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Da “ciaone” a Brexit più di 1.500 neologismi nel nuovo Devoto Oli

Presentata l’edizione dei 50 anni del noto vocabolario Spazio ai linguaggi social e rubriche per salvare l’italiano

MILANO. Dal referendum sulle trivelle al Devoto Oli, passando per twitter. Difficile che Ernesto Carbone avesse previsto tutto questo, e men che meno sua figlia che gli ha insegnato l’ormai molto utilizzato ciaone quando scrisse un tweet sul mancato quorum alla consultazione sulle perforazioni sottomarine alla ricerca di fonti energetiche dell’aprile del 2016. Il deputato del Pd è stato il primo a usarlo in un social network e la caratteristica principale della nuova edizione del vocabolario edito da Le Monnier è proprio l’attenzione alla contemporaneità del linguaggio: ecco perché ciaone è uno dei 1.500 neologismi contenuti nell’opera concepita da Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli che compie 50 anni e arriva in libreria in una versione fortemente rinnovata nella grafica e nei contenuti.

Il mancato raggiungimento del quorum non era una fake new, un altro dei nuovi termini entrati fra le settantamila voci e 250.000 definizioni della versione cartacea del nuovo Devoto Oli presentato a Milano che, sempre a proposito di referendum, non poteva ignorare il termine Brexit.

Post truth è stata invece la parola dell’anno scelta dall’Oxford Dictionary nel 2016 e post verità è uno dei nuovi lemmi di un vocabolario come il DEvoto Oli che pesca dall’inglese e dal linguaggio dei social media nuovi termini come webete, home restaurant e food porn.

Sono state semplificate le voci che sono in parte state riscritte «in maniera moderna e universalmente comprensibile» con l’obiettivo solo apparentemente contraddittorio di cercare di rendere più ampio e complesso il lessico degli utenti, a partire dai più giovani. Non c’è quindi nel Devoto Oli nessuna demonizzazione dei social network e delle parole che spesso solo su quelle piattaforme vengono usate, quanto piuttosto il tentativo di modificare l’uso distorto della lingua che sfocia nell’hate speech che tanti danni provoca in rete ed evitare «l’appiattimento generale di un linguaggio che invece deve restare alto in certi contesti» come ha spiegato Luca Serianni, coautore dell’opera assieme a Maurizio Trifone.

Anche per questo sono state create tre nuove rubriche: “Per dirlo in italiano” che aiuta a trovare alternative alle parole inglesi superflue e difficili da capire; “Parole minate” che aiuta a scrivere e parlare evitando gli errori più diffusi; e “Questioni di stile” rubrica che offre suggerimenti concreti
per esprimersi in maniera appropriata rispetto al contesto e alla situazione. E grande attenzione è stata data alla versione digitale del vocabolarioche propone 40.000 lemmi e 50.000 definizioni in più rispetto a quelli contenuti nelle 2.560 pagine della versione cartacea.



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