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Addio a Giuseppe Galasso storico e ambientalista

Aveva 88 anni. Come docente e studioso aveva seguito la lezione di Croce Al Governo dal 1983 al ‘91, porta il suo nome una legge per la tutela del territorio

NAPOLI. Coltissimo, curiosissimo e di grande umanità, Giuseppe Galasso, morto ieri a 88 anni, è stato uno storico di statura europea, ma anche un autentico meridionalista, sempre lontano dal vittimismo, e un appassionato difensore dell’ambiente in tempi in cui non era diffusa questa sensibilità.

Della storia diceva che «è la struttura portante della coscienza europea e del suo poter proiettarsi verso il futuro». La protezione del territorio e del patrimonio artistico era riuscito a farla diventare un provvedimento organico di tutela del paesaggio, la legge Galasso, approvata nel 1985, quando era sottosegretario ai Beni Culturali. «Ha posto la sua intelligenza a servizio dello sviluppo del Paese, coniugando con sapienza l’elaborazione di un meridionalismo moderno con l’ideale europeo» come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nato a Napoli il 19 novembre 1929, Galasso è stato attivo fino all’ultimo. Dopo aver insegnato in alcune delle più importanti università italiane, era docente di storia moderna all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli dove nel 2012 gli venne consegnata la laurea magistrale honoris causa in Conservazione e restauro dei beni culturali. E oggi avrebbe dovuto presentare a Napoli la “Storia mondiale dell’Italia” (Laterza) a cura di Andrea Giardina.

Galasso è stato deputato, eletto nelle liste del Partito repubblicano e sottosegretario, dal 1983 all’87 durante il governo Craxi, del ministero dei Beni Culturali, e dall’88 al’91 durante il governo De Mita per l’Intervento straordinario nel Mezzogiorno. È stato anche consigliere comunale e sindaco di Napoli, e dal 1978 all’83 presidente della Biennale di Venezia. Fedele alla lezione di Benedetto Croce, al quale aveva dedicato “Croce e lo spirito del suo tempo” e di cui aveva curato la riedizione delle opere per Adelphi, è stato autore di moltissimi libri e saggi tra cui la fondamentale “Storia del Regno di Napoli” in sei volumi, la “Storia d’Europa” in tre volumi, “La tutela del paesaggio in Italia” fino all’ultimo volume uscito per Laterza nel 2017, “Storia della storiografia italiana”.

Come sottolineano Alessandro e Giuseppe Laterza, ricordando lo speciale rapporto di Galasso con la casa editrice con cui iniziò a collaborare

nel 1959: «La sua ricerca non si è mai limitata alla semplice erudizione o al gusto aneddotico, ma, al contrario, è sempre stata parte di una battaglia etico-politica che lo ha visto protagonista anche in Parlamento e al governo del Paese».

Mauretta Capuano

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