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Schettino chiede il patteggiamento, la Procura dice no

Altri cinque imputati hanno chiesto di patteggiare e la Procura li ha ammessi. Proteste delle parti civili che sostengono che non sia stato fatto l'interesse delle vittime, bensì quello di Costa

 

Il comandante Francesco Schettino, tramite la sua difesa, ha chiesto di patteggiare ma la procura di Grosseto ha negato il suo consenso: è quanto è emerso dall'udienza preliminare sul naufragio della nave Costa Concordia. L'udienza è durata circa 5 ore ed è stata rinviata dal gup, Pietro Molino, al 16 maggio.

Anche gli altri 5 imputati hanno chiesto tutti il patteggiamento e la procura li ha ammessi. Si tratta di Silvia Coronica (1 anno e 6 mesi), Ciro Ambrosio (1 anno e 11 mesi), Jacob Rusli Bin (1 anno e 8 mesi), Roberto Ferrarini (2 anni e 10 mesi) e Manrico Giampedroni (2 anni e 6 mesi).

Le parti civili hanno protestato e hanno chiesto che la sospensione venga condizionata al risarcimento. In particolare i rappresentanti dell'associazione "Giustizia per la Concordia" (trenta studi legali in rappresentanza di 100 naufraghi) sono infuriati con la Procura in quanto ritengono che non sia stato fatto l'interesse delle vittime, bensì quello di Costa. I legali dell'associazione hanno chiesto il sequestro della nave Diadema, in costruzione a Marghera e hanno fatto sapere che informeranno le ambasciate di quanto sta succedendo e o alcune quote azionarie di Costa.

La difesa di Schettino ha proposto un patteggiamento con pena di 3 anni e 4 mesi. «Abbiamo chiesto anche noi il patteggiamento dopo che gli altri 5 imputati hanno formalizzato le loro richieste - ha riferito Francesco Pepe del collegio difensivo di Schettino - evidentemente ci sono due pesi e due misure, Schettino a questo punto rischia di essere l'unico processato. Aspettiamo la decisione del gup».

La difesa del comandante della Costa Concordia ha chiesto anche al giudice la soppressione dalla richiesta di rinvio a giudizio delle espressioni ritenute diffamatorie nei confronti del comandante. L’avvocato Pepe ritiene che varie espressioni comportino un’impropria anticipazione del giudizio nei confronti di Schettino, specie quando viene indicato come "Spaccone gaudente” e “criminale”.

«Le 5 richieste di patteggiamento a cui abbiamo dato parere favorevole sono sicura conferma della bontà dell'impianto accusatorio di questa Procura raggiunto

attraverso un lavoro complesso fatto con
difficili accertamenti». Lo ha detto il procuratore di Grosseto Francesco Verusio. «Ha chiesto di patteggiare anche Schettino ma la pena proposta era ridicola, mi ha fatto sorridere, e comunque non se ne parla proprio», ha concluso Verusio.

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