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 «C’è un'offerta di lavoro», ma solo per tre giorni - Video

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Volterra, l’unica offerta per il disoccupato 46enne. «In 4 mesi di ricerca, solo una proposta da un’agenzia privata. Nessuna possibilità tramite il centro per l'impiego»

Claudio, disoccupato dopo 5 anni: "Mi hanno offerto un lavoro di una settimana" Claudio De Giulli, 46 anni, disoccupato: "Dopo 5 anni ho perso il lavoro e in 4 mesi l'unica offerta è stata di pochi giorni. Mi sono iscritto al centro impiego a Volterra, ma non è venuto fuori niente di niente. Non cerco la luna, vorrei solo lavorare". De Giulli prende 600 euro al mese di disoccupazione, ma l'assegno sta per scadere: "O mangio o pago l'affitto". L'appello: "Aiutatemi a trovare un lavoro" (Intervista di Lara Loreti, video Erika Fossi) L'articolo

VOLTERRA. «Un lavoro di una settimana, che poi sono diventati tre giorni, a 150 euro come operaio per fare traslochi. Paga da cui una buona parte sarebbe stata decurtata dall’agenzia interinale per la mediazione. E avrei pure dovuto rinunciare all’assegno di disoccupazione. Non me la sono sentita di accettare. In 4 mesi è l’unica offerta che mi è arrivata, da un’agenzia privata di lavoro. Dal centro per l’impiego, niente».

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Claudio De Giulli ha 46 anni: livornese residente a Volterra, da settembre è disoccupato. E da allora è iniziato il suo peregrinare tra il centro per l’impiego volterrano, le agenzie del lavoro del territorio e varie aziende di privati a cui portare curriculum. Un percorso disseminato di ostacoli e incertezze. Una giungla in cui destreggiarsi fra contratti a chiamata, lavori di pochi giorni, attività a tempo pieno mascherate da stage, finti tirocini. Apprendistati in cui si pretende il massimo senza insegnare nulla. E chi più ne ha più ne metta. Lavorare gratis o quasi è diventata la regola. E le segnalazioni agli sportelli sindacali fioccano.

Come evidenzia Luana Del Bino della Cgil, al livello regionale le vertenze trattate nel 2017 sono state 17. 625; oltre 1.500 nella città metropolitana fiorentina. E i settori più colpiti sono turismo, terziario, logistica e trasporti. «Alla fine, però, in pochi vanno fino in fondo con le cause: i lavoratori, soprattutto i più giovani, hanno paura», dice Margherita Bernardi, della Camera del lavoro della Cgil della città metropolitana di Firenze. E il compromesso è diventata la quotidianità. «Mi ritrovo a 46 anni con neanche 5 euro in tasca per le sigarette e/o il caffè: così mi tolgono la dignità», dice De Giulli.

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Lui, batterista per passione, alla crisi risponde dedicando il suo tempo libero alla musica. «Abito a Volterra, ma due volte a settimane torno a “casa” a fare le prove con la mia cover band di Renato Zero. È l’unica cosa che mi fa sentire bene». De Giulli lavorava in un hotel a Volterra: «Ci sono rimasto per circa 4 anni, poi lo scorso settembre non mi hanno rinnovato il contratto per la crisi. E così mi sono ritrovato in mezzo alla strada: alla mia età è davvero dura riprendere in mano la propria vita, reinventarsi da zero. Sono andato al centro per l’impiego di Volterra per fare le carte per la disoccupazione e per cercare un altro lavoro, ma il centro è utile solo per la parte burocratica». Claudio inizia a chiedere in giro e a portare il curriculum in aziende, bar e ristoranti. «In questi mesi le ho provate tutte, ma non è venuto fuori nulla, o per lo meno niente di serio – nota il batterista – Sono stato al colloquio al centro per l’impiego, mi hanno chiesto dati e documenti, io consegnato tutto. Loro mi hanno detto di risentirci, ma poi nel concreto, nulla di fatto».

Claudio De Giulli, 46 anni
Claudio De Giulli, 46 anni

De Giulli continua la sua ricerca finché non si imbatte in un conoscente che gli consiglia di rivolgersi a un’agenzia del lavoro privata. «Vedrai, lì qualcosa trovi», gli dice l’amico. Da perdere Claudio non ha nulla. E allora perché non tentare. Dopo poco lo chiamano. «Si sono fatti vivi per propormi un lavoro in una ditta di traslochi – racconta il 46enne – Lì per lì ho pensato, perché no. Ma poi ho capito dove era la fregatura: gli serviva una persona per tre giorni a 100 euro. E io dovrei rinunciare alla disoccupazione per poche ore di attività e poi punto e a capo? Il problema è che il mondo del lavoro è diventato un imbroglio continuo e devi stare attento a non cadere nelle trappole». De Giulli è divorziato e non ha figli: «I problemi sul lavoro hanno influenzato la mia vita privata. Prima dell’hotel, facevo il pescivendolo, ma l’attività dopo varie vicissitudini ha chiuso. Da lì è iniziata la parabola che mi ha portato al trasferimento a Volterra e ora a peregrinare in attesa di una parvenza di stabilità. E dal 1° aprile non avrò più la disoccupazione. Così non ce la faccio».
 

 

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