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Per mio figlio sono riuscito a far sentire la musica ai sordi

La pedana sensoriale messa a punto dal lucchese Alfredo Di Gino Puccetti utilizza le vibrazioni dei suoni per arrivare ai centri nervosi emozionali  

LUCCA. Come spesso accade, tutto è iniziato da un bisogno. Alfredo Di Gino Puccetti, lucchese, 47 anni, ha avuto tre figli. Il maggiore è nato sordo. Sordo profondo. «Non sente nulla», dice il padre per chiarire la situazione in cui si è trovato e che lo ha spinto a inventare e brevettare la “pedana sensoriale” che ha spalancato le porte del mondo dei suoni al ragazzino e che ora si sta rivelando utile nelle terapie per tante altre situazioni.

«Volevo metterlo in contatto con il mondo che allora non poteva cogliere, fargli sentire la mia voce, quella della mamma, quella dei suoi fratelli. Volevo che capisse che lui stesso ha una voce». Anni di lavoro, ma poi, grazie alle conoscenze acquisite negli studi come perito elettronico, ci è riuscito. Di Gino Puccetti è partito dall’analisi di pedane già esistenti, che avevano però il problema di lavorare in combinazione con dei subwoofer posti sotto della struttura che sfruttavano la pressione dell’aria che si veniva a creare per produrre vibrazioni: «il livello del suono trasmesso era tale che chi non era sordo lo diventava», racconta sorridendo pensando a quella fase. «Davano un messaggio distorto, la loro era una vibrazione sporca di fondo proprio per l’uso degli amplificatori».

Poi, siamo nel 2015, è arrivato alla sua pedana sensoriale, che funziona con un sistema di trasduzione, ovvero trasforma il suono in vibrazioni e suoni. La vibrazione si forma sulla superficie della pedana – che è in legno, materiale che trasmette molto bene le vibrazioni – per cui chi è sulla pedana vibra insieme ad essa. E la vibrazione arriva ai centri emozionali molto rapidamente. «Nel caso dei sordi – continua Di Gino Puccetti – è utile anche per le attività di logopedia, perché i non udenti possono parlare in un microfono e poi riascoltarsi, capendo se stanno urlando o bisbigliando. Possono dare il giusto ritmo alle proprie parole ascoltando le vibrazioni».

Da quando suo figlio ha potuto finalmente essere partecipe dei cartoni animati che guardava in televisione – «con lo stupore dipinto sul viso quando poteva cogliere l’effetto di una porta che sbatteva, o di una musica che introduceva una situazione di suspense, imparando anche a cantare» – Alfredo Di Gino Puccetti di strada ne ha fatta tanta. Ha abbandonato il lavoro di rappresentante nel settore del caffè, che era stata la sua attività primaria, e si è dedicato completamente alla produzione delle pedane che vengono utilizzate – collegate a un amplificatore ed a un tablet o ad uno smartphone – in modi vari, anche per chi ha altri tipi di disabilità, per tetraplegici e paraplegici, e molti altri aspetti della psicomotricità.

«La pedana sensoriale – dice – si sta rivelando utilissima anche nelle attività con bambini autistici e in quelle di rilassamento e ascolto corporeo, nella musicoterapia, nella danzaterapia, ma anche nella meditazione, dipende solo dal messaggio che si vuole mandare e da come viene utilizzata la pedana». Per capire quali sono le infinite possibilità offerte dallo strumento, Di Gino Puccetti ama fare questo esempio: «se la pedana sensoriale è collegata a un proiettore che mostra le immagini dello sciabordio delle onde, le vibrazioni riproducono il suono e il movimento del mare. La sensazione, quindi, è quella di essere sdraiati sulla sabbia con l’acqua che scorre sotto al corpo. Allo stesso modo si può “sentire” il crepitio del fuoco o il fragore della pioggia».

Tre pedane realizzate da Di Gino Puccetti l’anno scorso hanno permesso ad altrettanti ragazzi lucchesi non udenti di esibirsi durante la trasmissione “Tu sì que vales” interpretando nel linguaggio dei segni la canzone di Nek “Fatti avanti amore”. E una di loro è poi salita anche sul palcoscenico della serata dedicata ai talenti lucchesi nell’ambito del Summer Festival.

Le pedane sensoriali ora sono in uso in vari istituti e associazioni, una è stata consegnata proprio ieri all’Istituto nazionale per sordi a Roma. E giovedì e venerdì prossimi la pedana che è stata acquistata
dalla Fondazione Bml di Lucca sarà presente durante i concerti del Cluster Music Festival dedicato a compositori contemporanei. Chiunque potrà provare l’esperienza di “sentire” il concerto attraverso le vibrazioni trasmesse sulla sua superficie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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