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Le canzoni di Battisti rischiano di andare all’asta fallimentare

È l’effetto della battaglia legale fra Mogol e gli eredi di Lucio Ora il figlio del cantautore punta a riacquisire tutti i diritti

MILANO. La vertenza legale tra Mogol e la vedova di Lucio Battisti si protrae da parecchi anni. Nel 2012 Giulio “Mogol” Repetti intentò causa alla società “Acqua Azzurra srl” di cui Grazia Letizia Veronese (la vedova Battisti) è amministratore unico e socia di maggioranza (Mogol ne detiene il 9 per cento) accusandola di porre un veto su ogni iniziativa promozionale e di diffusione delle opere firmate Mogol-Battisti gestite dalla società stessa, provocando, secondo i legali del paroliere, una perdita presunta di 8 milioni di euro.

Nel luglio del 2016 il tribunale civile di Milano ha decretato la società «inadempiente ai contratti di edizione conclusi» condannandola al pagamento di 2,6 milioni di euro a Mogol. A questa prima sentenza la Veronese ha fatto ricorso ma, nell’attesa di un ulteriore verdetto, Mogol ha richiesto il pignoramento dei beni della società, bloccandone le disponibilità liquide del conto corrente (per un totale di 1,2 milioni di euro) e tutti i crediti derivanti dai diritti Siae. Questa situazione finanziaria ha determinato la messa in liquidazione della “Acqua Azzurra edizioni” e la messa all’asta da parte dei liquidatori del catalogo detenuto, ovvero le composizioni firmate Mogol-Battisti, brani tra i più importanti, conosciuti e significativi della musica leggera italiana. Catalogo che fa gola a molti editori musicali che potrebbero avere congrui guadagni dallo sfruttamento delle opere stesse.

Ora però è entrato in gioco Luca Battisti, il figlio del musicista, che difendendo il lavoro paterno ha dichiarato: «le opere musicali di mio padre non meritano di finire all’asta», ha diffidato i liquidatori nel procedere e ha aperto una pratica legale. «La legge sul diritto d’autore – spiega Simone Veneziano, legale di Luca Battisti – prevede che nelle composizioni musicali con parole l’esercizio dei diritti di utilizzazione economica spetti all’autore della parte musicale. Nelle opere musicali frutto del sodalizio artistico tra Mogol e Lucio Battisti l’esercizio dei diritti di utilizzazione economica spetta dunque a Lucio Battisti e ai suoi eredi. Ne discende che, in caso di accoglimento della domanda giudiziale di Luca Battisti di risoluzione dei contratti di edizione musicale sottoscritti da Mogol e Lucio Battisti per inadempimento della Edizioni Acqua Azzurra (accoglimento da ritenersi altamente probabile, essendo già stato accertato dal Tribunale di Milano) la gestione delle opere musicali di Lucio Battisti tornerebbe saldamente nelle mani dei suoi eredi».

Un nuovo tassello dunque in una lunga diatriba legale che non fa certo bene al lavoro ed al genio dei due artisti, anche se in ballo ci sono milioni di euro. Tutto questo mentre il cofanetto “Masters” recentemente
pubblicato vola alto in classifica dimostrando quale sia ancora adesso l’interesse verso le opere firmate Mogol-Battisti che forse meriterebbero di essere seguite in altro modo: per il loro valore artistico più che legale e prettamente economico.

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