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Arte e vita tumultuosa, Caravaggio è un film

MILANO. Il titolo di questa nuova produzione di Sky Arte (con Magnitudo e la distribuzione Nexo Digital) dedicata a Michelangelo Merisi detto Caravaggio illustra bene il contenuto della pellicola...

MILANO. Il titolo di questa nuova produzione di Sky Arte (con Magnitudo e la distribuzione Nexo Digital) dedicata a Michelangelo Merisi detto Caravaggio illustra bene il contenuto della pellicola nelle sale da lunedì a mercoledì prossimi (19-21 febbraio) e in seguito in tv. “Caravaggio - L’anima e il sangue” è un viaggio nell’arte e nella vita del pittore nato nel 1571 e morto nel 1610: vita e arte che si caratterizzano per intensità, drammaticità e fatti di sangue e morte.

Caravaggio (che prende lo pseudonimo dal paese di origine dei genitori nella Bergamasca) ha avuto una vita travagliata, intensa e burrascosa. Il suo nome è dentro i libri di storia dell’arte ma anche nei verbali dei tribunali e per lungo tempo ha risuonato nelle osterie tra vino e giochi d’azzardo. Il film racconta in parallelo questi due aspetti, in particolare quanto la sua arte è intrisa delle sue paure e delle sue vicissitudini. Un animo inquieto, un artista che nei secoli successivi si sarebbe detto tormentato tra arte e passione per la vita stessa.

Il correre del tempo è scandito dalle sue opere, sono 35 quelle analizzate per l’occasione. Nei 90 minuti della pellicola, il regista indugia molto sui dettagli; grazie all’altissimo livello tecnologico della registrazione 8K è possibile vedere fin nei minimi dettagli i dipinti del Caravaggio, guardarli come con una lente d’ingrandimento che porta quasi sino alle fibre della tela. Ugualmente nel raccontare la vita del pittore, il regista usa campi molto stretti, si sofferma e indugia sui dettagli di un’immagine, dando anche alla parte cronachistica e storica una veste artistica, poetica e sofferente. A raccontare fatti e immagini c’è la voce di Emanuele Marigliano, mentre l’io interiore di Caravaggio è affidato all’interpretazione di Manuel Agnelli che ben calca l’accento sulla sofferenza e sulla drammaticità della mente del Merisi. «Il maledetto è uno che recita un ruolo – dice Manuel Agnelli – Anche Marilyn Manson è solo un commediante. Caravaggio, invece, penso avesse un atteggiamento sincero, istintivo nei confronti dell’arte. Era la sua visione a tutti i costi, anche a rischio della vita».

“Caravaggio - L’anima e il sangue” vive sull’intreccio di una doppia narrazione e lo fa con grande intensità attraverso le parole scritte da Caravaggio o attraverso le preziose osservazioni e analisi delle opere a cura del critico d’arte Claudio Strinati, esperto

di Caravaggio e consulente scientifico del film. Oltre ai suoi interventi ci sono quelli di Mina Gregori, presidente Fondazione Roberto Longhi di Firenze e Rossella Vodret, curatrice della mostra milanese “Dentro Caravaggio” conclusasi nei giorni scorsi.

Luca Trambusti

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