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Schettino chiede di risalire a bordo e attacca il timoniere. La procura generale impugna i patteggiamenti

Riparte il processo. La difesa del comandante, che per la prima volta ha preso la parola in aula, presenta

istanza al tribunale per una perizia sul funzionamento degli "apparati". I periti: "Ritardo nella manovra del timoniere, ma non determinante" - TUTTI GLI ARTICOLI SULL'INCHIESTA

GROSSETO. È ripreso il processo per il naufragio della Costa Concordia. L'udienza di lunedì è stata caratterizzata con una richiesta da parte della difesa: poter salire a bordo, ora che il relitto è stato rimesso in asse. Ma l'elemento nuovo è che la Procura generale ha impugnato i 5 patteggiamenti. La Procura, infatti, ha depositato sabato l'avviso del ricorso per Cassazione: il fascicolo dovrà adesso arrivare al Tribunale di Grosseto che lo invierà a sua volta alla Suprema Corte. Respinta, invece, un'istanza di alcune parti civili per sospendere il processo, che pertanto continuerà, come da calendario, martedì.

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ORE 17,54. Respinta l'istanza delle parti civili di sospedere il processo. Il tribunale di Grosseto ha respinto un'istanza di alcune parti civili per sospendere il processo sul disastro della Costa Concordia visto il ricorso in Cassazione del procuratore generale di Firenze sui patteggiamenti decisi dal gup di Grosseto per cinque coindagati di Francesco Schettino. Il processo pertanto continuerà, come da calendario, il 24 settembre. ''Il collegio - ha comunicato il presidente Giovanni Puliatti - rileva la difficoltà ostativa a qualsiasi riunione di questo procedimento con l'altro, anche perché si pregiudicherebbe la celerità di questo processo''. L'istanza per la sospensione era stata proposta dall'avvocato Massimiliano Gabrielli del pool di parte civile Giustizia per la Concordia, dopo aver appreso del ricorso in Cassazione del pg, anche affermando che comunque si tratterebbe di aspettare l'esito di una ''camera di consiglio di qualche mese''. Su questo punto la difesa di Schettino si è rimessa alla decisione del collegio, ''qualunque essa sia'', mentre altre parti civili si sono opposte così come l'avvocato Marco De Luca, legale di Costa Crociere, il quale ha evidenziato che sarebbe un problema ''insuperabile la riunione dei due procedimenti, poiché si trovano ormai in stato diverso, e ormai non è ammissibile una loro riunione''.

ORE 16,34. Parti civili, ricorso Pg è vittoria. ''Dopo aver raddrizzato la nave adesso si sta raddrizzando il processo''. Lo ha detto Daniele Bocciolini, uno dei legali delle parti civili durante la pausa dell'udienza sul naufragio della Costa Concordia. ''Questa è una grande vittoria - ha detto Bocciolini - Il processo sta diventando giusto, speriamo che il ricorso venga accolto così rientreranno anche altri responsabili della vicenda''. ''All'esito dell'esame dei periti - ha proseguito il legale - sono emerse numerose carenze e incoerenze che hanno evidenziato la necessità di allargare il campo dell'eventuale responsabilità anche alla Compagnia''. ''Adesso mi auguro che la Cassazione abbia la stessa celerità che ha avuto nel pronunciamento di Berlusconi'', ha detto invece Michelina Suriano, legale che assiste 5 naufraghi bolognesi.

ORE 15,38. Giustizia per la Concordia: ora stop al processo. L'avvocato Massimiliano Gabrielli, anche a nome dell'associazione Giustizia per la Concordia, ha chiesto al collegio di valutare l'opportunità di sospendere il processo Schettino a causa dell'impugnazione davanti alla Cassazione delle sentenze di patteggiamento dei 5 co-imputati. I giudici si sono ritirati anche per decidere sulla inversione consulenti-testimoni come sollecitato da alcuni difensori di parte civile

ORE 14,40. La procura generale impugna patteggiamenti. La Procura generale della Corte di appello di Firenze ha impugnato i patteggiamenti per i cinque imputati per le vicende connesse al naufragio della Costa Concordia. Ne dà notizia Giustizia per la Concordia, associazione di avvocati che rappresenta numerose parti e che aveva criticato aspramente la lieve entità delle pene; di recente aveva avuto un incontro con il procuratore generale proprio su questi temi. La Procura ha depositato sabato l'avviso del ricorso per Cassazione: il fascicolo dovrà adesso arrivare al Tribunale di Grosseto che lo invierà a sua volta in Cassazione. Le pene concordate tra accusa e difesa e ritenute congrue dal gup a luglio vanno da 1 anno e 6 mesi a 2 anni e 10 mesi e sono relative a imputazioni di omicidio colposo e lesioni colpose.  La condanna più alta per il capo dell'Unità di crisi di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, a 2 anni e 10 mesi. L'hotel director della Costa Concordia Manrico Giampedroni ha patteggiato 2 anni e 6 mesi. L'ufficiale in plancia Ciro Ambrosio ha avuto 1 anno e 11 mesi, l'altro ufficiale Silvia Coronica 1 anno e 6 mesi, il timoniere Jacob Rusli Bin 1 anno e 8 mesi. Adesso la partita si riapre. ll procuratore generale della Toscana, Tindari Baglione, ha affidato il procedimento al sostituto pg Adolfo Sgambaro. Il ricorso è per Cassazione: la data dell'udienza ancora non si conosce

ORE 14,36. Periti gip, in scatola nera no ordini dopo impatto. Dopo l'impatto contro gli scogli della Costa Concordia, "dall'esame del Vdr (la scatola nera, ndr) non risulta che siano stati dati ordini per correggere i timoni, che sono sempre stati virati a dritta con l'angolo massimo di 35  gradi. I timoni erano ingovernabili e non ci furono manovre alternative": così i periti del gip in aula rispondendo al quesito dei giudici sul generatore di emergenza. Schettino si è sempre difeso dicendo che aveva compiuto una manovra dopo l'impatto per avvicinare la nave al porto.

