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Eccoli finalmente: gli ibis eremita atterrano a Orbetello - Video

Conclusa con successo la migrazione guidata da ultraleggeri. Da Grosseto alla Laguna tappa in auto a causa del vento

La migrazione guidata degli ibis: un'operazione dove non mancano gli intoppi... Con l’arrivo all’Oasi Wwf di Orbetello si è conclusa con successo la quarta migrazione guidata dall’uomo degli ibis eremita dalla Germania alla Toscana, partita dal Lago di Costanza il 14 agosto

ORBETELLO. Eccoli, finalmente. Con l’arrivo all’Oasi Wwf di Orbetello si è conclusa con successo la quarta migrazione guidata dall’uomo degli ibis eremita dalla Germania alla Toscana, partita dal Lago di Costanza il 14 agosto.

Dei 31 giovani ibis protagonisti della migrazione, ne sono giunti felicemente a destinazione 29. Due hanno avuto problemi che hanno interrotto il loro viaggio. Gli ibis del progetto di reintroduzione in natura “Reason for hope” hanno percorso una rotta di circa mille chilometri: un lungo viaggio con tappe frequenti «perché – come spiega il biologo austriaco Johannes Fritz, direttore del progetto – gli ibis hanno bisogno di molte soste per ricaricare le energie dopo i lunghi voli, e la migrazione guidata rispetta tutte le caratteristiche di quella naturale». Dalla Baviera alla Laguna di Orbetello con voli in cui gli ibis hanno seguito i due ultraleggeri che indicavano la rotta. Su ognuno dei velivoli si trovava una delle loro “mamme adottive” che li hanno seguiti sino da quando erano dei pulcini. Per gli ibis eremita Anna e Corinna sono un punto di riferimento e i loro richiami al megafono li hanno rassicurati durante tutta la durata dei voli.

Non sono mancati i momenti di preoccupazione. Il primo è arrivato nel tratto tra l’Austria e l’Alto Adige quando un’aquila ha attaccato lo stormo in volo. Grande spavento per tutta la formazione che in quel momento si trovava 1.700 metri d’altezza, ma con un atterraggio d’emergenza tutto si è risolto per il meglio. La sosta sul Delta del Po, invece, è piaciuta in modo particolare, tanto che uno degli ibis, Kopernikus, ha interrotto il volo verso la Toscana ed è tornato lì. Una delle persone che seguono la migrazione da terra con van attrezzati è dovuta tornare indietro a riprendere il discolo. “Mamma” Corinna poi si è dovuta mettere al volante per recuperarne altri 9 nella zona di Faenza. Fortunatamente il GPS di cui è dotato ognuno degli ibis permette di poterli sempre rintracciare.

Anche l’ultima tappa con partenza da Borgo San Lorenzo, ha avuto un intoppo. Nei pressi di Grosseto è stato necessario un altro atterraggio d’emergenza perché il forte vento in quota non permetteva più il volo degli ultraleggeri in sicurezza. Tutti gli ibis sono stati caricati sui furgoni del team e sono giunti a destinazione su ruote anziché ad ali spiegate. E da oggi il testimone passa a Angela Travali, la “zia” italiana che quotidianamente si occuperà di loro.


 

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