata a destra che avvenne subito dopo l'urto contro gli scogli, manovra che fece evitare un secondo impatto contro il Giglio: poi i timoni rimasero definitivamente a dritta, all'angolazione massima di 35 gradi, dopodiché i ''timoni furono fermi'' e non più utilizzabili.

È quanto i periti del gip hanno chiarito in aula mentre si esaminava ancora il quesito dei giudici di Grosseto sul funzionamento del generatore di emergenza. In questa fase della discussione l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, coordinatore dei periti del gip, ha detto che ''dopo l'urto effettivamente l'ordine di mettere i timoni a dritta ha avuto l'effetto di allontanare la nave dall'isola'', ma questa manovra fu l'ultima possibile da parte di Schettino e non ce ne furono altri. Successivamente la nave perse la propulsione e gli impianti andarono ko: il generatore di emergenza non funzionò; i timoni e le pompe di sentina, collegati a questo impianto, non erano alimentati e si bloccarono.

safTuttavia, hanno fatto notare i periti, in ogni caso la superficie del timone in acqua sarebbe stata ''totalmente ininfluente'' considerato che il vento di maestrale stava causando un potente effetto vela sulla mole della nave. E le pompe di sentina non avrebbero comunque mai potuto buttare fuori acqua in modo sufficiente, rispetto alla massa d'acqua entrata dalla falla di quasi 60 metri. ''Un allagamento fuori letteratura'', ha commentato in un suo intervento, il pm Stefano Pizza.

Inoltre, hanno fatto capire i periti, fu proprio il vento, e lo scarroccio della nave alla deriva, hanno spiegato i periti, a portare la Costa Concordia nella collocazione attuale, non altre azioni, non possibili per le gravi avarie a bordo. La difesa di Schettino, con l'avvocato Domenico Pepe, ha chiesto ai periti ragguagli su più punti su quanto il mancato funzionamento del generatore di emergenza abbia avuto influenza, o meno, sugli apparati collegati. Tra le risposte c'è che funzionarono solo quelli alimentati da batterie di emergenza che, in continuità, poterono rimanere efficienti e durarono fino a esaurimento: tra questi le luci di emergenza di bordo. (Nella foto i due dispersi, Russel Rebello e Maria Grazia Trecarichi)

SCHETTINO È IMPUTATO, NON UN PERITO MASCHERATO (Ore 12,50)
L'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino non può interloquire nel processo, ''come se fosse un perito mascherato'', nella discussione molto tecnica delle parti con i periti del gip ''perché è l'imputato: il suo non è il ruolo di un consulente tecnico'' della difesa e peraltro non può appropriarsi della possibilità di poter dare dichiarazioni spontanee continue. Lo ha chiarito il presidente del tribunale Giovanni Puliatti rispondendo a una ''lamentela'' del difensore Domenico Pepe, che chiedeva perché fosse negato a Schettino di intervenire nella discussione.

Questo diritto gli ''è negato - ha spiegato il presidente Puliatti - perché l'imputato,essendo tale, non può assumere il ruolo di consulente tecnico'': Schettino può solo fare il suggeritore ai suoi difensori, ma non parlare in prima persona. Ieri Schettino era intervenuto due volte spiegando la fase dell'ordine non eseguito dal timoniere, ma poi al terzo tentativo di dire qualcosa su un'altra questione, il giudice Puliatti lo ha stoppato regolando il suo diritto a dare dichiarazioni spontanee a una fase successiva del processo,

e impedendo che Schettino lo possa fare punto per punto, cosa che invece è permessa, ovviamente, ai suoi avvocati. Stamani la questione è riemersa ed è stata chiarita di nuovo dal collegio. (Nel video l'intervento di Schettino nell'udienza del 23 settembre)

 

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