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Telemarketing selvaggio, la Toscana chiede la legge allo Stato

Telemarketing selvaggio, la Toscana chiede la legge allo Stato

Il consiglio regionale approva all'unanimità la mozione per estendere la tutela a tutti i numeri fissi e mobili: il documento ispirato dalla campagna del Tirreno

FIRENZE.  Basta con il telemarketing selvaggio. Il Parlamento approvi in fretta la legge per difendere gli abbonati dalle chiamate commerciali indesiderate. L'invito è del consiglio della Regione Toscana allo Stato. L'assemblea, in apertura di seduta, mercoledì 18 giugno approva all'unanimità una mozione del consigliere Pd Antonio Mazzeo ispirata dalla campagna de Il Tirreno contro il telemarketing aggressivo , come ribadito nelle premesse del documento.

IL PARLAMENTO SI SBRIGHI

La Giunta toscana - recita la mozione . si impegni ad "attivarsi, nei confronti del Parlamento e in ogni sede utile, anche mediante specifiche azioni di sensibilizzazione, affinché si possa arrivare in tempi celeri alla modifica della normativa nazionale vigente ai fini di una maggior tutela dei cittadini dalle chiamate telefoniche promozionali indesiderate, a partire dal rafforzamento e dall'ampliamento delle condizioni di tutela offerte dal Registro pubblico delle opposizioni".  In particolare la Toscana chiede al Parlamento di consentire l'iscrizione al Registro delle Opposizioni di tutte le numerazioni assegnate in Italia (circa 117 milioni) e non solo dei numeri fissi pubblicati negli elenchi telefonici (circa 7 milioni) come avviene oggi.  E chiede anche che l'iscrizione al Registro delle Opposizioni comporti la cancellazione dei consensi dati in precedenza dagli utenti a qualunque compagnia/società all'utilizzo del proprio numero per scopi commerciali o promozionali. 

Queste richieste - precisa la mozione sottoscritta da una decina di consiglieri del gruppo Pd, compreso il capogruppo Leonardo Marras e la vicepresidente del consiglio regionale Lucia De Robertis - ricalcano esattamente gli obiettivi della campagna de Il Tirreno, come ricorda Mazzeo nella premessa della mozione: "La campagna del Tirreno, con una petizione rivolta al Parlamento che ha raccolto a oggi oltre 118mila fime, chiede di intrventire per avere un Registro unico delle opposizioni sia per i numeri fissi che mobili, per prevedere la revoca universale del consenso a ricevere telefonate commerciali (dal momento dell'iscrizione al Registro) e  l'istituzione della responsabilità condivisa fra call center e committente delle chiamate in caso di mancato rispetto della volontà dell'abbonato a non ricevere telefonate commerciali".

SIAMO ALLA MOLESTIA

Tutti in aula concordano con questa visione del fenomeno. Tanto che in sede di dichiarazione di voto la consigliera della Lega Nord Elisa Montemagni   afferma che “molestare non è più telemarketing. Le categorie più a rischio sono quelle più deboli. La mozione è giusta e investe problematiche che necessitano di una modifica normativa a livello nazionale”. E Tommaso Fattori (Sì – Toscana a sinistra)  conferma il voto a favore del gruppo, definendo la mozione “molto importante. Le molestie telefoniche si stanno universalizzando. Occorre intervenire”.

Il testo è stato emendato  su proposta del capogruppo di M5S Giacomo Giannarelli per inserire, nella ricerca di una maggior tutela dei cittadini, anche chiamate telefoniche "provenienti da partiti politici" e "sms di analoga provenienza".

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