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Ecco le cinque gelaterie toscane con il top dei voti

Cinque gli artigiani al top in Italia secondo il Gambero Rosso. Ma la fantasia e l’innovazione si fanno strada dappertutto

I carrettini descritti da Lucio Battisti in “Giardini di marzo” sono quasi scomparsi, intanto però in Italia le gelaterie artigiane hanno raggiunto quota 35.000. Un'enormità dove purtroppo si trova di tutto: dai veri artigiani ai mescolatori di basi industriali già pronte. Si diventa gelatai (detto alla toscana, in Italia è ormai passato il termine gelatieri) per vocazione ma anche, in molti casi, per disperazione. Espulsi dal lavoro in molti pensano che mantecare latte e cacao, frutta e creme sia la cosa più facile del mondo e trovandosi in mano 30-40mila euro di buona uscita li investono in una piccola attività come questa.

Per mettere ordine al settore arriva la prima Guida delle gelaterie d'Italia, edita da Gambero Rosso, casa editrice romana che ormai dà i voti a tutto: dai vini ai ristoranti dalle pizzerie ai bar, dalle gelaterie allo street food. La guida presentata al recente Sigep di Rimini, fiera internazionale della gelateria e della pasticceria, propone le recensione di 300 attività, classificandole con dei coni: da uno a tre secondo la qualità del prodotto.

Arriva la guida per trovare il gelato più buono

Diciamo subito che la Toscana è messa bene. Sono 5 i gelatieri classificati con il massimo dei voti. I tre coni hanno arriso a Gianfrancesco Cutelli della De' Coltelli di Pisa e a Manuele Presenti della Chiccheria di Grosseto, dove il patron ha aperto anche una scuola per gelatieri. E ancora i tre coni sono andati a personaggi come Simone Bonini di Carapina, due locali aperti a Firenze e uno a Roma. A Sergio Dondoli, gelataio sommo di San Gimignano. Infine tre coni alla gelateria di Piazza della Passera a Firenze. Tutti voti strameritati: da applauso il pistacchio della Chiccheria, il Champelmo (champagne e pompelmo) di Dondoli, la liquirizia di De' Coltelli (e anche il gusto all'amaretto di Santa Croce o al pinolo di San Rossore, tanto per restare legati al territorio).

Le botteghe toscane sono tante e tante quelle emergenti. Come la Cremeria Opera di Lucca (Mirko Tognetti faceva il camionista prima di scoprire la vocazione, mercé una crisi aziendale), la Svolta di Marciana Marina, le Carapine di Cecina (forse la migliore fra le novità). Interessante è anche la scoperta del bar Vinicio, verso Catena di Quarrata, provincia di Pistoia. Un piccolo locale dove da mezzo secolo si fa gelato, pochissimi gusti, tutti tradizionali.

In guida anche locali che hanno fatto la storia del settore, come Galliano di Viareggio e le sue 4 proposte diverse di cioccolato. Come la Veneta di Lucca dove si fa la panna montata come un tempo, con la granella di zucchero. Come Biagi di Sarzana, dove una famiglia toscana trapiantata nel primo dopoguerra in Liguria continua la grande tradizione dei semifreddi (fantastico quello al croccantino). Perché non esiste solo il classico mantecato all'italiana. Ci sono i sorbetti, i pinguini, i moretti e due classici toscani: il meringato e lo zuccotto, magari bagnato con il vero alkermes, quello della farmacia di Santa Maria Novella. L'impressione netta è che non manchi nessuno dei migliori gelati di Toscana (e d'Italia), ma che già il. prossimo anno potrebbero esserci novità. Un nome per tutti: Caprilli di Livorno. Perché come dicevamo il settore è vivo e con grandi margini di crescita, in quantità ma soprattutto in qualità.

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