ORE 14. Periti gip: generatore d'emergenza non funzionò. 'Il generatore d'emergenza della
Costa Concordia non funzionò'' ma questa avaria ''non ha avuto influenza alcuna sull'evento. I timoni rimasero sempre a 35 gradi e la nave era comunque ingovernabile: non erano possibili manovre alternative'': lo ha detto il collegio dei periti del gip rispondendo al secondo quesito dei giudici di Grosseto riguardo al funzionamento dell'impianto di emergenza. Sempre secondo i periti il generatore è comunque ininfluente a dare propulsione alla nave e a determinare il movimento dell'elica. ''L'impatto sugli scogli ci sarebbe comunque stato, l'azione sul timone fu nulla'', hanno proseguito i periti che, confermando il non funzionamento del generatore d'emergenza dopo l'urto contro gli Scogli hanno, però, anche escluso che fossero possibili manovre d'emergenza. 'Non abbiamo riscontrato la causa dell'avaria'' al generatore d'emergenza della Costa Concordia, hanno anche detto i periti, ''abbiamo constatato che ci furono dei surriscaldamenti che causarono il blocco dell'impianto ma non ne abbiamo determinato la causa''. Ai periti del gip è anche risultato che ''le verifiche periodiche'' previste ''siano state fatte''.

ORE 12.41. Schettino, io volevo ridurre la velocità". Con l'effetto del timone a sinistra volevo far ridurre la velocità angolare della poppa, favorendo l'avanzo (della nave, ndr) rispetto alla rotazione'' davanti agli scogli. ''Ma il timoniere non eseguì correttamente l'ordine, mise il timone al contrario e urtammo'': lo ha detto Francesco Schettino ai giudici di Grosseto. Con l'ordine di virare a sinistra, ha detto Schettino in un seconda dichiarazione spontanea in aula, ''volevo ridurre la velocità angolare della poppa della Costa Concordia rispetto alla rotazione, ottenendo quindi una contro-rotazione, forse con un impatto più verso prua, certo con meno rotazione a destra. Addirittura se la nave si fosse fermata passava via liscia. Ma la manovra errata non lo permise''.ORE 11.44. Schettino prende parola in aula e accusa il timoniere. L'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è intervenuto per la prima volta in aula al processo che lo vede imputato per il naufragio al Giglio, accusando il timoniere indonesiano di non aver eseguito correttamente i suoi ordini. "Nel momento in cui ho chiesto al timoniere di mettere i timoni a sinistra, l'errore è stato di non farlo, in quel momento la nave aveva un'accelerazione a destra", ha detto Schettino.

ORE 11.09. Periti: timoniere tardò 13 secondi ma urto comunque. "Il timoniere ritardò la manovra di 13 secondi ma l'impatto ci sarebbe stato ugualmente'': così l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, a capo dei periti del gip che nel 2012 eseguirono l'incidente probatorio sulla Costa Concordia, ha anche risposto al primo dei tre quesiti posti in aula dai giudici di Grosseto alla ripresa, stamani, del processo che vede imputato Francesco Schettino. Il collegio ha proposto tre domande precise ai periti: quanto incise nel naufragio della Costa Concordia l'errore del timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin nell'esecuzione dell'ordine di Schettino vicino al Giglio; quanto incise l'avaria ai generatori di emergenza sugli altri apparati della nave (timoni, ecc.); come funzionarono le pompe di emergenza e le porte stagne.Il presidente Giovanni Puliatti ha specificato che non si tratta di ripercorrere l'intero incidente probatorio ma di avviare la discussione in aula tra le parti su questi punti.

ORE 11. Difesa Schettino: possibile la perizia a bordo. "Fare una perizia a bordo della Costa Concordia è ora possibile. Parti della nave sono venute a galla e ci si può cominciare a lavorare'': lo ha detto l'avvocato Francesco Pepe, della difesa di Francesco Schettino, rispetto alla richiesta di perizie aggiuntive già chieste al collegio del tribunale di Grosseto a luglio scorso prima della ripresa del processo stamani.  ''Già dalla fase istruttoria chiediamo di poter effettuare direttamente nostre perizie sulla nave - spiega Pepe - Potremo accertare la verità e capire quanto accaduto solo dopo una serie di nuove perizie su apparati come, per esempio, i generatori di emergenza, le porte stagne, il funzionamento

dei bracci delle scialuppe di salvataggio'' e altri. Sulla richiesta della difesa, prima di entrare in aula l'avvocato Marco De Luca di Costa Crociere: ''La perizia dell'incidente probatorio è stata esaustiva, vedremo che cosa deciderà il tribunale su questa nuova richiesta''.
 

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