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C’è il Surrealismo nell’autunno a Pisa

Presentata in anteprima l’esposizione di Palazzo Blu: da Magritte a Duchamp, Giacometti, Dalì...

PISA. Dici 1929 e pensi alla grande crisi economica, al crollo di Wall Street, ai suicidi, alla disperazione, alla povertà, al mondo che si incammina a grandi passi verso il buio di una seconda e ancora più terribile guerra mondiale. Eppure non è solo così, il 1929 è stato anche altro. Anno nero per tantissimi aspetti, fa notare lo storico dell’arte Didier Ottinger, direttore del Centre Pompidou a Parigi, quei dodici mesi sono stati, almeno in Europa, cruciali per l’arte: «il big bang del Surrealismo». Ed è proprio attorno a questo anno cruciale che si articola la nuova mostra curata dal direttore del Centre Pompidou per l’autunno 2018 del Palazzo Blu di Pisa. Mostra presentata ieri in anteprima a Roma

Intitolata “Da Magritte a Duchamp. 1929, il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou” la nuova rassegna della fondazione pisana (dall’11 ottobre fino al 17 febbraio 2019) si articola in un percorso di 90 opere, dall’iconica Gioconda baffuta di Duchamp agli scatti in bianco e nero di Man Ray, tutte provenienti dall’enorme collezione del museo parigino.

Dopo la grande mostra dedicata al rapporto tra il Surrealismo e l’oggetto, che fu un grande successo nel 2014 del centro parigino, la rassegna di Palazzo Blu, sottolinea Ottinger, si concentra su un tema «fino ad oggi mai esplorato, che ha appassionato i grandi esperti mondiali del surrealismo». Per il movimento di avanguardia che vide militare nelle sue file tutti i più grandi artisti da André Breton a Picasso, da Buñuel a Tristan Tzara, «il 1929 è stato un anno eccezionale, esplosivo e implosivo insieme, quello in cui i suoi più grandi esponenti hanno prodotto le loro opere più importanti» . È l’anno, come ricorda Ottinger, in cui Dalì arriva a Parigi poco dopo Magritte e in cui il movimento entra in contatto con Giacometti; è in questi mesi che Calder produce le sue splendide sculture in filo di ferro e Max Ernst torna alla tecnica del collage. Senza dimenticare i grandi fotograf i. Pittura, scultura, fotografia, letteratura, cinema: il surrealismo raccontato dal Centre Pompidou a Palazzo Blu tocca tutte le arti, ricostruisce incontri e scontri, il magma di idee e di creatività che rimarrà a caratterizzare quel periodo cruciale. «Un percorso eterogeneo e multimediale pensato anche per un pubblico giovane come quello di Pisa, che è prima di tutto una città universitaria» fa notare il presidente della Fondazione di Palazzo Blu, Cosimo Bracci Torsi. E che a dispetto dei limiti fisici della sede (Palazzo Blu non può accogliere più di duemila persone al giorno) punta a superare le 100mila presenze.

Dalla proiezione di rarità

come “Un chien andalou” (il primo film surrealista ideato da Salvador Dalì con Louis Buñuel) ai capolavori come “Le double secret” di Magritte, le sculture di Giacometti, le maschere di Calder, i motivi per un viaggio d’autunno a Pisa ci sono tutti.

Silvia Lambertucci

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