Studenti al nero, tagliato l’affitto

Pisa, i tre giovani denunciano la locazione illegale. Il canone ridotto da 650 a 190 euro al mese

    PISA. Tre studenti universitari pisani hanno denunciato di pagare l’affitto al nero e come premio hanno avuto la riduzione del canone da 650 euro al mese in soli 190, grazie al decreto legislativo 23/2011 che è entrato in vigore il 7 giugno dell’anno scorso che prevede un forte incentivo all’emersione dell’evasione: tariffe bloccate per otto anni al triplo della rendita catastale dell’immobile, molto più bassa dei valori di mercato.

    Sono state tante le campagne di informazione e sensibilizzazione, partite la scorsa estate, per spingere alla regolarizzazione degli affitti, un fenomeno molto sentito a Pisa come nelle altre città universitarie, dove in molti8 hanno la brutta abitudine di affittare a prezzi alti agli studenti e in più di non pagarci nemmeno le tasse sopra, contando su una richiesta inesauribile di alloggi d aparte dei 50mila giovani iscritti all’ateneo pisano. Una cosa che trac l’altro ha messo in difficoltà anche le famiglie “normali” che cercano appartamenti interi e non solo stanze. I tre ragazzi in questione vanno considerati come dei “pionieri” dell’applicazione pratica del decreto: avevano stipulato un contratto sulla fiducia, cioè a voce, con il locatore. Ma pagavano con bonifici bancari la quota mensile: e, con quella prova inoppugnabile si sono rivolti all’Unione inquilini: l’avvocato Claudio Lazzeri li ha seguiti e ha consigliato loro di portare tutte le carte all’Agenzia delle Entrate, dove in una sola mattina il contratto è stato registrato, sono stati pagati gli arretrati delle tasse dovute ed è stato calcolato il nuovo canone.

    I tre studenti vivono in una dimora che per il Catasto rende 760 euro: se si moltiplica per tre si ottiene il canone sanzionatorio annuo di 2.280 euro, che è la base del nuovo contratto stipulato con la formula del «4 + 4 anni». La “sanzione” è per il proprietario, visto che ora si dovrà accontentare di 190 euro al mese, su cui c’è da pagare anche le tasse.

    Infatti, una volta accertata la violazione, la legge prevede la registrazione unilaterale del contratto: non serve la firma del padrone di casa. Si infrange la norma non solo con l’evasione totale, ma anche quando una parte dell’affitto è dichiarata e un’altra si paga sottobanco.

    E’ chiaro che però servono adeguate pezze d’appoggio, come hanno potuto fornire i tre studenti. Sta di fatto che, dopo che si è sparsa la voce di quanto era accaduto, molti locatori hanno preferito regolarizzare i contratti.

    03 febbraio 2012

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